Un agricoltore viene ricoverato in ospedale e al sindaco tocca accudire le 11 vacche dell’azienda agricola in virtù della legge. Accade a Monteviale, nel vicentino, dove il primo cittadino, Claudio Celeghin (nella foto sopra), si è, infatti, trovato improvvisamente affidatario del branco di animali. In un primo momento ha pensato a uno scherzo ma poi ha ricevuto una telefonata dai servizi sociali dell’Ulss 8 Berica e ha avuto conferma che la legge attribuisce al sindaco la cura e la tutela di mammiferi ed uccelli che vivono stabilmente o temporaneamente nel territorio comunale, soprattutto se si trovano in stato di difficoltà. Quando un allevatore sta male e il bestiame resta incustodito, infatti, la responsabilità ricade sul sindaco in quanto massima autorità sanitaria locale. Lo stabiliscono sia la legge 833/1978 che il D.P.R. 31/3/1979, che affidano ai Comuni la vigilanza veterinaria e la tutela del benessere animale, sia il Testo Unico sugli Enti Locali (Art. 50 D.Lgs. 267/2000), che permette al Sindaco di firmare un’ordinanza urgente per motivi igienico-sanitari o di sicurezza pubblica (evitando, ad esempio, che le vacche scappino o muoiano, creando rischi sanitari).
L’AGRICOLTORE 67ENNE TENEVA GLI ANIMALI ALL’APERTO
Questi sono i principali riferimenti normativi ma anche altre leggi indicano che se il proprietario non può più accudire gli animali, il Comune deve intervenire. Così Celeghin ha preso atto e ha agito di conseguenza. “Le mucche risultavano abbandonate, prive di cibo e riparo, visto che il titolare le teneva all’aperto – ha raccontato il sindaco – , e se non avessi ottemperato subito, dando loro da mangiare e mettendole in sicurezza, rischiavo una denuncia per maltrattamento di animali”. L’agricoltore, 67 anni, da tempo versava in condizioni precarie di salute, tanto che è stato ricoverato in ospedale, obbligando il sindaco ad un’azione repentina, andando a fare un sopralluogo nel podere con i carabinieri, avendo poi il supporto di due funzionari comunali per accudire le bestie. In loro aiuto anche la disponibilità di alcuni residenti della zona.
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Celeghin ha anche chiesto ad alcuni allevatori di prendersi carico della gestione degli animali e, se la situazione non dovesse andare a buon fine, sarebbe pronta un’ordinanza apposita “in modo – ha chiarito il sindaco – da risolvere il caso in modo definitivo”. Grazie alla “pubblicità” fatta alla vicenda dal Giornale di Vicenza, “nelle ultime ore ai primi due volontari se ne sono aggiunti altri che hanno garantito la loro disponibilità”, ha detto oggi pomeriggio Celeghin, che racconta di essere riuscito “a creare un team formato da cinque persone, che si stanno alternando ad accudire e dare da mangiare alle 11 vacche rimaste sole. Questo turnover allargato consente loro di fare turni meno impegnativi. Non escludo che nel frattempo possano aggiungersi anche altri, visto che sto ricevendo diverse telefonate e mail di altre persone pronte a dare una mano”.
LE VACCHE POTREBBERO ANDARE IN UNA STALLA A NORMA
Monteviale, comune in area collinare di poco meno di 2.800 abitanti, non è un paese né industriale né agricolo. “È quasi esclusivamente un luogo residenziale”, spiega il primo cittadino, in carica dal 2021. “Nel nostro territorio – sottolinea – le aziende agricole si contano sulle dita di una mano, ma sono solamente un paio quelle strutturate. Conosco da sempre l’agricoltore, ora ricoverato in ospedale, il mio augurio è che possa rientrare a casa in tempi brevi, così da poter tornare a seguire lui le mucche. Nel frattempo, per evitare una denuncia per maltrattamenti, tocca a me continuare ad occuparmi della vicenda, per fortuna con l’aiuto di miei concittadini”. Tuttavia “se la situazione non si sbloccherà saremo costretti a spostare le mucche in una stalla a norma”.
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