Pisa, sequestrato allevamento di cani: 100 barboncini messi in salvo

Sequestrato nel Pisano un allevamento di cani sovraffollato e in condizioni fatiscenti dalla Guardia di finanza su disposizione del giudice per le indagini preliminari, dopo una serie di accertamenti condotti insieme ai carabinieri forestali e dai funzionari del servizio veterinario della Asl Toscana Centro. L’intervento ha permesso di mettere in salvo circa 100 barboncini che ora sono stati dislocati in strutture di Toscana, Piemonte, Umbria e Liguria. La proprietaria è stata denunciata per maltrattamento di animali e abusi edilizi. L’attività si trova a Castelfranco di Sotto (Pisa) ed è, spiegano le Fiamme gialle, “riconducibile a un’imprenditrice già gravata da precedenti penali specifici: le indagini hanno accertato che alcuni manufatti del canile fossero stati realizzati senza alcun titolo edilizio, nonostante precedenti provvedimenti amministrativi e il rigetto delle richieste di autorizzazione, dopo il parere sfavorevole della Regione Toscana”. Nell’area, riporta ancora la GdF, sono stati trovati “numerosi cani, per lo più barboncini, destinati alla vendita per un prezzo tra i 1.800 e i 2.800 euro, detenuti in strutture precarie e realizzate con materiali non idonei, spesso deteriorati e privi di adeguato fissaggio, con una diffusa presenza di elementi potenzialmente pericolosi, come lamiere metalliche e reti con estremità sporgenti”. Gli animali erano collocati in ambienti “sovraffollati, in evidente contrasto con i requisiti minimi previsti dalla normativa regionale che tutela gli animali d’affezione”.

PRESENTI ANCHE PASTORI DELL’ANATOLIA E DEL CAUCASO CON LE ORECCHIE AMPUTATE

I veterinari della Asl hanno accertato la presenza di ferite piuttosto gravi su alcuni animali proprio a causa dell’inidonea detenzione nel canile. In particolare, un pastore dell’Anatolia e un pastore del Caucaso avevano le orecchie amputate e altri animali avevano lesioni e malattie compatibili con gli ambienti malsani in cui erano costretti a vivere, anche in caso di cucciolate neonate: 11 barboncini si trovavano nello stesso recinto”. Gli animali sono stati affidati ad Enpa e Leidaa (Lega Italiana Difesa Animali e Ambiente) che faranno istanza congiunta per l’affido definitivo degli animali sulla base della ‘legge Brambilla’.  Secondo quanto riferisce una nota l’Ente Nazionale Protezione Animali (Enpa) ha preso in carico tutti gli animali trasportabili, assicurandone il trasferimento e l’accoglienza nelle proprie strutture. Tutti gli esemplari sono stati sottoposti a una prima visita veterinaria direttamente sul posto da parte del veterinario dell’Enpa, con verifica dei microchip effettuata dai veterinari dell’Asl. Poi i barboncini sono stati trasferiti nei rifugi Enpa, ad eccezione di quelli non trasportabili per le loro condizioni di salute.

CANI AFFIDATI A ENPA E LEIDAA: ORA LA PRIORITA’ E’ RESTITUIRE FIDUCIA AGLI ANIMALI

“Siamo rimasti sul posto – afferma Giusy D’Angelo vicepresidente nazionale Enpa e presente alle operazioni – per l’intera giornata e gran parte della notte per garantire che ogni cane venisse soccorso e trasferito in sicurezza. È stato un lavoro lungo e complesso, ma necessario per dare a questi animali una possibilità concreta di recupero”. Le operazioni sono iniziate alle 8,30 del mattino del 25 aprile e si sono concluse, per i volontari, intorno alle 3 di notte del 26 aprile. “Abbiamo dato priorità assoluta alla sicurezza degli animali – prosegue D’Angelo -. Dopo le visite e i controlli, sono stati trasferiti nei nostri rifugi, dove potranno iniziare un percorso di recupero. Per alcuni di loro serviranno cure e un lavoro importante anche dal punto di vista comportamentale. Adesso inizia la parte più delicata: restituire dignità e fiducia a questi animali”. Infine dall’Enpa viene evidenziato che, diversamente da quanto reso noto in precedenza, non è stata fatta istanza congiunta per l’affido definitivo degli animali. (Ansa)

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