Enpa contro “Cani da incubo”: i metodi coercitivi non vanno normalizzati

L’Ente Nazionale Protezione Animali (Enpa) esprime preoccupazione per la diffusione, anche attraverso programmi televisivi di grande visibilità, di modelli educativi per cani basati su coercizione, dominanza e utilizzo di strumenti avversivi come collari a scorrimento, elettrici o a punte. Nel mirino dell’associazione anche format televisivi come “Cani da incubo”, accusati di proporre al pubblico approcci educativi ritenuti non coerenti con le più recenti acquisizioni scientifiche in campo etologico e comportamentale. Secondo Enpa, le moderne conoscenze scientifiche hanno superato le interpretazioni fondate esclusivamente sui concetti di dominanza e sottomissione, privilegiando invece modelli basati su attaccamento, cooperazione, apprendimento sociale e benessere emotivo dell’animale.

LA SERIE PROPONE MODELLI EDUCATIVI SUPERATI MA MOLTI CENTRI CINOFILI FANNO UGUALE

Quelle dell’associazione animalista non sono le uniche critiche alla nuova serie proposta da Prime video. Dogsportal.it rileva che “forse si sarebbe dovuto chiamare ‘Umani da incubo’. Perché ancora una volta i cani che vivono con noi sono vittime della nostra disattenzione, del nostro pressappochismo, del nostro egoismo, anche banale ma pericoloso, come voler portare il cane ovunque anche quando lui non se la sente. Tommaso Castellano interpreta una versione edulcorata di se stesso, ma alcune pratiche mostrate restano superate per chi lavora in cinofilia: stress indotto, paure affrontate forzatamente, una visione troppo gerarchica della relazione. E non sono un’esclusiva di questa serie, si trovano in molti centri cinofili sotto casa nostra”.

LA RELAZIONE NON IL CANE NON SI PUO’ RIDURRE A UNA DINAMICA DI CONTROLLO

Enpa richiama le indicazioni delle principali organizzazioni veterinarie e comportamentali internazionali, che promuovono l’educazione attraverso il rinforzo positivo e scoraggiano pratiche che possano provocare paura, stress o dolore. “La relazione con il cane non può essere ridotta a una dinamica di controllo” scrive in una nota la vicepresidente nazionale Enpa, Giusy D’Angelo, sottolineando il ruolo educativo dei media nella costruzione della cultura del rapporto tra esseri umani e animali. L’associazione annuncia infine l’intenzione di avviare un confronto con emittenti e società di produzione per promuovere una comunicazione pubblica coerente con le attuali evidenze scientifiche e con i principi di benessere animale riconosciuti a livello nazionale ed europeo. (nella foto in alto un frame della sigla)

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  • Gina |

    “Il rinforzo positivo”❤️ e’ l unica forma di addestramento o sarebbe meglio dire di “collaborazione” che il cane instaura con l essere umano,quasi giocando ,per avere come finalità il suo. premio.Niente stress e paure ,solo giochi e premi Tutto ciò che vedete in questi canali televisivi e’ altamente diseducativo fuorviante e sorpassato p a favore di un rapporto impregnato sulla fiducia essere umano – cane.Con la dolcezza 😉 e premiando il merito dopotutto si e’ sempre ottenuto tutto…E questo non vale solo per i cani ,ma vale anche per le persone .

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