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Il “circo senza animali” fa discutere: perdita culturale e di lavoro o opportunità da cogliere?

E’ iniziato ieri in Senato l’esame del Disegno di legge 2287 bis in materia di riforma delle attività dello spettacolo dal vivo, che comprende l’eliminazione degli animali dal circo. Un punto controverso che ha fatto salire la tensione, con Carlo Giovanardi a sostegno dei circensi e Enpa che chiede uno stop allo sfruttamento animale. Protesta naturalmente l’Ente Nazionale Circhi, con il presidente Antonio Buccioni che ribadisce “la più radicale opposizione alla introduzione della norma che contempla la progressiva eliminazione degli animali dagli spettacoli circensi” e confida che “l’aula, con ineludibile ed elementare esercizio di buon senso, rimuova questo pessimo esempio di cialtroneria e superficialità legislativa che rischia di far chiudere o di vedere costretti all’esilio quasi cento complessi circensi italiani per quasi 6mila unità lavorative impiegate, privando un pubblico di estrazione autenticamente popolare di uno spettacolo amatissimo e che non può prescindere dalla presenza ben regolamentata degli animali. Qui davvero o si cambia o si muore”.

GIOVANARDI A FAVORE DEL CIRCO…

Anche il senatore Giovanardi si oppone alla misura, a suo dire contraria alla Carta fondamentale. “In questa legge sullo spettacolo si profila un dettaglio, a mio avviso, sicuramente incostituzionale e comunque surreale e senza fondamento nel momento in cui stabilisce che, in tema di attività circensi, si delega il Governo a rivedere le disposizioni in vigore, arrivando alla graduale eliminazione – attenzione: eliminazione, non riduzione – dell’utilizzo degli animali nello svolgimento delle stesse”, dice a Palazzo Madama Giovanardi. “Eliminare l’uso di ogni tipo di animali nei circhi (compreso cani e cavalli), vuol dire cancellare storia, tradizione, cultura, grandi personaggi”. Inoltre, spiega il senatore, “migliaia di lavoratori perderanno il posto di lavoro a causa di una norma punitiva che non vale per il cinema, il teatro, le manifestazioni ippiche, il Palio di Siena eccetera ma si accanisce soltanto sul circo, destinato, senza animali, inevitabilmente a morire”. “Speriamo, – conclude – che la prossima settimana i nostri emendamenti vengano accolti, consentendo, nel pieno rispetto del benessere animale, la continuazione di questa straordinaria esperienza di lavoro comune fra uomini e animali”.

… MENTRE ENPA E’ CONTRARIA

“Giovanardi, i ‘circensi 1.0’ e tutti i sostenitori degli spettacoli con animali non hanno ancora compreso che, se il circo non è in grado di reinventarsi, ponendo fine a ogni forma di sfruttamento animale, appare inevitabilmente destinato a scomparire. Del resto, i dati sono chiari e ci parlano di un modo di fare ‘spettacolo’ ormai in crisi irreversibile”, dichiara la presidente nazionale di Enpa, Carla Rocchi. “In una società caratterizzata da tempi di riposta al cambiamento pressoché immediati, si afferma solo chi è in grado capire, di intercettare e di sfruttare a proprio vantaggio le nuove tendenze. Per questo – prosegue Rocchi – inseguire pratiche tardo ottocentesche, ormai superate e senza più riscontro di pubblico, rappresenta una risposta autolesionista al mutato contesto socio-culturale. Invece di rimpiangere per il ‘bel tempo che fu’, di arroccarsi in una ostinata e illogica difesa di presunte tradizioni, si dovrebbe avere la lungimiranza di assecondare la nuova sensibilità collettiva, sempre più animal friendly. Lo stop all’uso di animali non è una minaccia, è una straordinaria opportunità di crescita, al contempo occupazionale e culturale, bisogno soltanto impararle a coglierla”.

  • Qui e qui su 24zampe abbiamo parlato della chiusura del Circo Barnum negli Usa dopo 140 anni di attività.
  • Guido Minciotti |

    Grazie del suo commento. Il video che ha mandato, che muove rilievi alla gestione del centro Lav di Semproniano, non posso pubblicarlo per ragioni di policy aziendale ma se vuole può descrivere le condizioni in cui sono custoditi gli animali (non buone, secondo il video) e posso pure chiedere a Lav di commentarle. Le chiederei anche di chiarire meglio il senso del suo intervento, perchè la sua frase (il Barnum ha chiuso in quanto ha levato gli elefanti) non mi trova completamente d’accordo. Sono molteplici, a mio avviso, tanto storiche quanto organizzative, le ragioni che hanno portato alla chiusura del circo Barnum. Grazie di leggere 24zampe, saluti gm

  • Mirella |

    Il circus Barum é falito in quanto ha levato gli ELEFANTI…

  • Loredana |

    Non vedo dove sia la cultura in un leone che salta al rumore di una frusta, anzi il messaggio che passa è quello della presunta superiorità di una umanità che sfrutta gli animali come giocattoli. La cultura e la storia si apprendono viaggiando e vedendo gli animali nel proprio habitat, sentendosi dei privilegiati a poter entrare con rispetto nel loro mondo per poter rubare una foto. E non mi riferisco solo ai leoni o agli squali ( che peraltro ho avuto la fortuna di vedere) ma molto più facilmente e vicino a noi, a tutti gli animali che vivono nei santuari d’Italia. Scoprirete che i vostri figli e voi stessi potrete rimanere incantati da un asinello o da un coniglio.

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