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“Elimineremo 2 milioni di gatti in 5 anni”, ancora polemiche tra l’Australia e la Bardot

AGGIORNAMENTO DEL 18 GENNAIO 2016
L’ultimo numero del settimanale britannico Economist, qui, rilancia l’allarme sulle intenzioni dell’Australia di sterminare 2 milioni di gatti selvatici nei prossimi anni, per salvaguardare le specie native. Wombat e numbat sono due dei piccoli marsupiali citati dalla rivista tra le 315 specie di animali che è necessario preservare dal pericolo felino. L’Australia sa di cosa parla: detiene uno dei tassi di estinzione di mammiferi più alti al mondo, ben 29 in due secoli. E 27 di queste sono state causate dei gatti selvatici. Un predatore che, giunto downunder a bordo delle navi che trasportavano prigionieri, si è rinselvatichito e, vivendo nell’outback, ha raggiunto il peso di circa 15 chilogrammi.
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POST ORIGINALE DEL 17 OTTOBRE 2015
Non si ferma la polemica sul progetto di ‘genocidio felino’ previsto dal governo australiano entro i prossimi 5 anni. Dopo la discesa in campo a difesa dei gatti australiani di noti animalisti come la mitica Brigitte Bardot (nella foto) e la pop star Morissey, è ora la volta del governo australiano, che alza la voce in difesa della piccola fauna nativa messa a rischio proprio dai gatti, voraci predatori. Così un funzionario australiano incaricato della protezione delle specie native in pericolo si è preoccupato di scrivere una lettera aperta alla diva francese giunta a 80 anni e alla pop star britannica, per difendere il piano governativo.brigitte-bardot-3
Il Commissario per le Specie Minacciate, Gregory Andrews, ha spiegato che i gatti mettono in pericolo oltre 120 specie e la loro uccisione selettiva è necessaria per proteggere la fauna nativa. In luglio la Bardot aveva scritto al ministro dell’Ambiente Greg esortandolo a riconsiderare il piano, che ha definito il “scandaloso” e “un genocidio animale inumano e ridicolo”. Anche Morissey aveva attaccato il piano, descrivendo il governo australiano come “essenzialmente un comitato di allevatori di pecore con preoccupazioni zero per il benessere o il rispetto verso gli animali“. “I gatti sono in effetti due milioni di versioni più piccole del leone Cecil”, aveva aggiunto il cantante, riferendosi al famoso grande felino ucciso di recente in Zimbabwe da un dentista americano.
“Le nostre specie native semplicemente non sono equipaggiate per coesistere con gatti selvatici, non si sono evolute per sfuggire a simili predatori”, ha spiegato Andrews nella lettera aperta, aggiungendo che il piano ha il sostegno delle maggiori organizzazioni ambientali. L’obiettivo di eliminare due milioni di gatti ‘ferali’ è stato fissato per il 2020, in aggiunta ad altre misure fra cui la creazione di aree recintate per facilitare il recupero di uccelli e mammiferi. I gatti sono arrivati in Australia con i primi coloni europei, colonie di gatti selvatici si sono stabilite già verso la fine degli anni 1850, e il loro numero stimato si aggira ora sui 20 milioni. (ANSA)