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Contro gli escrementi dei cani in strada, Livorno pensa all’esame del Dna

dogwalker

Per scoprire i proprietari dei cani che sporcano per strada il Comune di Livorno è pronto a ricorrere alla prova del Dna. L’annuncio del sindaco Filippo Nogarin, riportato ieri nelle cronache locali, chiarisce che il sistema che pensa di utilizzare Livorno è “importato” da Napoli e prevede che al momento dell’iscrizione degli animali all’anagrafe canina al proprietario venga chiesto di far sottoporre Fido al prelievo del sangue, che viene poi inviato all’istituto zooprofilattico per l’archiviazione. Sotto il Vesuvio, chi trasgredisce l’esame è punito con sanzioni che vanno da 25,82 a 154,94 euro. Il profilo genetico estratto viene quindi inserito tra le informazioni del quadrupede. Così le deiezioni abbandonate hanno, a loro modo, un nome e soprattutto un indirizzo: quello del proprietario dell’animale al quale è poi inviata una multa salata. Il costo del test sarebbe di circa 20 euro, mentre la sanzione amministrativa per non aver raccolto le deiezioni è di 50 euro: dirottando gli introiti delle multe sui costi sostenuti dal Comune, il cittadino non dovrebbe pagare nulla. Nella città toscana, i cani con meno di 16 anni  iscritti all’anagrafe canina sono circa 17mila. Sistemi simili sono in fase sperimentale in Spagna e in Gran Bretagna. Guardando a pro e contro, da una parte ci sono la minor probabilità che i cani si ammalino e un forte effetto deterrente su chi non raccoglie, dall’altra ci sono dubbi sui costi dell’acquisizione del dna e della gestione dei dati relativi e su come effettuare il test sulle deiezioni.
  • Guido Minciotti |

    Potrebbe non essere tanto semplice. Un conto sono i costi vivi: prelievi, test, invio multe. Un altro sono la digitalizzazione dei dati genetici e la gestione delle pratiche. Grazie di leggere 24zampe e saluti, gm

  • Luciano Ronchini |

    Sono d’accordo. Tutti i costi sono da imputare al proprietario.Saluti.

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