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A man walks next to his dogs as he goes hunting in Itxassou on September 11, 2016.
The hunting season opens in France on September 11, 2016. / AFP PHOTO / GAIZKA IROZ

Domenica apre la caccia: Fenaveri: “è un valore”, Lav: “quasi mezzo miliardo” di uccisioni

Dopo le preaperture che hanno interessato 16 Regioni italiane dal primo settembre (ne abbiamo scritto qui), domenica prossima prenderà ufficialmente il via la stagione venatoria, che come ogni anno inizia nella terza domenica di questo mese. Più di 620mila cacciatori, secondo i calcoli della Lega antivivisezione, possono legalmente uccidere 428.859.211 animali selvatici fino al 31 gennaio. Il numero, prossimo al mezzo miliardo, è stato “ricavato dai dati analizzati dalla Lav, con riferimento a quattro regioni campione, per le quali è stata effettuata l’analisi dei calendari venatori, dei carnieri giornalieri e stagionali e del numero di cacciatori abilitati:  Veneto, 10.350.000; Lombardia, 84.892.034; Toscana, 37.740.000; Sicilia, 30.780.000”, spiega l’associazione in una nota. La Fenaveri, la neonata Federazione nazionale delle associazioni venatorie riconosciute di cui fanno parte tra gli altri Federcaccia e Arcicaccia, auspica però che “l’apertura della caccia sia una festa”, e punta il dito contro “la superficialità di un approccio mediatico salottiero al tema, che nega l’evidenza del valore che diamo al paesaggio, ai boschi, all’economia del made in Italy con le tante produzioni legate alla caccia”. “Se le associazioni venatorie intendono davvero fare qualcosa di positivo per il nostro Paese, allora c’è una sola cosa che devono fare: appendere la doppietta al chiodo”, è l’ironica risposta dell’Ente nazionale protezione animali (Enpa), che accusa le Regioni di essere “ancora fuori dalle regole. In Italia l’illegalità è dilagante nei confronti dei selvatici, e per questo in Europa siamo ormai diventati un vero e proprio caso”. Sulla stessa linea la Lav, che ritiene non si possa “più tollerare che i cacciatori siano considerati cittadini privilegiati a cui è consentito interpretare a proprio favore le leggi dello Stato a discapito della stragrande maggioranza degli italiani, persone che uccidono milioni di animali innocenti per esclusivo divertimento”. La Lipu ricorda che “colombacci e tortore possono essere cacciati” e che, da domenica, “sarà possibile sparare anche al coniglio selvatico, alla quaglia, alla volpe, al merlo e al germano reale”, mentre “per tutte le altre specie l’inizio della stagione venatoria è fissata al primo di ottobre. Compresa l’allodola”. E avverte che la caccia è “un’attività anacronistica, spesso illegittima e pericolosa per la grave situazione ambientale del nostro paese. Le specie cacciabili sono troppe e si possono uccidere animali considerati in cattivo stato di conservazione”. (foto Afp/Gaizka Iroz)
  • Costanza Monaco |

    150 anni fa anche la schiavitù nera era un ” valore”.
    Non ci sono molte parole da dire. Chi ama uccidere ha qualcosa dentro che non va.
    E cerca di legittimare la sua perversione.

  • Guido Minciotti |

    Capisco i suoi sentimenti, comuni a molti altri italiani. Ma la caccia e un’attività legale se svolta secondo la legge e l’esito dell’intervento di forestale e carabinieri da lei richiesto lo dimostra. grazie di leggere 24zampe, saluti gm

  • Elena Hagi |

    La caccia è un passatempo crudele e atroce. Nelle mie zone i cacciatori hanno sterminato l’allodola. Lo scorso anno, durante la caccia alla tortora, un gruppo ha bivaccato nel mio terreno, ha acceso fuochi durante la notte e lasciato spazzatura e plastica buttati a terra. Io r mia figlia di sei anni siamo state barricate in casa per giorni perché i pallini arrivavano a pioggia sui vetri delle finestre. Ho chiamato la forestale e i carabinieri ma, a parte un controllo sommario dei loro documenti, non li hanno fatto nemmeno allontanare mentre sparavano. Io ho paura di discutere con gente che gira armata e si sente padrona del mondo, alza la voce durante le discussioni e fa branco. Penso che la caccia selettiva vada affidata agli enti e le polizie locali, secondo effettive necessità di controllo calibrato delle specie e non a privilegiati annoiati che per interi mesi possono girare armati per le campagne e sparare a tutto ciò che si muove. Ritengo che i numerosi incidenti di cacciatori che hanno, negli anni, sparato a persone o animali protetti debbano mettere la parola fine a queste mattanze anacronistiche e pericolose.

  • Guido Minciotti |

    Grazie del suo commento. Riporto esattamente il passo del comunicato Lav: “Domenica 18 settembre circa 620.000(*) cacciatori italiani si ritroveranno pronti a imbracciare i fucili, inaugurando una nuova stagione venatoria che tornerà a mietere centinaia di milioni di vittime animali. 428.859.211: quasi mezzo miliardo gli animali selvatici che, in tutta Italia, i cacciatori possono legalmente uccidere ogni anno nel corso della stagione venatoria, tra la terza domenica di settembre e il 31 gennaio. Un numero ricavato dai dati analizzati dalla LAV, con riferimento a quattro regioni campione, per le quali è stata effettuata l’analisi dei calendari venatori, dei carnieri giornalieri e stagionali e del numero di cacciatori abilitati: Veneto, 10.350.000; Lombardia, 84.892.034; Toscana, 37.740.000; Sicilia, 30.780.000.” La ringrazio anche di leggere 24zampe, saluti gm

  • Mario Gabbrielli |

    Secondo questi dati teorici e ipotetici ogni cacciatore ucciderebbe in ogni stagione venatoria 691 animali? Dovrebbe andare a caccia con la bomba atomica, non con la doppietta. Questi dati non fanno che aumentare la superficialità e l’ignoranza diffusa sul tema. Intanto bisogna vedere quanti cacciatori sono attivi e quanto vanno a caccia in ogni stagione venatoria. Io non conosco nessun cacciatore che in una stagione venatoria preleva più di 20/30 animali. Ipotizzando 30, moltiplicato per 620.00 fa 18,6 milioni e cioè il 4% del dato citato.
    Con queste enunciazioni si fa del male alla verità e alla natura, prima che ai cacciatori e all’industria.
    Il discorso globale sulla caccia sarebbe poi molto lungo e non so se è il caso di perdere tempo con gente che spara cifre a caso.

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