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Bestiario in breve. Startup alleva insetti, capre “tagliaerba”, arriva la doggy bag

PIACENZA: UNA START UP ALLEVA INSETTI PER FARNE MANGIMI
Già prima che il Parlamento Europeo consentisse la vendita degli insetti a scopo alimentare, in Italia operavano da qualche tempo aziende che li allevano. È il caso di ‘By-Ento’, startup piacentina che dagli insetti ricaverà mangimi per animali ed è vincitrice del primo Startcup Emilia -Romagna 2015, competizione dei progetti d’impresa innovativi promossa da Aster, consorzio regionale per l’innovazione e la ricerca industriale. Il progetto vincitore – che andrà alla finale del Premio Nazionale dell’Innovazione – prevede che gli insetti vengano alimentati con gli scarti dell’agroindustria nel segno della sostenibilità ambientale. Saranno poi venduti, al prezzo di 50 euro al chilo, insetti vivi, trasformati e componenti per i mangimi (estratte dagli insetti) destinate ai produttori del comparto zootecnico e ai mangimifici, focalizzandosi inizialmente sugli animali da compagnia ed in seguito ai comparti avicoli, suinicoli e dell’acquacoltura. Dunque gli insetti finiranno nella catena alimentare umana.
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SEL: INTERROGAZIONE SULLE CAPRE “TAGLIAERBE” NELLE BASI DELLA MARINA

Approda in Parlamento, con una interrogazione di Sel e la richiesta al Governo di riferire a Montecitorio, la vicenda delle capre che sarebbero utilizzate per la manutenzione dei prati in due basi della Marina militare, a Venezia e Grottaglie, e del militare punito per aver segnalato il caso. “Pare che tutto nasca – scrive Sel, prendendo spunto da un articolo pubblicato l’altroieri dal Fatto quotidiano – da una ‘battuta’ dell’ammiraglio Giuseppe de Giorgi, che durante una visita alle basi si e’ lamentato della incuria in cui versavano i prati e di fronte alle osservazioni che sottolineavano la mancanza di fondi per le manutenzioni ordinarie ha replicato, ironizzando, ‘allora comprate delle capre'”. Detto, fatto. “Al netto della assurdità della vicenda (sarebbe interessante capire in quale capitolo di spesa e’ stato inserito l’acquisto dei ruminanti) emergono due elementi gravissimi”, affermano gli esponenti di Sel Duranti, Scotto e Fratoianni. Il primo riguarda la gestione delle risorse per la Difesa, con “l’aumento a dismisura degli investimenti per gli armamenti (come gli F35) e, di contro, il taglio dei fondi per l’esercizio e le normali attivita’ di gestione”; il secondo elemento riguarda invece “la punizione comminata al militare che ha ‘denunciato’ con una lettera ai superiori la vicenda”, partendo “dalla difficoltà di gestione e di salute in cui versano gli animali acquistati (che evidentemente richiedono cure ed attenzioni particolari). Per tutta risposta – sottolinea Sel – gli sono stati affibbiati tre giorni di consegna di rigore, punizione severissima, per ‘violazioni delle funzioni attinenti al grado’ e per ‘rivelazione di segreti militari'”.

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SLOW FOOD: “SE AVANZO MANGIATEMI”, IL LANCIO DELLA DOGGY BAG

Un  sacchettino per gli avanzi da portare al cane realizzato da Mirko Ginepro, in un'immagine d'archivio. ANSA/ALESSANDRO BIANCHI/BTUna “doggy bag” di design per diffondere anche a Roma l’abitudine di portare a casa gli avanzi del ristorante. E’ il progetto “Doggy bag – se avanzo mangiatemi” dal consorzio di riciclaggio del cartone Comieco e di Slow Food, già lanciato a Milano e presentato stamani alla Camera di commercio della Capitale. Le sportine “d’autore”, in cartone riciclabile, da novembre saranno distribuite gratuitamente in 17 ristoranti di Roma. “Doggy bag” in inglese vuol dire “sportina del cane“, perché negli Usa gli avanzi del ristorante sono destinati agli animali. Da un’indagine emerge che 3 italiani su 4 sono consapevoli che i cibi avanzati rappresentino uno spreco, ma il 41% si vergogna nel richiedere la doggy bag e solo il 9% lo fa. Se l’offerta di portare a casa il cibo avanzato venisse dai ristoratori stessi, è la scommessa di Comieco e Slow Food, i clienti si sentirebbero meno in imbarazzo. Le borse del progetto sono state disegnate da Michele De Lucchi e Andrea Kerbaker (nella foto un sacchettino per gli avanzi da portare al cane realizzato da Mirko Ginepro, in un’immagine d’archivio. ANSA/ALESSANDRO BIANCHI/BT). “Affrontare le grandi sfide ambientali richiede politiche coraggiose e un cambiamento degli stili di vita – ha detto Ermete Realacci, Presidente della Commissione Ambiente della Camera -. Non a caso nell’enciclica ‘Laudato Sii’ di Papa Francesco si parla dei mutamenti climatici, ma anche di car-sharing e differenziata. Chiunque ironizzasse su iniziative come la ‘Doggy-bag’ commetterebbe un grave errore”. “È vero che in Italia c’è ancora una resistenza culturale, ma l’esperienza di Milano sta contaminando altre città. Roma e Bergamo sono solo le prime”, ha aggiunto Lorenzo Berlendis, Vice Presidente di Slow Food. (Ansa)