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Rachele, c’è un’italiana che “insegna” agli ibis eremita a migrare

FotoRachele
Se gli ibis eremita torneranno a ripopolare i cieli europei una parte del merito sarà anche dell’Italia. Rachele Trevisi, 25 anni, ricercatrice mantovana (nella foto sopra), è la prima italiana entrata nella squadra di “genitori adottivi” che a fine agosto in deltaplano guiderà un nuovo gruppo di ibis dall’Austria in Toscana nell’ambito del progetto “Life+ Reason for Hope”, partito nel 2014, promosso dal Waldrappteam con il sostegno in Italia del Parco Natura Viva di Bussolengo (Verona). Ne abbiamo scritto più volte su 24zampe: qui, qui e qui. “Sarà una bellissima avventura”, spiega Rachele, rispondendo a telefono in uno dei pochi momenti di pausa dal suo nuovo lavoro di “mamma adottiva”. Da questo fine settimana, e per le prossime settimane, la ricercatrice è impegnata a tempo pieno con 14 piccoli di ibis allo zoo di Vienna insieme alla partner di progetto che le darà il cambio in volo, Milena Klumb, per il processo di “imprinting” dei pulcini. Una fase decisiva, sottolinea, durante la quale gli ibis devono “vedere solo noi e non devono vederci interagire con nessun altro al di fuori da questo nido”. È in questo primo mese che si formerà quel legame di fiducia che sarà fondamentale per la successiva fase di addestramento al volo con l’ultraleggero (nella foto sotto), che partirà a metà maggio a Salisburgo, e poi per la migrazione vera e propria, alla volta dell’Oasi di Orbetello in Toscana, a metà agosto. “Lì come ‘mamme’ avremo finito”, spiega Rachele, “e sicuramente a malincuore lasceremo gli ibis che con tanto amore stiamo allevando”. La natura dovrà fare il suo corso: gli uccelli a marzo dovranno tornare da soli in Germania per nidificare. (Ansa)
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