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Il Cnr mette in tavola il cibo del futuro: meduse, alghe e insetti, ricchi di nutrienti e antiossidanti

In un futuro non troppo lontano potremo mangiare, oltre ai piatti tipici della tradizione gastronomica italiana, anche pietanze a base di meduse, alghe e insetti. Delle opportunità offerte dal ‘novel food’ come fonte di nutrimento alternativo per integrare i cibi tradizionali in vista della crescita della popolazione, si è parlato nei giorni scorsi a Expo, presso l’Open Plaza – Expo Center, nella conferenza ‘Research, suistainability and innovation in new foods’ in un evento a cura del Cnr in collaborazione con Euromarine (Eu), Archimede ricerche e la Fao. “Le meduse possono trasformarsi da disagio in risorsa: nel Mediterraneo ci sono centinaia di tonnellate di biomassa di questi cnidari, costituiti essenzialmente da acqua e proteine, soprattutto collagene, con efficace attività anti-ossidante”, spiega Antonella Leone dell’Istituto di Scienze delle produzioni alimentari (Ispa) del Cnr. “In particolare, molecole estratte dalla Cassiopea mediterranea (Cotylorhyza tuberculata) mostrano una significativa attività anti-cancro contro cellule di carcinoma mammario umano. Alcune specie, inoltre, per l’abbondanza di composti bioattivi, potrebbero rappresentare nuove fonti alimentari, o mangimi alternativi, e una preziosa risorsa di sostanze naturali di interesse biotecnologico, nutraceutico, nutracosmeceutico”.
Anche le microalghe hanno importanti proprietà nutritive e rappresentano una delle fonti più promettenti di proteine e di composti bioattivi (acidi grassi polinsaturi, pigmenti e vitamine). “In particolare la Spirulina (Arthrospira platensis), ricca in proteine, pro-vitamina A, minerali (Ca, Mg e Fe), acido alfa-linolenico e ficocianina, è da secoli usata come alimento in Asia, Messico e in Africa: 100 g di questa microalga contengono almeno 60 g di proteine, una percentuale non riscontrabile nella carne né in altre fonti vegetali”, precisa Graziella Chini Zittelli dell’Istituto per lo studio degli ecosistemi (Ise) del Cnr. “Potrebbe essere usata per realizzare alimenti nutraceutici come pane, pasta e prodotti caseari, in particolare per anziani, bambini, sportivi e vegani; in Paesi meno ricchi, potrebbe garantire una dieta bilanciata e ridurre la malnutrizione. Le colture microalgali, infine, possono diminuire in modo significativo il sovra-sfruttamento di suolo e acqua e pertanto rappresentano una valida alternativa alle colture agricole tradizionali”.
Ricchi di proprietà nutritive sono anche gli insetti, che suscitano però qualche resistenza negli italiani. “Sono circa due miliardi le persone che, in più di 90 paesi, si nutrono di insetti”, precisa Francesco Gai dell’Ispa-Cnr. “Questi animali secondo la Fao possono rappresentare un’opportunità percorribile per migliorare lo stato di nutrizione nelle popolazioni dei paesi in via di sviluppo: sono infatti ricchi di proteine e grassi ‘buoni’, di calcio, ferro e zinco”. “In un mondo sempre più affollato cresce l’esigenza di sfamare gli uomini con nuovi cibi. La ricerca può dire molto in questo settore, caratterizzando le proprietà nutritive e organolettiche dei nuovi cibi e fornendo informazioni sulla loro salubrità”, commenta Francesco Loreto, direttore del Dipartimento di scienze bio-agroalimentari del Cnr.
“Le sorprendenti proprietà nutritive di alcuni cibi largamente disponibili ma culturalmente assenti dalla dieta dei popoli occidentali, come insetti, meduse e alghe, meritano di essere valorizzate – aggiunge Loreto – Le prospettive di utilizzo dei nuovi cibi, nell’alimentazione umana come in quella animale, sono molto interessanti, ma bisogna fare attenzione a pianificare bene lo sfruttamento di queste risorse, per evitare di produrre danni agli ecosistemi”. Lunedi scorso, sempre a Expo, si è parlato proprio di mangimi animali realizzati con farine d’insetto, molto proteiche. Su 24zampe ne abbiamo parlato qui. (Ansa)
  • Giorgio |

    Migliaia di anni per arrivare alla civiltà come la conosciamo per poi dover mangiare meduse ed insetti, che non stanno proprio in cima ai nostri sogni. Il tutto per sfamare una popolazione sempre più crescente. Ma non sarebbe più logico combattere seriamente l’incremento della popolazione? Cosa ne facciamo di 10 miliardi di uomini e donne? Che senso ha? Con questi numeri è più importante la vita di una tigre che quella di un uomo, per lo meno statisticamente.

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