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Agenda animale, gli appuntamenti del weekend del 30-31 gennaio 2016

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I GIORNI DELLA MERLA, LOMBARDIA E NORD ITALIA, FINO AL 31 GENNAIO 2016

Avvertenza: più che un appuntamento in un luogo preciso, si tratta di un impegno nei confronti della Natura, quella che vola in particolare. Una antica storia lombarda considera i giorni 29, 30 e 31 gennaio “i dì della merla”. La leggenda narra di una povera merla candida che, in fin di vita per il freddo e la mancanza di cibo dovuta al gelo, una mattina si rifugiò dentro un comignolo per trovare riparo e calduccio. Vi stette tre giorni interi, gli ultimi di gennaio appunto, ritemprandosi e riuscendo a sopravvivere, diversamente dai suoi compagni uccisi dal gelo. Nel frattempo la merla aveva cambiato colore: era diventata tutta nera. Essendo l’unica merla rimasta in vita, da allora tutti i merli nacquero neri come il carbone. La realtà non è molto lontana dalla leggenda. Anche in periodo di sconvolgimenti climatici i giorni della merla nel 2016 saranno, per gli animali selvatici, tra i più duri dell’anno. In questo periodo, oltre agli uomini, anche passeri, merli, fringuelli, pettirossi, cinciallegre e tutti gli altri uccellini che popolano i nostri giardini se la passano davvero male. Più della metà non sopravvive al gelo e alla mancanza di cibo, come insetti e granaglie. “Proviamo ad aiutarli noi cittadini”, è l’invito dell’associazione Gaia Animali & Ambiente. Come? Costruendo o acquistando una mangiatoia e riempiendola di cibo apposito, come è consuetudine nei paesi del nord Europa. “E’ semplice, divertente e fa stare bene”, spiega il presidente di Gaia, Edgar Meyer. “Tre buone ragioni per aiutare i volatili: Primo: alle mangiatoie si possono osservare bene alcune specie di uccelli selvatici da parte di chi altrimenti non ha occasione di conoscerle. Secondo: l’alimentazione invernale consente, specialmente ai bambini, di vedere subito il successo del loro impegno; le mangiatoie, una volta individuate, si riempiono di volatili cinguettanti di gioia. Infine, negli inverni freddi un’alimentazione eseguita come si deve diminuisce le perdite di alcune specie”, conclude Meyer. Le soddisfazioni, insomma, non mancano. Alcuni consigli: la mangiatoia deve essere facilmente visibile, deve essere controllata regolarmente e soprattutto pulita e liberata da resti di cibo vecchi o inzuppati.

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CHIANTI VEGAN, SABATO 30 E DOMENICA 31 GENNAIO 2016
Il vino certificato vegan è stato selezionato tra le eccellenze protagoniste di Wine&Siena, l’evento in programma nella città del Palio il 30 e 31 gennaio. Fattoria Casabianca di Murlo (Siena), la prima ad aver prodotto un Chianti con il bollino `cruelty free´, sarà infatti tra le aziende protagoniste della prima edizione della kermesse che si svolgerà a Rocca Salimbeni, sede storica di Banca Monte dei Paschi. «Non potevamo mancare alla prima edizione di Wine&Siena: si tratta di un evento nuovo nel panorama enologico nazionale – spiega Alberto Cenni, amministratore di Fattoria Casabianca – che punta sulla qualità e su una formula innovativa, gli stessi principi su cui basiamo la nostra filosofia di produttori di vino». La certificazione vegan, arrivata proprio un anno fa (a gennaio 2015), è stata infatti una novità nel panorama vitivinicolo italiano, ed è stata frutto di un complesso iter procedurale che ha portato a tracciare ogni passaggio della produzione dalla vigna all’uva, dalla bottiglia al packaging da parte di Csqa di Vicenza, azienda leader nelle certificazioni della tipicità e qualità dei prodotti agroalimentari ed enologici. Il bollino `cruelty free´ si è affiancato alla conduzione biologica e alla certificazione di origine, Docg e Igt.

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MOSTRA ANIMALI IN I GUERRA, TRENTO, FINO A SABATO 30 GENNAIO 2016

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Cani, gatti, cavalli, piccioni e asini, valorosi soldati a quattro zampe (o due ali) nella Grande Guerra, sono i protagonisti della mostra fotografica “1914/18: la guerra e gli animali. Truppe silenziose al servizio degli eserciti” curata da Serenella Ferrari e Susanne Probst e ospitata da sabato 12 dicembre fino al 30 gennaio presso la nuova sede della Lav a Trento, Via del Suffragio 15. Quasi un centinaio di fotografie provenienti da collezioni private per documentare l’utilizzo degli animali nelle tattiche belliche e lo stretto rapporto di interdipendenza e affezione che si instaurò nel binomio soldato-animale. A corredo della rassegna un catalogo di oltre 100 pagine con le prefazioni di Oliviero Toscani e della giornalista Macri Puricelli, ma soprattutto straordinarie immagini d’epoca, in buona parte inedite, con ampie didascalie in italiano, tedesco e inglese. Oltre 16 milioni di animali fra cui 11 milioni di equini, 100mila cani e 200mila piccioni. Un vero e proprio esercito impiegato nelle mansioni più diverse per sostenere le truppe di ogni schieramento: da lavoro, da cibo e da affezione in guerra con e per l’uomo che hanno trasportato armi, munizioni, equipaggiamenti ma anche liberato le trincee dai ratti, ritrovato e soccorso i feriti o fatto giungere ordini e comunicazioni da e per il fronte. Animali massacrati sui campi di battaglia, esposti senza protezione ai gas tossici, morti per gli stenti, per le pandemie o sacrificati dai loro stessi camerati umani disperatamente affamati: in pochissimi sopravvissero.
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TIGRI ALLO ZOO, NAPOLI, DA SABATO 9 GENNAIO 2016

A partire dal prossimo sabato 9 gennaio le tigri dello zoo di Napoli lasciano le gabbie e il pavimento in cemento e vengono “liberate” in un’area che rievoca la loro terra d’origine. I tre esemplari di grandi felini asiatici, due femmine Valentina e Kira e un maschio Kashmir, tra i 15 e i 18 anni, potranno essere ammirati attraverso apposite vetrate. L’area messa a disposizione delle tigri e’ stata progettata per il loro benessere, sia negli spazi di piu’ di 3.500 metri quadrati, con ricoveri al coperto per ripararsi, che negli arredi, con vasche profonde 2,5 metri per immergersi nell’acqua e una vegetazione di diverse tipologie, piu’ o meno folta, per ricreare un’ambientazione simile al loro habitat naturale. Un grande traguardo per lo zoo di Napoli, per le tigri e i veterinari che, ad esempio, non dovranno piu’ tagliare loro le unghie che, sul cemento delle vecchie gabbie, non si consumavano naturalmente.