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Sardegna, legano un petardo a un gabbiano e lo fanno esplodere: petizione per pena severa, la Lipu parte civile

AGGIORNAMENTO DEL 15 GENNAIO 2016 – LIPU PARTE CIVILE CONTRO PESCATORI CHE HANNO UCCISO GABBIANO CON PETARDO

La Lipu, la Lega italiana protezione uccelli, si costituirà Parte civile nell’eventuale processo ai due pescatori di Nuoro che uccisero con brutalità un gabbiano reale legandogli un petardo al collo. Le immagini della morte del gabbiano, rese pubbliche da un video apparso in Rete, hanno consentito ai carabinieri di individuare gli autori del reato. Ora la Lipu con una lettera inviata al Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Nuoro ha formalizzato la propria richiesta di volersi costituire come `persona offesa´ dal reato nel procedimento penale aperto presso il Tribunale di Nuoro. «L’eccellente attività investigativa dei carabinieri di Siniscola ha permesso di individuare rapidamente le persone autrici dell’orribile gesto e di questo siamo grati agli uomini dell’Arma – commenta il presidente della Lipu, Fulvio Mamone Capria – Attraverso i nostri legali intendiamo prendere parte al processo, perché sia ancora più chiaro che gli animali, domestici o selvatici, non sono oggetti dei quali fare ciò che ci piace. I crimini contro di loro vanno espulsi dalla storia e dalla cultura e per questo il processo per i fatti di Nuoro assume anche una forte valenza emblematica».
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AGGIORNAMENTO DEL 7 GENNAIO 2016 – PETIZIONE PER PENE SEVERE PER I COLPEVOLI

Una petizione per chiedere «pene severe» contro i due pescatori accusati di aver fatto esplodere un gabbiano in volo, legandogli un grosso petardo al collo dopo averlo catturato nella barca nel mare al largo di Siniscola, in provincia di Nuoro, e’ stata promossa dalla piattaforma on line «firmiamo.it». Sul sito, che dal 2007 promuove campagne di vario tipo ma soprattutto a sfondo animalista e ecologista, sono state gia’ superate le 6.600 firme. L’episodio incriminato e’ avvenuto giorni fa e vede protagonisti due pescatori che hanno anche avuto la malaugurata idea di postare il video della loro «impresa» su Facebook. Una mossa non certo azzeccata che ha consentito ai carabinieri di individuare i due killer di gabbiani. Ora rischiano una condanna fino a due anni di carcere in base all’articolo 554 bis del codice penale. L’uccisione del povero gabbiano, che i due hanno prima definito «sfortunato» per essersi fermato sulla loro barca e poi «kamikaze» mentre volava prima di esplodere, ha provocato indignazione in tutta Italia. Da ultimo il sito «firmiamo.it», che ha la sede operativa a Milano, ha promosso la campagna per chiedere una «punizione esemplare» per i pescatori del Nuorese in quanto «la violenza che oggi trova sfogo su un animale innocente domani potrebbe tornare a colpire con ancora piu’ ferocia». (Agi)

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POST ORIGINALE DEL 4 GENNAIO 2016

Rischiano fino a due anni di carcere i due pescatori che nei giorni scorsi si sono divertiti a far esplodere un gabbiano in volo dopo avergli legato un grosso petardo al collo e poi hanno postato il relativo video su Facebook. I carabinieri della compagnia di Siniscola, nel Nuorese, a pochi chilometri dalla costa nord orientale della Sardegna, nel cui mare e’ avvenuto il fatto, sembra abbiano già individuato i due autori della crudele “bravata”. Al momento gli inquirenti stanno raccogliendo tutti gli elementi per far luce sulla vicenda, in modo da denunciare i due in base all’articolo 544 bis del codice di procedura penale, che punisce chi uccide animali “per crudeltà e senza necessità”.

Non c’era veramente alcuna necessità di torturare il volatile finito sulla barca dei due pescatori che, sghignazzando tra loro in una infelice telecronaca di quanto stavano filmando, danno dello “sfortunato” al povero uccello per il fatto di essere finito nelle loro grinfie. Ora la sfortuna sembra abbattersi anche su di loro, che dovranno a breve rispondere davanti a un magistrato al quale, loro stessi, con l’improvvida pubblicazione del video sul social network, hanno fornito le prove che con tutta probabilità serviranno a inchiodarli.

  • Dario |

    Due anni sono pochi…! occhio per occhio e al diavolo il buonismo e il perdonismo a prescindere, cosa se ne fa la societa di questa feccia maleodorante? Che utilità hanno questi esseri anencefali? La violenza sugli animali è l’anticamera della violenza sugli esseri umani e la sopraffazione del più debole….

  • Guido Minciotti |

    Come ci ha spiegato il professor Francesco Rovetto dell’Università eCampus nel convegno sui reati contro gli animali (http://guidominciotti.blog.ilsole24ore.com/2015/05/24/reati-contro-animali-convegno-uni_ecampus-leggi-buone-ma-difficili-da-applicare/), già Ovidio segnalava che “saevitia in bruta est tirocinium crudelitas in hominis”, cioè: “la crudeltà verso gli animali insegna la crudeltà verso gli uomini”. Grazie del suo commento e per leggere 24zampe, saluti gm

  • dawnraptor |

    Sicuramente ci sarà chi si indignerà, ritenendo la pena un eccesso (posto che poi venga effettivamente scontata). Ma la crudeltà è crudeltà, a chiunque venga inflitta. E non so se rivolgerla ad un povero animale serva a sfogarla, in modo da non infliggerla ad un essere umano, invece.

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