Il primo caso sospetto in Australia della devastante variante H5N1 dell’influenza aviaria H5 è stato individuato in un uccello migratorio presso la costa sud-ovest del Western Australia. L’Australia era rimasta l’ultimo continente a restare libero dal virus, ma la ministra dell’Agricoltura Julie Collins ha reso noto che un uccello migratore morto è risultato positivo al test. Sono in corso ulteriori test per confermarlo. La ministra non ha indicato di che specie era l’uccello infettato. Il virus H5 è un ceppo virale particolarmente letale per gli uccelli, che secondo gli esperti minaccia la sopravvivenza di molte specie native e di alcuni mammiferi come i leoni di mare, che non sono state esposte al virus.

NEL CONTINENTE PRESENTE IL CEPPO H7, PIU’ MITE RISPETTO ALL’H5
Non vi sono tuttavia finora evidenze che H5 possa dare inizio a una pandemia umana. L’Australia ha subito di recente un’epidemia di influenza aviaria H7, un ceppo relativamente mite che non costituisce una grave minaccia alla fauna. Il ceppo H5 più letale è già presente nell’emisfero nord. Si era diffuso in Sudamerica nel 2022 e ha ucciso oltre 30 mila leoni di mare, 17 mila cuccioli di foche, oltre a focene, delfini e almeno 530 mila uccelli nativi. Sono stati probabilmente gli uccelli migratori a portare l’H5 a Heard Island, un remoto territorio australiano in Antartide, dove è stato individuato per la prima volta lo scorso anno. La fauna selvatica non può essere trattata per l’influenza una volta infettata dal virus. (Ansa)
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