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Arthur Ward stands with his Pyrenean Mountain Dog Cody during the first day of the Crufts Dog Show in Birmingham, central England, in this March 5, 2015 file photo. Nearly a quarter of a million people follow the Reuters Instagram account - and it's still growing fast. To mark the mid-point of 2015, Reuters has compiled the twenty most-liked pictures so far.  This picture was 15th most popular. REUTERS/Darren Staples/Files

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Nuove ipotesi sull’addomesticamento del cane: miglior amico dell’uomo due volte, in Asia e in Europa

Il cane è diventato il migliore amico dell’uomo dopo essere stato addomesticato non una, ma ben due volte e in posti diversi: una in Asia e l’altra in Europa o nel vicino Oriente. E’ l’ipotesi formulata dai ricercatori coordinati da Laurent Frantz, dell’università di Oxford, e pubblicata sulla rivista Science, qui. Gli studiosi si sono basati sull’analisi di 59 campioni del Dna che si trasmette solo per via materna (Dna mitocondriale) di antichi cani europei, vissuti tra 14mila e 3mila anni fa, e sulla mappa del Dna del cane irlandese di Newgrange, vissuto 4.800 anni fa. I dati sono stati poi confrontati con quelli di 605 cani moderni di diverse razze provenienti dall’Eurasia occidentale e dall’Asia orientale. I ricercatori sono così riusciti a ricostruire l’albero genealogico dei cani, scoprendo una divisione profonda tra i cani europei, come quello di Newgrange e il golden retriever, e quelli asiatici, come lo shar-pei. L’analisi genetica ha così mostrato che c’è stata una “spaccatura” profonda tra i cani delle due regioni, una delle quali avvenuta a distanza di millenni dalla prima comparsa, nota, dei cani in Europa e Asia orientale. La separazione Oriente-Occidente sarebbe avvenuta tra 6.400 e 14mila anni fa. L’analisi genetica ha anche rilevato una riduzione della diversità genetica legata ad un forte calo della popolazione canina, che si può verificare quando un piccolo gruppo si separa da quello principale. Presi insieme, questi dati suggeriscono che l’uomo abbia addomesticato il cane in Asia più di 14mila anni fa e che un sottogruppo di questi animali sia poi emigrato in occidente attraverso l’Eurasia, al seguito dell’uomo. Ciò implica che tutti i cani moderni, e quello di Newgrande, possono far risalire le loro origini all’Asia. Ma c’è un colpo di scena: gli archeologi hanno trovato i resti di cani in Germania che possono essere più vecchi di 16mila anni fa, suggerendo che i cani fossero già stati addomesticati in Europa quando lo furono in Asia. E alcuni dei cani moderni serberebbero ancora oggi delle deboli tracce genetiche di questa prima addomesticazione. (Ansa, foto Reuters/Darren Staples: Arthur Ward con il suo pastore dei Pirenei Cody al Crufts Dog Show 2015 di Birmingham, in Inghilterra)