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Allevamenti, il Ciwf lancia una petizione al ministro della Salute sull’antibiotico-resistenza

AGGIORNAMENTO DELLE 10.55 – NEL 2050 UN MORTO OGNI 3 SECONDI PER SUPERBATTERI, COMBATTERLI AVRA’ COSTI ALTISSIMI: 100MILA MILIARDI DI DOLLARI

I superbatteri, resistenti agli antibiotici, uccideranno una persona ogni tre secondi entro il 2050 se non saranno prese contromisure adeguate, effettuate campagne di informazione su scala globale contro l’uso eccessivo di antibiotici, e non verranno spesi migliaia di miliardi in ricerca. È l’allarme lanciato dal report “Review on Antimicrobial resistence” secondo cui è necessaria una vera e propria rivoluzione nella concezione e nell’uso degli antibiotici per non tornare al Medioevo. La battaglia contro le più comuni infezioni, resistenti a qualsiasi cura oggi conosciuta, potrebbe causare più morti “del terrorismo”. Il problema principale è che non si stanno sviluppando nuovi antibiotici efficaci e si sta perdendo il potere curativo di quelli noti perché spesso l’abuso, e il cattivo uso, di questi farmaci sia nell`uomo sia negli animali, causa la resistenza dei batteri. Il mondo, scrive Bbc citando parte delle conclusioni del report, vacilla sul baratro di “un’era post-antibiotica”. E la situazione può soltanto peggiorare con il rischio che 10 milioni di persone possano morire per una semplice infezione ogni anno nel 2050. Il costo finanziario di questa lotta sarà altissimo: circa 100mila miliardi di dollari. (Asca)

POST ORIGINALE DELLE 8.35

Tra i 5 e i 7mila morti l’anno solo in Italia, e più di 100 milioni di euro spesi ogni 365 giorni secondo i dati della Simit, la Società italiana di malattie infettive e tropicali. “L’antibiotico-resistenza minaccia la salute degli italiani e l’uso massiccio negli allevamenti intensivi del nostro Paese è una delle principali cause”. L’allarme su questo fenomeno arriva dall’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms) ed è rilanciato da Ciwf (Compassion in world farming) Italia Onlus, che sul proprio sito lancia una petizione rivolta al ministro della Salute Beatrice Lorenzin, chiedendo un piano obbligatorio per il monitoraggio e la riduzione dell’uso degli antibiotici negli allevamenti. “Nel nostro Paese – sottolinea Ciwf in una nota – a dispetto della decantata qualità del made in Italy, l’uso di antibiotici negli allevamenti è fra i più alti in Europa. Il 71% dei medicinali di questo tipo venduti nel nostro paese è destinato agli animali e per produrre un chilo di carne, in Italia utilizziamo 3 volte la quantità di antibiotici utilizzati in Francia e 5 volte quelli impiegati in Gran Bretagna. E’ provato che l’uso eccessivo di questi farmaci negli allevamenti intensivi crea resistenza e, conseguentemente, batteri resistenti che si sviluppano negli animali possono contagiare anche gli uomini provocando patologie anche gravi”. E’ dei giorni scorsi, l’abbiamo scritto qui, la notizia che il principe Carlo d’Inghilterra nella sua fattoria cura gli animali con l’omeopatia proprio per combattere l’antibiotico-resistenza.  “Lasciare, come ha fatto il ministero della Salute, i controlli e la gestione di piani, oltretutto solo volontari, all’industria, è inaccettabile – sottolinea Annamaria Pisapia, direttrice di Ciwf Italia – Il nostro Paese accusa una grave arretratezza nella lotta all’antibiotico-resistenza che, oltre a minacciare la salute pubblica, può penalizzare gravemente il mercato del made in Italy. Non c’è più tempo: è urgente un piano obbligatorio e trasparente per la riduzione dell’uso degli antibiotici negli allevamenti, e questa riduzione non può che passare per il miglioramento delle condizioni di benessere degli animali“.