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(FILES) This July 31, 2012 file photo shows lions at the Entabeni Safari Conservancy in Limpopo, northeast of Johannesburg.  Lions native to Africa and India were granted endangered species protection on December 21, 2015 by the US Fish and Wildlife Service, which warned of a "dramatic decline" of the big cats in the wild. The lion species known as Panthera leo leo, which roams parts of India and western and central Africa, is now listed as endangered, since only about 20,000 remain in the wild, said the US agency. AFP PHOTO / STEPHANE DE SAKUTIN

Un leone “fattura” 500mila $ l’anno, dice il Wwf: “Vale più da vivo che da morto”

Il Wwf, in occasione della Giornata Mondiale della Biodiversità che si celebra in tutto il mondo domenica prossima, 22 maggio, punta l’attenzione sui benefici economici di specie simbolo come i leoni, i gorilla e gli elefanti. Si valuta almeno in 500mila dollari l’anno il fatturato prodotto da ogni esemplare di leone, calcolando l’indotto turistico nel Parco di Amboseli, in Kenya. Nel Parco Nazionale di Bwindi, in Uganda, l’osservazione di un solo dei 400 gorilla presenti nel parco da parte dei turisti frutta almeno 100mila dollari l’anno. Nel Parco del Virunga, nella Repubblica Democratica del Congo, il valore di un solo esemplare di gorilla sale a 450mila dollari l’anno. Un elefante vale 76 volte più da vivo che non da morto. Il valore è stato calcolato sulla base del turismo dedicato all’osservazione degli elefanti in Kenya, Tanzania, Zambia e Sud Africa. Qui un esemplare produce in un anno un ritorno economico di 23mila dollari. Calcolato per la vita media di un elefante, raggiunge un totale di 1,6 milioni di dollari. Stessi risultati per le specie marine. A Palau (stato insulare del Pacifico a sud delle Filippine), un singolo squalo di barriera può contribuire per quasi 2 milioni di dollari, nel corso della sua vita, all’economia dell’isola, come risulta da una ricerca dell’Istituto Australiano di Scienze Marine (Aims) e della University of Western Australia. Anche una balena vale molto di più da viva che da morta. Nel 2008, secondo l’International Fund for Animal Welfare, 13 milioni di persone hanno generato a livello mondiale un fatturato complessivo di 2,1 miliardi di dollari per attività di whale watching, l’osservazione dei cetacei nel loro ambiente naturale, dando lavoro a 13mila persone. Anche le cernie nostrane rappresentano una risorsa. La presenza di tre cernie nell’Area Marina Protetta di Tavolara – Punta Coda Cavallo, in Sardegna, diventate il motivo di immersione per centinaia di sub, ha generato un indotto turistico in dieci anni superiore ai 110mila euro. Gli stessi pesci, se pescati, avrebbero potuto sfruttare poco più di 500 euro. (Ansa, foto Afp/Stephane De Sakutin)