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Trecento milioni di euro l’anno, tanto vale la tratta degli 8mila cuccioli di cani e gatti

Strappati alle madri quando sono ancora troppo piccoli, privi di vaccinazioni o con documenti falsi che ne attestano le profilassi di legge, trasportati e venduti come una qualunque merce a meno di due mesi di vita. E’ la tratta dei cuccioli, 8mila cani e gatti di razza acquistati nei Paesi dell’Est e trasportati illegalmente ogni mese in Italia per un giro d’affari che in tutta Europa frutta 300milioni di euro l’anno. Un vero e proprio business gestito da una rete di trafficanti organizzati che comprano animali per 30-50 euro in Ungheria, Slovacchia, Repubblica Ceca e li rivendono a partire da 600 euro. La metà dei cuccioli muore nel viaggio, gli altri spesso si ammalano o hanno tare genetiche. E le loro madri non hanno vita migliore: usate come fattrici vengono sfruttate fino allo sfinimento con più di due gravidanze all’anno indotte con la somministrazione di ormoni.resize.php
E’ il quadro, agghiacciante, che viene denunciato nel libro “La fabbrica dei cuccioli” di Ilaria Innocenti e Macri Puricelli, edito da Sonda, presentato nei giorni scorsi alla Società Italiana per l’Organizzazione Internazionale dal presidente Sioi Franco Frattini e dal presidente della Lav Gianluca Felicetti. “Un libro importante che denuncia una realtà di cui molti sono all’oscuro – ha detto Frattini – utile per prendere coscienza di fenomeno grave soprattutto in un periodo dell’anno in cui molti pensano che l’acquisto di un cucciolo possa essere un regalo di Natale”. A rendere più facile la vita ai trafficanti c’è la mancanza di una normativa comune al livello europeo.
Molto, come sempre, oltre alla legge possono fare i cittadini. “Bisogna capire – dice Macri Puricelli, una delle autrici – perché non va incrementato l’acquisto di cuccioli e perché è sempre meglio adottare un animale. Siamo andati a vedere gli allevamenti. In Ungheria c’è forse la situazione peggiore. Al mercato di Pécs si trovano cuccioli di tutte le razze acquistabili da persone singole con documenti e certificazioni sanitarie false pronte in 24 ore. Compresa l’antirabbica”. E a Pécs si recano anche i trafficanti. “Lì arrivano ordinativi dall’Italia con l’elenco di quanti cuccioli si vogliono per ogni razza e si stabiliscono i prezzi. Siamo andati a vedere piccoli allevamenti lì intorno dove i cani vengono venduti a 80-100 euro. In queste vere e proprie fabbriche di cuccioli c’è un degrado sanitario terribile”.
Una volta partiti per le varie destinazioni dell’Europa occidentale i cuccioli vivono una realtà di estrema sofferenza. “Fanno viaggi di 11 ore – dice Ilaria Innocenti, che al Valico di Tarvisio ha seguito i controlli con le forze di polizia – ammassati o nascosti dentro camion se non nel bagagliaio di auto, senza acqua né cibo. Se sequestrati alla frontiera – aggiunge -, vengono portati in un centro sulla foce dell’Isonzo dove sono sottoposti a tutti i controlli sanitari. I volontari del centro non solo li curano ma li rimettono in sesto anche psicologicamente prima di affidarli alle famiglie che vogliono adottarli”. Perchè quella è la soluzione, secondo le autrici del libro “La fabbrica dei cuccioli”: “Scegliere sempre l’adozione e mai l’acquisto, l’amore non si compra”.
  • franca |

    il guadagno sulla sofferenza di animali non si fermerà fino a quando l’ignoranza, la non vigilanza delle autorità di tutti i Paesi che permettono questo e che si definiscono civili, non interverrano a porre fine a questa crudeltà. Non ci sono parole sufficenti a definire questi comportamenti inumani, auguro a queste persone la stessa sorte.

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