Droni con termocamera e lacci di cattura saranno messi a disposizione dell’equipe veterinaria per monitorare e catturare il lupo – o ibrido, o cane inselvatichito – che nel comune di Noicattaro (Bari) ha aggredito tre bambini tra il 4 e il 15 agosto. È quanto è emerso dalla task force convocata questa mattina nella Prefettura di Bari. Tra i partecipanti, il viceprefetto Cinzia Carrieri, l’assessore regionale all’Agricoltura Francesco Paolicelli, il sindaco di Noicattaro, Raimondo Innamorato, e i vertici del nucleo regionale dei Carabinieri e della polizia metropolitana. La riunione – indetta dopo la terza aggressione ai danni di un bambino di sei anni, alle ore 23 del 15 agosto – è servita per coordinare le informazioni dell’equipe scientifica e le azioni che anche le forze dell’ordine dovranno mettere in atto per catturare l’esemplare. Intensificate le attività di vigilanza e controllo già previste a Noicattaro con il coinvolgimento della Polizia Locale, dell’Arma dei Carabinieri e dei Carabinieri Forestali, nonché delle guardie eco-zoofile e dei volontari di protezione civile.
IL CANIDE RESPONSABILE DI TRE AGGRESSIONI A BIMBI
Il pericolo viene ritenuto “serio e concreto”. Il sindaco di Noicattaro ha chiuso i parchi di notte e la Regione ha autorizzato la cattura dell’animale. Il canide è il presunto autore di tre aggressioni, avvenute tutte nel territorio di Noicattaro. Le prime due, il 4 agosto ai danni di due minori. Ad avere la peggio, una bambina di sei anni, aggredita nel parco di via Falcone e ricoverata in rianimazione. L’ultima aggressione risale invece alla sera del 15 agosto. Vittima un bambino di sei anni, che ha riportato fratture alle costole ed è attualmente ricoverato all’ospedale pediatrico Giovanni XXIII, dov’è sottoposto a terapia antibiotica.
I DRONI CON TERMOCAMERA A DISPOSIZIONE DEI CARABINIERI
Dopo l’incontro di oggi è emersa dunque la necessità di dotare i professionisti impegnati ad individuare l’animale di droni con termocamera, che saranno messi a disposizione dai carabinieri. Oggi pomeriggio un’ulteriore riunione dei militari dell’Arma. L’obiettivo è coordinare le attività e gli orari di monitoraggio sul territorio del comune di Noicattaro. All’equipe saranno inoltre distribuiti lacci di cattura messi a disposizione dal Parco dell’Alta Murgia e che saranno posizionati nell’area di stazionamento del lupo. Per l’assessore regionale, “la natura dell’animale non è ancora identificata, ma proseguono le attività di monitoraggio”. A disposizione anche “una rete di fototrappole posizionate in diversi siti della città – nella foto in alto Ansa uno degli avvistamenti -, mediante il pattugliamento continuo dell’intero territorio, per individuare il corridoio ecologico utilizzato dall’animale” ed è inoltre garantito “il potenziamento dei veterinari abilitati”.
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AGGIORNAMENTO DEL 18 AGOSTO 2026 – WWF: “COMPORTAMENTO ANOMALO, E’ PERICOLOSO E VA RIMOSSO”
“Un comportamento come quello manifestato dal lupo di Noicattaro (se, come sembra, verrà confermato che si tratta di un lupo) è un’anomalia. E in questi casi in cui l’animale rappresenta oggettivamente un pericolo per l’incolumità pubblica, bisogna intervenire in maniera immediata e rimuoverlo dall’ambiente naturale. Quindi bene la cattura e speriamo che possa avvenire il prima possiblie”. Lo afferma all’Adnkronos Marco Antonelli, zoologo esperto di grandi carnivori del Wwf. Catturare un lupo però non è semplice: in queste ore, come riferito dal sindaco di Noicattaro, l’animale è già sfuggito due volte per un pelo. “E’ vero che è complicato catturare i lupi ma in questo caso – spiega Antonelli – grazie al fatto che si tratta di un lupo antropizzato, che non ha paura dell’uomo, potrebbe rivelarsi più semplice del solito. Si può utilizzare un sistema di trappole incruente o, se questo non funziona, si può eventualmente intervenire con la telenarcosi ovvero con personale specializzato che una volta individuato l’animale gli spara un narcotico e poi lo cattura una volta che l’animale si è addormentato. L’importante – ribadisce l’esperto – è che venga rimosso in fretta dall’ambiente naturale e trasferito in un’area faunistica controllata dove non possa più nuocere. E questo – sottolinea Antonelli – è importante non solo per rassicurare la popolazione ma anche per la tutela dell’immagine del lupo e del lavoro di salvaguardia che conduciamo da decenni perché – afferma – il 99,9% dei lupi non sono animali pericolosi, sono schivi, non si spingono oltre i margini del bosco e soprattutto non attaccano l’uomo”. Ma se prima della cattura dovesse verificarsi un nuovo incontro con il lupo come bisogna comportarsi? “Innanzi tutto la raccomandazione numero uno – dice Antonelli – è quella di rispettare rigorosamente le ordinanze e i divieti imposti dall’amministrazione comunale, quindi tenersi alla larga dalle aree verdi e di non lasciare i bambini da soli. Dopodiché se proprio dovesse capitare di trovarselo davanti, il suggerimento è quello di fare rumore e allontanarsi. Per quanto confidente – conclude lo zoologo – il lupo ha comunque paura dell’uomo, non è un caso che gli attacchi si siano verificati nei confronti di bambini”. (Adnkronos)
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AGGIORNAMENTO DEL 20 AGOSTO 2026 – IONONHOPAURADELLUPO: CHE IL RESPONSABILE DEGLI ATTACCHI SIA UN LUPO È ANCORA DA PROVARE, LA STESSA REGIONE AUTORIZZA LA CATTURA MA AMMETTE LA PRESENZA IN ZONA DI MOLTI CANI RANDAGI
Comunicato stampa dell’associazione “Ionon ho paura del lupo”
Lupi a Noicattaro e aggressioni ai bambini: sicurezza prima di tutto, ma servono fatti e informazioni corrette
L’Associazione Io non ho paura del lupo: «Se un lupo manifesta comportamenti aggressivi verso le persone bisogna intervenire rapidamente, anche con l’abbattimento. Ma un singolo caso non è la rappresentazione del normale comportamento della specie». Gli episodi avvenuti nelle ultime settimane a Noicattaro, in provincia di Bari, devono essere presi molto seriamente: quando esiste il sospetto che un lupo abbia sviluppato comportamenti confidenti o aggressivi nei confronti delle persone, la sicurezza viene prima di tutto. Ma proprio perché la situazione è seria, è altrettanto importante evitare confusione e disinformazione, e basare le azioni tecniche su informazioni certe e dati verificati. Su questo punto è importante distinguere due elementi diversi, che nel racconto di questi giorni sono stati spesso sovrapposti: le aggressioni ai bambini e la presenza documentata di uno o più lupi nella zona. Il 7 agosto la Prefettura di Bari, riferendosi all’episodio del 4 agosto nel quale due minori erano rimasti feriti, parlava ufficialmente di un’aggressione da parte di un animale selvatico». Parallelamente, nell’area di Noicattaro sono state raccolte immagini che documentano la presenza di un animale identificato come lupo e sono state avviate attività di monitoraggio. Che un lupo sia presente nella zona, però, non significa automaticamente che sia lo stesso animale responsabile delle aggressioni. Sono due questioni distinte: da una parte occorre gestire un lupo che, sulla base delle osservazioni raccolte, sembrerebbe frequentare assiduamente le aree agricole e urbane della zona; dall’altra occorre stabilire attraverso gli accertamenti quale animale abbia effettivamente aggredito le persone e se i diversi episodi siano riconducibili allo stesso individuo. Il 14 agosto la Regione Puglia ha autorizzato la cattura del lupo avvistato e monitorato nel territorio, sulla base del parere favorevole di ISPRA, la stessa Regione ha però precisato che nell’area sono presenti anche numerosi cani randagi e cani domestici lasciati liberi e che gli esami genetici sono necessari per contribuire a identificare con certezza l’animale coinvolto nelle aggressioni. Ad oggi, 20 agosto 2026, nelle fonti ufficiali pubblicamente disponibili da noi consultate, non risulta ancora pubblicato l’esito definitivo di queste analisi. In altre parole, la presenza di un lupo a Noicattaro è un fatto documentato; l’attribuzione a quello stesso individuo delle aggressioni segnalate è invece un elemento che, per quanto possibile, deve essere ancora accertato. Anche il secondo episodio, avvenuto il 15 agosto e nel quale è rimasto ferito un altro bambino, è stato immediatamente attribuito da gran parte dei media al “lupo di Noicattaro”. Ma gli accertamenti sull’identità dell’animale risultano ancora determinanti. Lo stesso vale per i numerosi avvistamenti segnalati successivamente nel Barese. Non sarebbe la prima volta che in Italia viene documentato un comportamento aggressivo di un lupo nei confronti dell’uomo. ISPRA ha documentato, tra il 2017 e il 2024, sette individui responsabili complessivamente di 19 aggressioni alle persone. Si tratta quindi di eventi possibili, che devono essere gestiti seriamente, ma che rimangono rari e isolati e non rappresentano il comportamento normale di diverse migliaia di lupi presenti nel nostro Paese. Quando questi comportamenti compaiono è inoltre fondamentale comprenderne le cause. Rifiuti accessibili, cibo lasciato all’esterno, alimentazione volontaria della fauna o altre fonti alimentari legate all’uomo possono contribuire alla perdita della naturale diffidenza. Per questo la gestione deve comprendere anche il controllo e la rimozione di questi attrattivi, il monitoraggio e una corretta informazione della popolazione. Io non ho paura del lupo APS – Associazione da oltre un decennio impegnata nella conservazione e coesistenza con il lupo in Italia – chiede quindi alle istituzioni la massima rapidità negli interventi, ma anche la massima trasparenza sugli accertamenti. È importante rendere pubblici, appena disponibili, gli esiti delle analisi genetiche e gli elementi che permettono di stabilire quali episodi siano effettivamente attribuibili a un lupo e se siano riconducibili allo stesso individuo. Serve però maggiore responsabilità anche da parte dell’informazione: in questi giorni ogni nuovo avvistamento rischia di diventare automaticamente quello del “lupo che aggredisce”, anche quando non esistono elementi per identificare l’animale. Questo non aumenta la sicurezza: aumenta soltanto la paura. La convivenza con il lupo non si costruisce negando i problemi o polarizzando lo scontro, al contrario, significa riconoscere rapidamente i problemi reali e intervenire con decisione quando necessario, senza trasformare il raro comportamento anomalo di un singolo animale in un giudizio su un’intera specie. A Noicattaro oggi servono interventi celeri, accertamenti altrettanto rapidi e informazioni corrette. Qualsiasi animale, domestico o selvatico che sia, se pericoloso per la sicurezza pubblica va gestito senza esitazioni. Ma proprio per proteggere le persone è necessario distinguere i fatti dalle ipotesi e la sicurezza dalla paura.
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