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Allarme del “Wwf Living planet report 2016”: entro il 2020 sparirà il 67% delle specie animali

AGGIORNAMENTO DELLE 15.40 – ENTRO 2020 SPARIRA’ 67% SPECIE ANIMALI

“Entro il 2020 spariranno due terzi delle specie a livello globale”, e già ora siamo oltre i “confini di sicurezza” della vita sulla Terra. Questo l’allarme lanciato dal Wwf nel nuovo rapporto “Living Planet Report 2016: rischio e resilienza in una nuova era”, presentato oggi. “Mancano meno di 5 anni – scrive la ricerca -. Entro il 2020 la popolazione globale di specie animali e vegetali potrebbe crollare del 67%. Il peso insostenibile della mano dell’uomo sulla fauna selvatica è solo uno dei numerosi segnali ‘negativi’ che ci manda il Pianeta Terra”. Secondo il rapporto, “le popolazioni globali di pesci, uccelli, mammiferi, anfibi e rettili si sono ridotte del 58% tra il 1970 e il 2012. Il declino subito dal mondo selvatico in appena mezzo secolo preannuncia un crollo imminente di almeno due terzi entro il 2020″. Per la prima volta nella storia “l’impatto delle attività umane sui sistemi viventi del Pianeta è stato talmente forte da generare la ‘nascita’ di un nuovo periodo geologico, l”Antropocene'”. I risultati del rapporto “forniscono ulteriori prove che il Pianeta sta entrando in un territorio inesplorato, in cui l’umanità sta trasformando la Terra e andando verso una possibile sesta estinzione di massa”. Il report dimostra “come l’umanità abbia superato quattro dei nove confini planetari (clima, integrità della biosfera, flussi biogeochimici di azoto e fosforo e cambiamenti nell’uso del suolo), andando oltre le soglie di sicurezza del sistema Terra”. (Ansa)

POST ORIGINALE

Viene reso noto stamattina a livello mondiale il “Living Planet Report 2016 – Rischio e resilienza in una nuova era”, l’undicesima edizione della pubblicazione biennale del Wwf che analizza, tra gli altri dati, lo stato di oltre 14mila popolazioni di animali vertebrati di oltre 3.700 specie dal 1970 al 2012. Il report precedente, uscito nel 2014, segnalava per queste popolazioni un declino del 58% dal 1970. Non e’ un mistero il perche’ di questa drammatica situazione: la popolazione umana in continua espansione – piu’ che raddoppiata dal 1960, ora a 7,4 miliardi di persone – depreda, sovraffolla, avvelena il pianeta, e rende molto difficile, se non impossibile, la convivenza con altre specie. Il Wwf ha previsto eventi e presentazioni in varie capitali: a Parigi l’evento Wwf è presso la sede dell’Unesco, a Stoccolma Johan Rockström, uno degli autori del rapporto, lo illustra presso lo Stockholm Resilience Center, tra i centri più famosi nel mondo sulle ricerche di Global Sustainability, di cui è Direttore, con la partecipazione del Ministro dell’Ambiente svedese. Altri eventi sono previsti a Oslo e Varsavia. Nel continente africano, tra i più sofferenti per presenza di specie a rischio e ambienti naturali di altissimo valore e sotto pressione, presentazioni sono previste il 2 novembre con eventi in vari paesi tra cui Camerun, Madagascar, Kenya e Tanzania (nella foto Ap sopra, un branco di elefanti nel parco nazionale Amboseli, in Kenya, con sullo sfondo il monte Kilimangiaro, che è in Tanzania). In Italia il Report viene presentato nel pomeriggio alle ore 16.30 presso la Camera dei Deputati (Sala della Regina), alla presenza, tra gli altri, della Presidente della Camera, on. Laura Boldrini, il ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, l’economista Enrico Giovannini e la Presidente di Wwf Italia, Donatella Bianchi. L’evento, promosso in Italia in collaborazione con Sofidel, è seguito in diretta streaming su bit.ly/LivingPlanetReport_2016. Nell’evento italiano c’è anche un’importante presenza del mondo giovanile e della formazione grazie a una rappresentanza di 28 studenti di 6 Licei di Roma (Aristofane, Avogadro, Farnesina, Giovanni XXIII, Mamiani, Seneca) che realizzeranno con il Wwf progetti di alternanza scuola-lavoro. La presentazione è anche il momento iniziale di un percorso articolato di formazione docenti, con 21 docenti di scuole di ogni ordine e grado da 4 regioni diverse: Abruzzo, Campania, Lazio e Toscana.