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Papa Francesco: “Quanti amano cani e gatti ma ignorano i vicini?”, tutte le reazioni

“Quante volte vediamo gente tanto attaccata ai gatti e ai cani, e poi lasciano senza aiuto la fame del vicino e della vicina, no no, d’accordo eh?”. Lo ha rimarcato il Papa stamattina, nella udienza giubilare in piazza San Pietro, a Roma, nella quale ha invitato a “stare attenti a non identificare la pietà con quel pietismo piuttosto diffuso – ha detto – che è solo una emozione superficiale che offende l’altro. La pietà – ha aggiunto Francesco – non va confusa con la compassione per gli animali che vivono con noi, accade infatti che a volte si provi verso animali e si rimanga indifferenti di fronte alle sofferenze dei fratelli”. La pietà, ha spiegato papa Francesco, “è uno dei sette doni dello Spirito santo che il Signore offre ai discepoli per renderli docili alle ispirazioni divine”. Non è la prima volta che Bergoglio affronta l’argomento del rischio della sostituzione dell’amore umano con l’amore per gli animali. Circa un paio d’anni fa, parlando ad alcune coppie sposate a Santa Marta, Francesco durante la messa disse: “Il matrimonio deve essere fedele, perseverante e fecondo”, rimarcando che “forse è più comodo avere un cagnolino, due gatti e l’amore va ai due gatti e al cagnolino”, ma poi “si arriva alla vecchiaia in solitudine”.
LA REAZIONE DELL’ENPA
Sul tema interviene la presidente di Enpa, Carla Rocchi, e risponde al Santo Padre: “La capacità di amare non fa distinzioni. Chi ama gli animali sa amare i suoi simili, chi non sa provare affetti non ama né gli animali, né i vicini, né il suo prossimo. Lo ha detto San Francesco già 800 anni fa. Il Santo di cui Ella, Santità, ha scelto di portare il nome perché certo ne condivide l’insegnamento”, ha dichiarato la presidente dell’Ente della protezione animali.
LA REAZIONE DEGLI AVVOCATI MATRIMONIALISTI
La denuncia di Papa Francesco trova riscontri concreti nei nostri Tribunali, secondo Gian Ettore Gassani, presidente nazionale e fondatore dell’Ami (Associazione Avvocati Matrimonialisti Italiani). “L’attaccamento nei confronti degli animali da affezione è diventato morboso: in Italia si registrano 4 mila separazioni all’anno che hanno al centro l’affidamento del cane o del gatto”, sottolinea Gassani. “C’è una giurisprudenza sugli animali da affezione. Sempre più giudici, infatti, nelle cause di separazione si trovano a dover stabilire persino chi, nella coppia, dovrà pagare le spese del veterinario, chi dovrà provvedere all’acquisto dei croccantini. Ormai gli animali sono diventati anche arma di ricatto nella coppia, esattamente come accade per i figli. E’ accaduto che il giudice debba stabilire chi porterà il cane al mare o ai giardinetti”.
LA REZAIONE DELLA LAV
Anche Gianluca Felicetti, presidente Lega anti vivisezione (Lav), commenta le affermazioni di Bergoglio. “Se Francesco ha ragione per il fatto che la sofferenza dell’altro andrebbe sempre condivisa, vale anche il contrario ricordando che ci sono molte persone che infliggono sofferenze agli animali. La sofferenza unisce tutti gli esseri viventi: abbiamo il dovere di metterli tutti indistintamente, al di là dell’appartenenza di specie, al riparo delle cause che inducono sofferenze”, spiega Felicetti. “Nella sua affermazione, il Papa probabilmente confonde la proprietà degli animali con il rispetto verso gli stessi e le sofferenze dei vicini. Avere con sé un animale non vuol dire automaticamente amarlo e rispettarlo, così come non è automatico che persone condividano la sofferenza dei propri simili”, conclude Felicetti sottolineando che “la condivisione della sofferenza va incentivata” in tutte le direzioni.
LA REAZIONE DEI FRATI FRANCESCANI DI ASSISI
“Per San Francesco è centrale l’uomo. Dopo ci sono gli animali, l’ambiente e tutto il resto del Creato”: così padre Enzo Fortunato, direttore della sala stampa del Sacro convento di Assisi, dopo il richiamo del Papa secondo cui “Troppi amano cani e gatti ma ignorano i vicini”. Secondo il francescano, il Pontefice “ha evidenziato la centralità dell’uomo, dei figli, guardando al futuro dell’umanità”. Tornando al messaggio di san Francesco, padre Fortunato ha sottolineato che “tutto è visto come rimando a Dio che ci insegna ad amare l’uomo”. “Il Papa – ha concluso il religioso – ci invita a focalizzare i valori dell’esistenza umana e tra questi l’uomo come gloria di Dio”.
  • Guido Minciotti |

    Grazie Rosa per il suo commento. Le parole di Francesco le ho riportate per intero e non credo di poter o dover aggiungere qualcosa. Saluti gm

  • Rosa Gatti |

    Anch’io animalista convinta sono rimasta scioccata alla notizia; ma andando a rileggere le affermazioni del Papa (e non il singolo titolo o trafiletto) si deduce chiaramente il suo messaggio, ovvero aiutare il prossimo. E questo può dare ancora di più rispetto all’affetto di un cane o gatto. Non credo volesse sminuire l’amore che un animale può dare ad una persona.

  • Azzurra |

    Mi sembra che il Papa ha voluto fare di tutta un’erba un fascio. La realtà degli animali domestici è molto variegata. Ci sono gli estremi come in tutte le manifestazioni dell’animo umano (non animale) in quanto è una prerogativa di colui che viene messo al centro di tutto (compresa la distruzione del pianeta dove vive). Spero solo che queste affermazioni del Santo Padre non si trasformino in una escalation di avvelenamenti di cani padronali e di polpette avvelenate da parte di chi odia i cani e gatti dei propri “vicini”.

  • Silvio |

    Un ‘animale non tradira mai l’uomo invece sì

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