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Zimbabwe, si revocano alcune limitazioni di caccia imposte dopo uccisione di Cecil

AGGIORNAMENTO DEL 17 AGOSTO 2015: BRIGITTE BARDOT SCRIVE A BAN KI-MOON: FERMA LA CACCIA AL TROFEO

L’ex leggenda del cinema francese e convinta animalista Brigitte Bardot ha chiesto al segretario generale delle Nazioni Unite di prendere urgentemente una posizione contro i «trofei di caccia», dopo che un dentista americano, lo scorso luglio, ha ucciso Cecil, leone considerato simbolo dello Zimbabwe. “È con ripugnanza e con le lacrime agli occhi che ti chiedo di prendere una posizione forte, questo è urgente!”, ha scritto Bardot al segretario generale dell’ONU Ban Ki-moon, secondo la lettera resa pubblica oggi. Bardot, che gestisce una fondazione – che porta il suo nome – per la protezione degli animali, ha chiesto l'”abolizione dello scandaloso omicidio sportivo e ricreativo” degli animali. Per la ex diva, “l’impatto della caccia al trofeo che non risparmia nessuna specie per il piacere di cacciatori ricchi che uccidono per gioco e vanità non deve essere minimizzato”, così come avviene per il bracconaggio.
Ai primi di luglio, Walter Palmer, dentista statunitense appassionato di caccia grossa, aveva ucciso Cecil, leone maschio che appartiene a una specie protetta, con un arco e una freccia dopo aver presumibilmente attirato l’esemplare fuori da un parco. Palmer, aiutato dalle sue guide pagate, ha poi rintracciato il felino ferito uccidendolo il giorno successivo. Tutta la vicenda è ricostruita qui.

AGGIORNAMENTO DEL 11 AGOSTO 2015: ZUMA MINIMIZZA UCCISIONE CECIL, “INCIDENTE”

Il presidente sudafricano, Jacob Zuma, ha minimizzato l’uccisione del leone Cecil, simbolo dello Zimbabwe, e ha definito «soltanto un incidente» la morte dell’animale.
Descrivendo l’uccisione di Cecil come un errore in buona fede, Zuma ha spiegato che il cacciatore – l’americano Walter Palmer – era probabilmente ignaro che quello a cui stava per sparare rappresentava uno degli animali più amati dello Zimbabwe.
«Il cacciatore non sapeva che Cecil era così popolare, ha visto solo un leone e ha ucciso un leone», ha affermato Zuma, ridacchiando durante una conferenza stampa a Pretoria. «La mia sensazione è che non lo sapesse».
Palmer, dentista del Minnesota, ha pagato 50mila euro per colpire il leone con freccia e arco a luglio. Lo Zimbabwe ne ha chiesto l’estradizione agli Stati Uniti, perchè sia incriminato; per ora è apparso in tribunale la scorsa settimana Theo Bronkhorst, guida dell’americano nella battuta di caccia. Gli è stata garantita la libertà su cauzione in attesa del processo del 28 settembre con l’accusa di caccia illegale.

POST ORIGINALE DEL 10 AGOSTO 2015

Le autorità della fauna dello Zimbabwe hanno revocato le limitazioni alla caccia imposte la scorsa settimana a seguito della controversa uccisione del leone Cecil, simbolo del Paese africano. La caccia nell’area circostante il Parco Nazionale Hwange era stata sospesa dopo l’uccisione dell’esemplare con la criniera nera, una delle principali attrazioni del parco, a opera del dentista americano Walter Palmer, armato di arco e frecce. Su 24zampe abbiamo pubblicato la notizia e diversi aggiornamenti qui, e un post “storico” sul presidente Usa Theodore Roosevelt a caccia di leoni in Africa nel 1909, qui.

Nell’annunciare la revoca del provvedimento, l’Autorità per la gestione dei parchi e della fauna dello Zimbabwe ha dichiarato in una nota che la “sospensione della caccia in tutte le altre aree all’esterno dei parchi è stata revocata con effetto immediato”. Alcune restrizioni alla caccia grossa, comunque, restano. Ogni genere di caccia a leoni, leopardi, elefanti richiederà conferma scritta dei vertici dell’autorità dei parchi e il personale dovrà accompagnare ogni battuta. Inoltre, ha informato la nota, “chi sarà sorpreso in attività di caccia illegale sarà bandito a vita dall’attività venatoria dal momento che macchia l’immagine dell’industria della caccia e le sue azioni rasentano il sabotaggio economico”.
Intanto parla di Cecil anche Robert Mugabe, il presidente dello Zimbabwe spesso accusato di violare i diritti umani nel suo Paese. Mugabe si scaglia contro l’uccisione del leone Cecil, da lui definito un patrimonio della nazione. «La nostra natura selvaggia, tutti i nostri animali, appartengono a noi. Nessuno puo’ ucciderli. Cecil era vostro – ha aggiunto Mugabe durante una cerimonia ufficiale organizzata nella capitale Harare in occasione della Giornata nazionale degli eroi -: era nostro dovere proteggerlo e lui era qui per proteggere noi”.