La peste suina africana non si ferma: primo caso in provincia di Cuneo

C’è un primo caso di peste suina africana (Psa) accertato in provincia di Cuneo. La conferma è arrivata dal Centro di referenza nazionale per lo studio delle malattie da Pestivirus e da Asfivirus, che ha riscontrato la positività al virus su un esemplare di cinghiale rinvenuto nel territorio comunale di Cravanzana, in Alta Langa. Si tratta del primo episodio ufficialmente rilevato nel Cuneese, finora rimasto indenne nonostante la presenza della malattia nei territori confinanti.

L’ESPANSIONE DELL’EPIDEMIA VERSO IL PIEMONTE MERIDIONALE – NESSUN RISCHIO PER L’UOMO

Negli ultimi mesi infatti numerosi casi erano stati registrati nelle vicine province di Alessandria e di Savona, evidenziando una progressiva espansione del quadro epidemiologico verso il Piemonte meridionale. La peste suina africana è una malattia virale che colpisce suini domestici e cinghiali, ma non è trasmissibile all’uomo. La sua diffusione rappresenta tuttavia una grave minaccia per il comparto suinicolo, con pesanti conseguenze economiche e sanitarie. Nelle prossime ore sono attese le determinazioni delle autorità competenti in merito alle misure di contenimento e alle eventuali restrizioni che potrebbero interessare l’area del ritrovamento. (Ansa)

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AGGIORNAMENTO DEL 3 GIUGNO 2026 – COLDIRETTI CHIEDE PIU’ ABBATTIMENTI DI CINGHIALI

Serve un netto cambio di passo rispetto al numero di abbattimenti dei cinghiali per tutelare le imprese agricole, gli allevamenti e l’intera filiera suinicola. A sottolinearlo Coldiretti Piemonte ancor più alla luce dei nuovi casi di peste suina africana in Piemonte. “Il problema riguarda sia i danni alle coltivazioni, che continuano a pesare sui bilanci delle aziende agricole, sia il rischio sanitario legato alla peste suina africana – evidenzia Bruno Mecca Cici vicepresidente di Coldiretti Piemonte con delega alla zootecnia – si temeva, con l’arrivo del caldo, una recrudescenza del virus, ed i recenti fatti, purtroppo, lo confermano. Risulta, quindi, fondamentale mantenere alta l’attenzione e rafforzare tutte le misure di prevenzione e controllo. La diffusione incontrollata dei cinghiali resta infatti uno dei principali fattori di pressione sulla biosicurezza degli allevamenti e sulla tenuta economica di una filiera strategica per la nostra Regione”. “Invece di aumentare il numero degli abbattimenti dei cinghiali, è stata invertita la rotta nello scorso anno. Infatti, si è arrivati a poco oltre i 27 mila abbattimenti, ma il numero da raggiungere è di 41 mila. Indispensabile, quindi, vi sia un maggior impegno da parte di tutti gli attori interessati, a partire dagli Atc e i Ca che è essenziale facciano davvero la loro parte, consentendo di arrivare a numeri ben più elevati”, aggiungono Cristina Brizzolari e Bruno Rivarossa, presidente e delegato confederale di Coldiretti Piemonte che evidenziano: “a rischio c’è l’intera filiera suinicola piemontese che conta circa 3 mila aziende, un fatturato di quasi 400 milioni di euro e 1 milione e 200 mila capi destinati, soprattutto, ai circuiti tutelati delle principali Dop italiane per la preparazione della miglior salumeria nazionale, come il prosciutto di Parma e San Daniele. “Oltretutto, i mercati sono sconvolti dalla guerra che sta provocando ingenti rincari, con l’esplosione dei costi di produzione, per cui è necessario monitorare, oggi più che mai, che non avvengano speculazioni lungo la filiera”, concludono Brizzolari e Rivarossa. (Adnkronos)

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AGGIORNAMENTO DEL 4 GIUGNO 2026 – SCHILLACI: PASSATI DA 31 FOCOLAI L’ANNO A UNO SOLO

“I focolai negli allevamenti di suini domestici erano 31 nel 2024, uno nel 2025 e uno nel 2026. Questo risultato è il frutto di anni di lavoro coordinato, capillare, spesso silenzioso, che oggi ci permette di affrontare il caso di Cuneo con strumenti collaudati e con una catena di comando che funziona”. Così il ministro della Salute Orazio Schillaci al Question time in Senato, interrogato sulle misure per contrastare la peste suina africana nel Paese. “Stiamo definendo una strategia dedicata che tiene conto delle specificità epidemiologiche, ambientali e produttive del territorio”, ha aggiunto sul primo caso registrato a Cuneo. (LaPresse)

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