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morena15_luglio_2016

L’orsa Morena ha finito il letargo, dopo il primo inverno da sola in natura

AGGIORNAMENTO DEL 23 LUGLIO 2016

MORENA NON CE L’HA FATTA, E’ MORTA. MA LE CAUSE SONO ANCORA SCONOSCIUTE

E’ sicuramente la notizia che abbiamo temuto di più in tutti questi mesi e che avremmo proprio non voluto dare, e invece eccoci a raccontarvi l’ultimo capitolo di quella che è stata, fino a ieri, una bellissima storia. Ieri pomeriggio nell’ambito degli ordinari controlli lo staff del Parco, che ha monitorato il cucciolo dal momento del rilascio, ha  ritrovato Morena ormai deceduta. L’esame esterno della carcassa da parte del veterinario del Parco non ha consentito di stabilire le cause di morte per la rapida decomposizione, accelerata dalle temperature elevate di questi giorni. I Guardia parco hanno provveduto al sequestro della carcassa ed ai rilievi di polizia giudiziaria del caso. La stessa sarà inviata all’IZS di Grosseto per gli esami necroscopici, così come previsto dalle procedure nel caso di rinvenimento degli orsi morti. Purtroppo, il segnale di mortalità, che avrebbe dovuto inviare il collare satellitare non ha funzionato nelle modalità programmate e non ha permesso il recupero tempestivo della carcassa. Dai controlli telemetrici, effettuati domenica 17 luglio, nel pomeriggio, dai Guardia parco, non erano emerse anomalie. L’ultimo avvistamento da parte del personale del Parco è avvenuto il giorno 15 luglio nel corso di appositi sopralluoghi finalizzati alla ricerca degli escrementi e a valutare le condizioni fisiche di Morena che risultava essere in buona salute (nella foto sopra, scattata il 15 luglio 2016). Verranno effettuate ulteriori perlustrazioni della zone frequentate da Morena alla ricerca di indizi che possano essere utili  a individuare le cause del decesso. La possibilità che non ce la potesse fare è sempre stata una costante di questo complesso progetto, testato per la prima volta dal Parco.  Ma le diverse fasi, andate sempre bene, e le reazioni più che positive di Morena, anche in questo periodo in cui ha vissuto libera in natura, ci avevano lasciato ben sperare nel lieto fine. Pur avendo sempre messo in conto questa possibilità, oggi non possiamo fare a meno di provare un profondo  senso di delusione, che sicuramente proveranno anche tutti coloro che hanno fatto il tifo per lei, per oltre un anno… Come abbiamo sempre fatto,  terremo  tutti  informati sugli sviluppi del caso. (Comunicato)

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POST ORIGINALE

Una buona notizia, un successo per il Pnalm. L’ex orsetta Morena, ormai adulta, ha superato l’inverno e si è svegliata dal letargo. Nel 2015 il Parco d’Abruzzo Lazio e Molise decise di intraprendere un’operazione per nulla semplice: quella di rimettere in libertà un cucciolo di orso bruno marsicano trovato orfano a Villavallelonga il 22 maggio 2015. Morena (nella foto) è stata liberata nei boschi ai primi di dicembre 2015, quando pesava circa 40 kg. Ne abbiamo parlato qui su 24zampe. Durante i mesi invernali è stata monitorata grazie ad un radiocollare. Come tutti gli orsi, Morena ha cercato e trovato una zona impervia dove passare l’inverno in totale tranquillità, in letargo. Inverno che, seppur non particolarmente rigido, in alta quota ha visto cadere più di un metro di neve, dimostrando che l’orsa ha un carattere tenace e combattivo. Il monitoraggio viene ora potenziato, per vedere come Morena affronta la quotidianità: la ricerca del cibo, il rapporto con gli altri orsi, soprattutto con i maschi, nonché le interrelazioni col mondo che lo circonda, la Natura. “Possiamo quindi dire – spiega una nota del Pnalm – che si è conclusa positivamente anche la terza fase del ‘progetto Morena’. Infatti, dopo averle salvato la vita, averla svezzata e reintrodotta in natura, Morena ha superato l’inverno, fase particolarmente critica per tutti i cuccioli di orso”. “Un risultato che ci entusiasma, ripagandoci della dedizione totale messa in questa operazione – commentano i vertici del Pnalm -, frutto dell’impegno e l’amore profusi da tutto il Parco, in particolare dai Servizi Veterinario, Scientifico e Sorveglianza, con l’abnegazione totale del Veterinario dell’Ente, Leonardo Gentile, la Biologa Roberta Latini e lo zooista Urbano Criola, le Guardie del Parco”.