Indica un intervallo di date:
  • Dal Al
pecore_neve

Terremoto e maltempo, Centro Italia flagellato: animali sepolti dalla neve e alcuni morti

AGGIORNAMENTO DELLE 18.00 – RINTRACCIATI GLI ALLEVATORI DISPERSI AD ARQUATA

“Sono stati rintracciati tutti gli allevatori di Arquata del Tronto”. L’assessore regionale alla Protezione Civile Angelo Sciapichetti annuncia la fine di un ‘incubo’ per una quindicina di allevatori di Arquata del Tronto. Partiti stamattina da Ascoli e dalle zone limitrofe per andare ad accudire e a nutrire il bestiame rimasto nel paese evacuato, non si hanno avuto piu’ loro notizie dopo le scosse di questa mattina. “Sono stati rintracciati tutti i 15 allevatori – spiega Sciapichetti -. Stanno bene e rientreranno a casa. Non erano raggiungibili telefonicamente per un problema di linea. Ora la situazione preoccupa soprattutto per le condizioni meteo pessime dovute alle forti nevicate. L’emergenza principale e’ legata alle nevicate. Sono in arrivo le turbine dalle Regioni limitrofe: Veneto, Emilia-Romagna e Trentino Alto Adige”. Intanto sono crollate altre due stalle a Sarnano dopo le scosse di terremoto di questa mattina. Nelle strutture dell’azienda Vicerè, agibili dopo il terremoto dei mesi scorsi ma rese più fragili a causa del peso della neve, c’erano 25 tra mucche e vitelli e una trentina di pecore. Tutti rimasti uccisi o feriti. Sale così il conto dei danni mentre 600 mucche e 5mila pecore restano al gelo a causa dei ritardi nell’arrivo delle strutture mobili. Con le forti nevicate inoltre si segnalano anche aziende isolate e difficoltà a portare il foraggio necessario per l’alimentazione degli animali.

+++

AGGIORNAMENTO DELLE 17.50 – MINISTRO MARTINA: SITUAZIONE AGGRAVATA PER ALLEVATORI

Sono circa 3mila le aziende agricole nei territori terremotati dei comuni di Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo dove c’e’ un’elevata significativa presenza di allevamenti con oltre 100mila animali tra mucche, pecore e maiali. Per queste imprese “le nuove scosse, in combinazione con le nevicate dell’ultima settimana, hanno ulteriormente aggravato il quadro” ha detto il ministro delle politiche agricole Maurizio Martina al question time alla Camera. “Da agosto sono stati adottati due decreti legge d’urgenza e diverse ordinanze per la ricostruzione – ha aggiunto Martina – puntando a coniugare massima trasparenza della spesa pubblica e semplificazione delle procedure. I lavori, seguiti dalle Regioni interessate, stanno proseguendo e certamente bisogna accelerare. Per ottimizzare i tempi, tuttavia, per la prima volta il Commissario straordinario del Governo ha autorizzato le singole imprese danneggiate ad acquistare e realizzare direttamente le opere necessarie per il ricovero, l’alimentazione e la mungitura degli animali, per la conservazione del latte e la ricostruzione di fienili e depositi. La copertura della spesa è a carico del Commissario e le aziende non sono tenute ad anticipare i costi”. Le misure si inseriscono in un quadro più ampio che comprende anche l’anticipo dei pagamenti diretti della Pac (già erogati da Agea 69 milioni) e quelle di sostegno al reddito degli allevatori pari a circa 24 milioni”. “Massima attenzione del Governo – ha concluso il ministro – anche per le zone del sud Italia colpite dal maltempo e in particolare per le imprese che hanno subito danni da eventi assicurabili. Il nostro obiettivo è aumentare presto il fondo a disposizione”.

+++

AGGIORNAMENTO DELLE 14.30 – ENPA: INTERVENGA L’ESERCITO A COSTRUIRE LE STALLE

Sono quattro le scosse, l’ultima poco dopo le 14.30, di magnitudo superiore a 5 che hanno colpito ancora una volta il Centro Italia, con epicentro tra L’Aquila e Rieti. Un territorio già messo a dura prova dal maltempo e dalla neve che continua a cadere copiosa, superando quasi ovunque il metro d’altezza e raggiungendo anche i due metri in alcune zone. Non si sono registrate vittime umane nè feriti. “Finalmente stamane è stato disposto un rafforzamento della presenza dell’Esercito nell’area del sisma”, segnala oggi una nota dell’Enpa. “Lo stiamo chiedendo con forza non solo per ripristinare le vie di comunicazione ma anche affinché il Genio militare costruisca le stalle per gli animali, superando così tutti i problemi burocratici che hanno avuto solo l’effetto di far morire di freddo centinaia e centinaia di animali. Questa mattina, in seguito allo sciame sismico, per quasi un’ora si sono persi i contatti con quindici allevatori di Arquata, andati come tutti i giorni in zone rosse per alimentare i loro animali. Per evitare ulteriori problemi e per non aggravare l’emergenza ancora di più, ma soprattutto per non mettere ulteriormente a rischio l’incolumità di persone e animali, si dia all’Esercito il compito di costruire tempestivamente le stalle”, conclude il comunicato dell’Ente protezione animali.

+++

AGGIORNAMENTO DELLE 14 – PRIMO BILANCIO DI COLDIRETTI: STALLE CROLLATE, ANIMALI MORTI

Due stalle di aziende terremotate sono crollate a Gualdo, nel Maceratese, per il peso della neve uccidendo o ferendo una novantina di capi tra mucche e pecore. A darne notizie è la Coldiretti, dopo le segnalazioni giunte dall’azienda Lai e dall’azienda Castello di Beccerica mentre è tornato l’incubo delle scosse del terremoto. Entrambe le aziende aspettavano da 5 mesi i moduli ”promessi dalla Regione”, dice l’associazione. ”Ora chi ha sbagliato deve pagare: non è accettabile che si sia arrivati ad oggi con appena due stalle mobili completate rispetto a quelle necessarie per un terremoto che ha colpito cinque mesi fa” accusano il presidente di Coldiretti Marche, Tommaso Di Sante, e il direttore Enzo Bottos. L’azienda Beccerica ha visto crollare la stalla lesionata dal terremoto. Sotto le macerie sono rimaste 70 mucche. Nell’azienda Lai il peso della neve ha fatto crollare la struttura temporanea dove gli animali erano stati sistemati per ripararli dalla bufera di ghiaccio, uccidendo venti tra pecore e agnelli. Si allunga così il conto degli animali morti, mentre 600 mucche e cinquemila pecore ”sono ancora sepolte dalla neve”. ”Esperienze del passato testimoniano che ci sarebbe stato tutto il tempo per evitare di lasciare in balìa del freddo e del gelo  anche gli allevatori danneggiati dal sisma di ottobre. E anche la famosa ordinanza che permetterebbe alle aziende di ordinare da sole le strutture è oggi inapplicabile a causa della mancanza di indicazioni dalla Regione su costi, materiali e caratteristiche tecniche”. Coldiretti annuncia che si mobiliterà con gli allevatori ”per individuare le responsabilità e agire di conseguenza”.

+++

AGGIORNAMENTO DELLE 11.30 – NUOVE SCOSSE DI TERREMOTO IN CENTRO ITALIA

Nuove scosse stamattina tra le 10.25 e le 12.25 in Centro Italia, almeno tre parecchio oltre il 5 di magnitudo, avvertite anche nella Capitale. I primi dati parlano di intensità compresa tra 5.3 e 5.7 ma per la conferma si attende l’Ingv. Nessuna notizia di persone ferite da crolli ma grande disagio per la popolazione e allarme per gli animali e chi li cura. Il sindaco di Ussita, Marco Rinaldi, ha detto ai microfoni di Radio24 che le strade sono isolate e che in zona si trovano a “lottare con uno-due metri di neve: l’allarme viabilità è grossissimo” e chi ha animali da curare non riesce a raggiungerli per nutrirli. Inoltre è stato lanciato un allarme valanghe. La Coldiretti di Amatrice, sempre a Radio24, racconta dell’emergenza degli allevatori: “La situazione è drammatica: con il nuovo sisma tornano al centro dell’emergenza le persone. Ma chi è rimasto molto spesso fa l’allevatore, ed è disperato perchè non riesce a dar da mangiare agli animali da due giorni, le strade sono interrotte e le stalle sono pericolanti”, dice un rappresentante degli agricoltori. Ad Arquata del Tronto, 15 allevatori che vivono in container nelle zone dove hanno le stalle, a Spelonga e Colle di Arquata, al momento risultano irraggiungibili via cellulare. Il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni ha chiesto al ministro della Difesa Roberta Pinotti di rafforzare la presenza dell’Esercito nelle aree del sisma.

+++

POST ORIGINALE DELLE 7.40

Con la nuova ondata di maltempo iniziano a morire gli animali sepolti dalla neve nelle zone terremotate, con il gelo che ha reso ancora più difficili le condizioni di vita per uomini e bestiame, anche a causa dei ritardi nella consegna delle strutture mobili. Nelle Marche le prime segnalazioni di pecore morte a causa del freddo, mentre le stalle già lesionate dal sisma rischiano di cadere sotto il peso della neve travolgendo gli animali che non possono essere ospitati altrove. Nel Lazio, fa sapere la Regione, si stanno montando le tensostrutture per il ricovero del Bestiame mentre in Abruzzo – dove arriva l’esercito a dare una mano – e Umbria fanno i conti con l’energia elettrica che manca e le stalle distrutte o inagibili.

MARCHE

Dal Piceno al Maceratese, gli allevatori sono così costretti a tenere mucche e pecore all’aperto, in una situazione che nelle aree interne vede la neve ormai vicina al metro di altezza. E al danno degli animali morti, incalza Coldiretti Marche, si aggiunge la beffa di dover pagare i costi di smaltimento delle carcasse. Il maltempo sta inoltre aumentando ulteriormente il ritardo accumulato nella consegna delle stalle mobili richieste per il sisma del 24 agosto. In tutto si tratta di oltre 700 tra container, tendoni-stalla e fienili. La mancanza di energia elettrica non facilita le cose. (nella foto sopra, le pecore dell’azienda Scolastici di Pieve Torina, provincia di Macerata. Sotto, un’asino della stessa azienda agricola, una pecora nella neve e alcuni maialini morti dal freddo).

asino_neve

LAZIO

“Nonostante il maltempo, prosegue il montaggio delle tensostrutture, siamo arrivati a 70 unità su 87 tra stalle per bovini da latte e da carne, fienili, ovili e altre strutture di emergenza. Continuiamo a essere accanto agli allevatori e agli agricoltori delle zone colpite dal terremoto. Garantiremo inoltre con Arsial la fornitura straordinaria di fieno, di paglia e mangime per il bestiame nelle zone colpite dal sisma, per far fronte alle difficolta’ di reperimento legate all’emergenza maltempo. Saranno allestiti punti di distribuzione per consentire agli allevatori un tempestivo rifornimento per garantire l’alimentazione degli animali e le imprese saranno avvisate per permettere a tutte il ritiro”, dichiara in una nota l’Assessore all’Agricoltura, Caccia e Pesca della Regione Lazio, Carlo Hausmann.

pecora_neve

ABRUZZO

La mancanza di energia elettrica che colpisce l’Abruzzo a macchia di leopardo a causa del maltempo provoca disagi alle aziende agricole, soprattutto quelle di trasformazione. Per non perdere la produzione si ricorre a generatori per la mungitura delle vacche, la preparazione di formaggio e pane e pasta, soprattutto nelle province di Chieti e Pescara. Nelle stalle, l’acqua ghiacciata deve essere riscaldata per poter dissetare le mucche.

maiali_morti

UMBRIA

“Con la neve che è caduta sulle zone terremotate occorre accelerare per garantire l’arrivo dei moduli abitativi e delle stalle a tutte le aziende e gli allevamenti danneggiati” fa sapere Coldiretti Umbria, dopo il peggioramento delle condizioni meteo e le nevicate che hanno interessato le aree dell’interno. “La neve va ad aggravare la situazione degli animali, che hanno bisogno di ricoveri con le stalle distrutte o inagibili e in tempi brevi servono sistemazioni per quegli agricoltori e allevatori che hanno avuto le case crollate o lesionate”. Bene, per Coldiretti, l’ordinanza che “autorizza gli allevatori a comprare tutto ciò che serve per garantire la continuità produttiva delle proprie aziende con un rimborso pubblico previsto fino al 100% delle spese sostenute”.

 

  • Guido Minciotti |

    Alla Coldiretti o all’Enpa, hanno entrambe iniziative di questo tipo. Saluti e grazie di leggere 24zampe. E per il suo grande cuore, naturalmente! gm

  • tamara scalini |

    Buona sera io sono una piccola allevatrice ravennate e vorrei aiutare portando foraggio per gli animali ma non so a chi devo rivolgermi !

  • andrea vagnone |

    poverini animali…. bisogna fare qualcosa per essi

  Post Precedente
Post Successivo