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In Francia l’impegno animalista migliora il benessere delle galline ovaiole

In Francia il consumo di uova deposte da galline allevate all’aperto è aumentato dal 3% del 1996 al 46% del 2016, secondo i dati del Cnpo (Comité national de la profession de l’œuf). Un trend che non mostra segni di rallentamento, con molti grandi operatori – da Mac Donald’s a Lidl a Carrefour – che scelgono di utilizzare o vendere solo o quasi uova ruspanti. La Francia è il primo produttore di uova d’Europa, con 14,5 miliardi di pezzi l’anno e un consumo procapite di 220. Al settore produttivo non resta altro da fare che adeguarsi al mercato, programmando un investimento di 500 milioni di euro per ammodernare i circa 400 impianti (dei 2.100 esistenti) che ancora allevano esclusivamente galline ovaiole in gabbia. Un risultato raggiunto anche grazie all’impegno delle associazioni animaliste, L214 in testa, che segnalando con campagne informative le scarsissime condizioni del benessere animale nella filiera, sono riuscite a far “digerire” al mercato e all’industria il passaggio a un prodotto che costa esattamente il doppio: 15 centesimi di euro per un uovo da gallina in gabbia, 30 per uno covato all’aperto. L214 ha mostrato ai consumatori le immagini delle mutilazioni al becco che subiscono gli animali per impedirgli di beccarsi e le condizioni di affollamento delle gabbie: anche 16 galline per metro quadro, contro i 4 metri delle “cugine” allevate all’aperto, che possono arrivare a 10 per quelle biologiche. “Sono cose che il pubblico non vuole vedere”, riconoscono all’Itavi (Institut technique de l’aviculture). La prossima battaglia alla quale si sta preparando l’associazione è quella contro la triturazione da vivi dei pulcini di sesso maschile, inutili per l’industria poichè non fanno le uova nè possono essere riciclati per l’industria del pollame. Per saperne di più cliccare qui, ne abbiamo parlato su 24zampe a proposito di quanto di simile sta accadendo negli Usa.