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Sudafrica, nel 2016 uccisi più di mille rinoceronti all’anno: “Numeri in calo ma sempre alti”

Ogni giorno in Sudafrica quasi tre rinoceronti vengono uccisi dai bracconieri: nel 2016 ne sono stati uccisi illegalmente poco più di mille. Un calo rispetto ai due anni precedenti, ma la cifra continua a essere “inaccettabilmente alta”. Lo afferma l’organizzazione Traffic, che monitora i traffici illegali di piante e animali nel mondo, commentando i dati diffusi dalle autorità sudafricane. La popolazione di rinoceronti, sottolinea il Wwf, resta “pericolosamente vicina a un punto di non ritorno”. Nel 2016, secondo quanto riportato dal Dipartimento per l’ambiente del Sudafrica, i bracconieri hanno ucciso 1.054 rinoceronti. Numeri in discesa, rispetto a quelli record di 1.215 del 2014 e di 1.175 del 2015, ma pure sempre elevati. “Anche se aspettiamo ancora i dati ufficiali sul bracconaggio da altri Stati che ospitano popolazioni di rinoceronti – spiega Traffic – dati non ufficiali indicano un calo anche altrove, in particolare in Namibia dove si è passati da 94 uccisioni nel 2015 a circa 60 nel 2016”. Il calo dello scorso anno in Sudafrica, rimarca il Wwf, si deve soprattutto agli sforzi di conservazione nel Parco nazionale Kruger, una delle maggiori riserve animali africane e dimora della maggior popolazione al mondo di rinoceronte bianco. Nel 2016 si è registrato un calo del 20% delle uccisioni per mano dei bracconieri (da 826 a 662 esemplari). Ma questo declino non è abbastanza. Il Wwf sottolinea la necessità di combattere a monte la richiesta dei corni di rinoceronte. “L’assenza di un’azione globale per controllare il traffico transazionale di fauna selvatica mina gli sforzi di protezione dei rinoceronti sul campo”, spiega Margaret Kinnaird di Wwf International. Nella foto Ap/Brent Stirton/Getty Images per il National Geographic sopra, un maschio di rinoceronte ucciso e amputato del corno nella Hluhluwe Umfolozi Game Reserve, Sudafrica e, sotto, una piccola rimasta orfana per il bracconaggio della madre. Le immagini fanno parte di una serie chiamata “Rhino wars” e hanno vinto il primo premio della sezione Storie di Natura del World Press Photo nei giorni scorsi.

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