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Terremoto e maltempo: sono almeno mille gli animali morti o feriti, denunciano allevatori

AGGIORNAMENTI DEL 24 GENNAIO 2017

ASL RIETI: NON RISULTA AUMENTO SIGNIFICATIVO MORTI ANIMALI

“Sulla base dei dati forniti dalla ASL di Rieti non risultano incrementi significativi di morti animali, legate al fenomeno sismico”. Lo comunica la Regione Lazio in una nota. Un dato che, se confermato, contraddirrebbe almeno nel Lazio i dati diffusi in questi giorni dagli allevatori, che hanno a più riprese denunciato una “strage di animali” per l’effetto congiunto delle scosse, della neve e del gelo che hanno fatto crollare le stalle. “Nel 2016 nella zona del cratere, su una popolazione totale di 7mila capi tra bovini e ovini, sono state accertate complessivamente 171 morti animali, tutte per cause varie indipendenti dal terremoto. Dall’inizio del 2017 sono stati certificati a oggi 20 casi, anche questi indipendenti dal sisma”, conclude la nota.

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MANCANO STALLE, MONTATE SOLO 77 SU 635

A cinque mesi dalle prime scosse di terremoto sono state montate solo 77 delle 635 stalle mobili previste, appena il 12 per cento, con la percentuale di realizzazione che pero’ scende addirittura nelle Marche allo 0,5 per cento delle strutture completate: due sole stalle sulle 370 necessarie. A denunciarlo è la Coldiretti nel tracciare un bilancio nelle campagne delle aree colpite dal sisma. “Un inaccettabile ritardo che ha fatto salire a più di mille il conto degli animali morti, feriti e abortiti nelle zone terremotate – commenta Coldiretti -, con gli allevatori che non sanno ancora dove ricoverare mucche, maiali e pecore, costretti al freddo, con il rischio di ammalarsi e morire, o nelle strutture pericolanti che stanno cedendo sotto il peso della neve e delle nuove scosse, mentre si è dimezzata la produzione di latte”.

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AGGIORNAMENTO DELLE 21 – UE, 118 MLN PER AGRICOLTORI E  ALLEVATORI TERREMOTATI

Ben 118 milioni di euro disponibili subito per ridare fiato all’agricoltura in ginocchio nelle aree terremotate. E’ il risultato dell’intesa tra il ministro Maurizio Martina e il commissario Ue Phil Hogan a margine del Consiglio agricoltura. Si tratta di 83 milioni anticipati al 100% anziché all’85% dai fondi dello sviluppo rurale, e di 35 milioni di aiuti diretti per il mancato reddito degli allevatori, contro i 12 autorizzati precedentemente. Questa tranche è stata sbloccata grazie all’ok di Bruxelles a triplicare con risorse nazionali il finanziamento Ue del pacchetto a sostegno dell’allevamento approvato nel luglio scorso. Le risorse dal bilancio nazionale, che in precedenza potevano essere solo raddoppiate, non saranno considerate aiuto di stato, né conteggiate nel deficit strutturale. “Verranno pagati con procedure semplici e senza costi per le imprese”, spiega in una nota il Mipaaf, per un aiuto che si tradurrà in 400 euro a capo bovino e 60 euro per ovino posseduti prima del terremoto. Sono previsti aiuti anche per i settori suinicolo ed equino. La decisione è stata salutata con favore dalle principali organizzazioni agricole. “Il via libero europeo è importante per salvare un territorio a prevalente economia agricola con 3mila aziende e stalle con quasi 100mila animali ora a rischio sopravvivenza”, ha detto il presidente Coldiretti Roberto Moncalvo. “Di fronte a una situazione così drammatica”, ha commentato Agrinsieme, “gli interventi decisi dalla Commissione Ue potranno in qualche modo accelerare l’uscita di molte aziende agricole dallo stato di assoluta emergenza”. Lo sblocco dei fondi è solo un “primo passo”, ha assicurato Martina, “e abbiamo condiviso con il commissario Hogan la necessità di lavorare con il resto della Commissione perché una parte del budget” del Fondo di solidarietà contro le calamità “sia dedicata alla ricostruzione agricola”.

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Sale a più di mille il conto degli animali morti, feriti e abortiti nelle aree del terremoto per l’effetto congiunto delle scosse, della neve e del gelo che hanno fatto crollare le stalle. Per fermare la strage di animali e salvare le tremila stalle e aziende agricole che si trovano nelle aree colpite dal sisma e dove appena il 15% delle strutture di protezione degli animali sono state completate fino ad ora, l’associazione Coldiretti coordina una apposita task force. Grazie a questa sono state avviate numerose iniziative di sostegno, dalla campagna “dona un ballone di fieno” per garantire l’alimentazione degli animali, a quella “adotta una mucca” per dare ospitalità a pecore e mucche sfollate a causa dei crolli delle stalle, fino alla “caciotta della solidarietà” con il latte degli allevatori terremotati e degli altri prodotti in vendita nei mercati di Campagna Amica per garantire uno sbocco di mercato dopo lo spopolamento forzata dei centri urbani colpiti dal sisma. Solo nelle Marche, denunciano gli agricoltori, si contano seicento mucche e cinquemila pecore al freddo nelle neve senza ripari, per i ritardi accumulati. Sono oltre 1500 i posti stalla per gli animali resi disponibili nelle diverse regioni per gli animali sfollati dalla Lombardia al Veneto, dal Friuli alla Toscana. E ha preso il via una corsa contro il tempo con la mobilitazione dei trattori per liberare le strade da neve e ghiaccio e raggiungere le stalle isolate da giorni, dove occorre garantire l’operatività degli impianti di mungitura e abbeveraggio, ma anche la consegna dei mangimi. Operazioni faticose rese possibili dalla collaborazione della Coldiretti con l’Associazione Italiana Allevatori e i Consorzi Agrari che ha consentito anche la consegna di mangiatoie, mangimi, fieno, carrelli per la mungitura, refrigeratori e generatori di corrente ma anche roulotte, camper e moduli abitativi. (nella foto Ansa, i vigili del fuoco prestano soccorso agli animali a Castelsantangelo sul Nera, Macerata)