Acerra, bimba di 9 mesi uccisa nel lettone dal pitbull di casa

AGGIORNAMENTO DEL 28 FEBBRAIO 2025
Scrive Enpa in un post su X: “Sembra ormai accertato che la piccola Giulia di Acerra sia morta cadendo dal letto. I leggeri segni sulla sua testa sarebbero dovuto al tentativo del cane di soccorrerla. Incommentabile il duplice tentativo di incolpare prima un randagio e poi una creatura innocente”. https://x.com/enpaonlus/status/1895542416016621625?s=46&t=q21BKqE9-dc3SqikQDZC3Q

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TUTTI GLI AGGIORNAMENTI IN CODA AL POST

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POST DEL 16 FEBBRAIO 2025

Una bambina di 9 mesi è morta sbranata da un pitbull nella sua abitazione. E’ accaduto la scorsa notte ad Acerra, in provincia di Napoli. Il padre ha riferito alla Polizia di aver trovato la piccola nel suo letto in una pozza di sangue dopo essere stata sbranata dal cane. E’ stata portata al pronto soccorso della clinica Villa dei Fiori ma i medici non hanno potuto fare nulla per salvarla. (Ansa)

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TUTTI GLI AGGIORNAMENTI DELLA GIORNATA

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AGGIORNAMENTO DELLE 13
I tragici fatti sarebbero accaduti prima della mezzanotte di sabato: è stato il padre a tentare la corsa disperata in ospedale. La bimba era da sola in casa con lui, che l’avrebbe ritrovata con ferite alla testa, al volto e agli arti. E’ morta presso la clinica Villa dei Fiori nella tarda serata di ieri. Il cane è stato affidato al personale veterinario dell’Asl in attesa degli accertamenti. Sul posto sono intervenuti gli agenti del commissariato di Acerra che hanno avviato le indagini. A coordinare l’inchiesta è la Procura di Nola, poiché i fatti si sono verificati all’interno di un appartamento proprio ad Acerra. Nel frattempo, sono già stati ascoltati entrambi i genitori della bimba di 9 mesi azzannata e uccisa in casa dal pitbull di famiglia. Quando si sono verificati i fatti, la mamma era al lavoro in un locale della zona. Il papà, invece, ha raccontato di essersi addormentato accanto alla bimba e di non essersi accordo di nulla. Quando si è risvegliato, l’avrebbe ritrovata ricoperta di sangue nel letto. Su disposizione della Procura di Nola, la salma resta a disposizione per l’autopsia, mentre è stato disposto il sequestro dell’appartamento in attesa dei rilievi. Accertamenti riguarderanno anche il pitbull.

AGGIORNAMENTO DELLE 13.40

Una tragedia che poteva essere evitata. Ne sono convinti i residenti del quartiere dove viveva la piccola Giulia, la bimba di nove mesi sbranata nella notte dal pitbull di famiglia ad Acerra, nel napoletano. Secondo quanto raccontano i residenti della zona, infatti, il cane la scorsa estate sarebbe scappato dall’appartamento dove era custodito dalla famiglia della piccola, ed avrebbe aggredito un altro cane che passeggiava nel rione in compagnia di una dog sitter. “Tutti dicevano che il padrone doveva farlo chiudere perché era pericoloso – raccontano alcune donne – ma non hanno capito. Sono brave persone, due lavoratori, la mamma della piccola lavora in una pizzeria, lui è barista. Non hanno capito che quel cane poteva fare del male alle persone e soprattutto ai bambini, compresa la loro piccina. Una tragedia che si poteva evitare”. La folla di residenti scesa in strada, non si capacita di come si possa tenere un cane, di una razza ritenuta pericolosa, libero in casa con una bambina. “Ma come si fa – dice una donna – si dovrebbe vietare una cosa del genere. I cani restano animali, anche se li trattiamo come esseri umani”. Ad Acerra la notizia della morte della piccola, ha lasciato sgomenta l’intera popolazione. (Ansa)

AGGIORNAMENTO DELLE 18.40

Ha raccontato che sua figlia era stata aggredita da un cane randagio il papà della piccola Giulia, la bimba di nove mesi morta sbranata dal pitbull di famiglia. Un racconto reso ai sanitari della clinica Villa dei Fiori di Acerra (Napoli), dove l’uomo, 25 anni, ha portato la sua piccola dopo essersi accorto della tragedia avvenuta in casa. Una versione poi cambiata davanti agli agenti della polizia del locale commissariato, ai quali ha spiegato di essersi addormentato in attesa del rientro della moglie, impegnata nella pizzeria dove lavora, così come la piccola, che aveva adagiato sul lettone. Il giovane papà ha portato la piccola ormai incosciente nel vicino ospedale poco prima della mezzanotte e mezza, ed i sanitari hanno subito capito la gravità delle ferite al volto ed alla testa. Giulia, in arresto cardiocircolatorio, è morta nel pronto soccorso della clinica poco dopo il suo arrivo. (Ansa)

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AGGIORNAMENTI DEL 17 FEBBRAIO 2025

IL PITBULL TYSON E’ SENZA MICROCHIP – Non aveva microchip il pitbull che sabato notte ha aggredito una bambina di 9 mesi ad Acerra (Napoli), morta poi all’ospedale Villa dei Fiori dove il papà l’aveva portata dopo essersi accorto di quanto accaduto. Lo stesso padre della piccola ha spiegato agli agenti che l’animale era sprovvisto di chip identificativo. Il cane, un pitbull di circa 25 chili di nome Tyson, è stato affidato ai servizi veterinari dell’Asl Napoli 2, ed è ora in custodia nel canile convenzionato di Frattaminore, dove i veterinari stanno provvedendo a tutti i rilievi e le analisi. E nello stesso canile è stato portato anche un secondo cane di proprietà della famiglia della bambina, un piccolo meticcio femmina che però è dotato di microchip. Intanto si è in attesa dei test tossicologici effettuati sul papà della bimba.

ALLARME DEI VETERINARI – “Da qualche parte si deve cominciare. Spero che il Governo intervenga per mettere un freno alla diffusione, in crescita, di cani pericolosi come il pitbull o il rottweiler. Non devono stare in mani sbagliate e non nella stessa stanza con una bambina”. E’ all’appello di Marco Melosi, presidente dell’Associazione nazionale medici veterinari italiani (Anmvi). “Queste situazioni sono semplici da evitare se i proprietari di certe razze canini sanno cosa si sono messi in casa – prosegue Melosi – Devono sapere come gestirlo e agire, ecco perché chiedo al Governo o al ministro della Salute Schillaci di prendere come esempio quello che ha fatto la Lombardia con il progetto di legge per il patentino per i cani pericolosi”, obbligatorio per i cani della tipologia dei terrier tipo bull e molossoidi, quali pitbull, american staffordshire, bull terrier, cane corso, dogo argentino e cani morfologicamente similari. La Federazione nazionale degli Ordini dei Veterinari Italiani (Fnovi) ribadisce con forza l'”importanza di una corretta gestione degli animali domestici, in particolare dei cani, che tenga in debito conto le loro caratteristiche etologiche e le potenziali implicazioni per la sicurezza delle persone”.

VERIFICHE SUL PADRE DELLA PICCOLA – Continuano le indagini disposte dalla Procura di Nola per fare chiarezza sulla morte di Giulia, la bimba di nove mesi aggredita nella notte tra sabato e domenica dal pitbull di famiglia mentre dormiva nel letto dei genitori. Sul corpo della piccola è stato disposto l’esame autoptico, mentre gli inquirenti lavorano sul racconto del papà, un 25enne del posto, che era in casa con la piccola. Ha raccontato agli inquirenti di non essersi accorto di nulla perché anche lui, come la piccola, dormiva in atteso del rientro della moglie che era al lavoro: per fugare ogni dubbio, è stato sottoposto ai test tossicologici. Il giovane ha sostenuto di non aver sentito né il cane, né le urla della bambina addentata al volto ed alla testa dal pitbull tenuto in casa. Un animale che poi si è scoperto essere privo di microchip, come ha spiegato lo stesso giovane che l’altra notte, in ospedale, aveva invece raccontato ai sanitari di un’aggressione da parte di un randagio. Una versione cambiata poi davanti agli inquirenti, quando tra le lacrime ha ammesso che Giulia era stata aggredita dal suo pitbull. L’altro cane tenuto in casa, invece, un meticcio di piccola taglia, era regolarmente registrato. La giovane mamma, che al momento dell’aggressione era a lavoro in una pizzeria poco lontana, ha riferito che Tyson, il pitbull, non aveva mai mostrato segni di aggressività nei confronti della piccola, e neanche nei confronti di altre persone. Di diverso avviso i vicini di casa, che continuano a puntare il dito contro l’animale, ora in custodia con l’altro cane, in un canile convenzionato con l’Asl Napoli 2 a Frattaminore. I residenti del rione Ice Snei, dove vive la coppia di genitori, raccontano da ieri di un’aggressione ai danni di un cagnolino avvenuta la scorsa estate. Ma all’Asl, a quanto si apprende, non risulta alcuna denuncia di un simile episodio. I due cani, ora, saranno sottoposti a diversi esami, tra cui quello delle feci, per verificare eventuali tracce organiche della piccola.

IL PAPA’ DELLA BIMBA INDAGATO PER OMICIDIO COLPOSO – Bimba di 9 mesi uccisa dal Pitbull di famiglia in provincia di Napoli: il papà indagato a piede libero per omicidio colposo e omessa custodia e vigilanza del cane. Questa è l’accusa ipotizzata dalla Procura di Nola nei confronti del 25enne. La tragedia è avvenuta in un appartamento di Acerra. Secondo quanto riferito dal 25enne agli agenti del commissariato di polizia di Acerra, non si era accorto di quanto accaduto poiché si era addormentato. Come da prassi, la Procura ha disposto anche gli esami tossicologici sull’uomo che, in vista dell’autopsia sul corpicino della bimba, è stato iscritto nel registro degli indagati come atto dovuto. La piccola era morta prima dell’arrivo al pronto soccorso Villa dei Fiori, per le gravi ferite alla testa, al volto e agli arti. Nel frattempo, il cane è stato affidato ai veterinari dell’Asl Napoli 2 che hanno accertato come l’animale fosse privo di microchip. Dalle testimonianze di alcuni residenti, è emerso che lo stesso Pitbull in estate aveva azzannato un altro cane di piccola taglia, uccidendolo. (Adnkronos)

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AGGIORNAMENTI DEL 18 FEBBRAIO 2025

IL PAPA’ DELLA BIMBA POSITIVO ALL’HASHISH – È risultato positivo all’hashish il 24enne padre della bimba di 9 mesi morta sbranata dal pitbull di famiglia sabato scorso ad Acerra, in provincia di Napoli. Questo il risultato dei test tossicologici effettuati sul giovane dopo aver trasportato la bimba nella clinica Villa dei Fiori, dove però è giunta già priva di vita. Sono risultati negativi gli esami per l’eventuale assunzione di cocaina o alcol. È quanto riportano Repubblica e il Corriere del Mezzogiorno. Sull’accaduto indaga la Procura di Nola. Si punta a ricostruire quanto avvenuto nell’abitazione durante la notte. Stando a quanto riferito dal 24enne, quest’ultimo si sarebbe addormentato sul letto con la figlia per poi svegliarsi e trovarla a terra in una pozza di sangue. Sono state acquisite le immagini degli impianti di videosorveglianza presenti all’esterno del palazzo per verificare se il 24enne sia invece uscito dall’abitazione lasciando sola la bimba. In un primo momento in clinica aveva parlato dell’aggressione subita da un cane randagio, per poi ritrattare quando è stato sentito dai poliziotti del Commissariato di Acerra, attribuendo la responsabilità dell’aggressione al pitbull di famiglia, di nome Tyson. (LaPresse)

OGGI L’AUTOPSIA, GIOVEDI’ I FUNERALI – Si svolgeranno giovedì nel Duomo di Acerra i funerali della piccola Giulia, la bambina morta nella notte tra sabato e domenica dopo essere stata aggredita dal pitbull di famiglia mentre dormiva nel letto dei genitori. I funerali, probabilmente, su volontà dei familiari, potrebbero svolgersi in forma privata. Oggi, intanto, è stato effettuato l’esame autoptico sul corpo della piccola, così come disposto dalla Procura di Nola che sulla vicenda ha aperto un fascicolo e indagato il padre della bimba, che dormiva, così come ha raccontato agli inquirenti, quando sua figlia è stata attaccata dall’animale. La madre della bimba, invece, era al lavoro. (Ansa)

LE INDAGINI E I MOLTI PUNTI ANCORA OSCURI – Fari puntati su Vincenzo L., il 24enne padre della piccola Giulia, la bimba di nove mesi aggredita, secondo il racconto dell’uomo, dal pitbull di famiglia, Tyson, nella notte tra sabato e domenica mentre dormiva sul lettone dove anche lui si era addormentato senza aver prima ricollocato la neonata nella culla. Il giovane – che è indagato a piede libero per omicidio colposo, omessa custodia e vigilanza del pitbull – è risultato positivo all’hashish (l’esame dovrà essere comunque confermato) e gli inquirenti dubitano ora anche della sua reale presenza in casa al momento dell’aggressione, tanto che sono state acquisite le immagini dei sistemi di videosorveglianza presenti nella zona del rione Ice Snei, dove Vincenzo e sua moglie Angela vivevano insieme alla piccola Giulia e a due cani. Oltre a Tyson, un pitbull di 25 chili che era privo di microchip, infatti, la coppia aveva anche una meticcia regolarmente registrata: i due animali si trovano ora in un canile a Frattaminore. Vincenzo, ai sanitari della clinica Villa dei Fiori di Acerra, che dista pochi minuti dalla sua abitazione, ha raccontato che la bimba era stata attaccata da un randagio, per poi ritrattare la versione davanti agli agenti della polizia di Stato, ai quali ha invece detto che ad aggredire la figlia era stato il suo cane, Tyson, mentre lui dormiva accanto. L’autopsia, che si è svolta oggi, aiuterà a chiarire dubbi e a ricostruire la dinamica della tragedia – l’anatomo-patologo avrebbe riscontrato ferite lacero-contuse alla testa e contusioni al collo – mentre sono ancora in attesa di essere analizzati i campioni delle feci dei due cani che erano in casa, per verificare la presenza di tracce organiche della piccola, così come spiegano dall’Asl Napoli 2, dove viene mantenuto il riserbo rispetto all’indiscrezione che non sarebbero state trovate tracce organiche sull’esterno dell’animale. L’assenza di macchie di sangue sul cane, tranne una piccola sulla testa, è un giallo che gli ulteriori accertamenti disposti dalla procura di Nola dovrebbero presto risolvere. Tyson è stato definito “tranquillo” dal suo proprietario: e non sarebbe stato lui, si è appreso, il responsabile dell’aggressione di un cagnolino avvenuta la scorsa estate, così come invece riferito dai vicini di casa nei giorni scorsi. Per giovedì sono in programma i funerali di Giulia nel Duomo di Acerra, così come chiesto da mamma Angela: funerali che potrebbero svolgersi in forma strettamente privata per evitare ulteriore clamore attorno alla famiglia. Vincenzo L., come spiega il suo legale, l’avvocato Luigi Montano, “non si dà pace, è distrutto dai sensi di colpa per quanto accaduto”, così come devastata è sua moglie Angela. I due, spiega l’avvocato, sono insieme e cercano di darsi forza. Il giovane papà continua a ricostruire la sua giornata, quella della tragedia. Alle 4 del mattino di sabato si è recato al bar dove lavora per restarci fino alle 15. Di sera, poi, secondo il suo racconto, si è preso cura di Giulia mentre la mamma si è recata al lavoro in una pizzeria poco distante, e verso le 22,30, ha spiegato tramite il suo legale, si è addormentato per poi svegliarsi di soprassalto verso mezzanotte. A quel punto si è accorto che la bimba non era più sul lettone: si è alzato e l’ha trovata a terra, nel sangue. Nella stanza anche Tyson, ma non vicino al corpo della bambina. (Ansa)

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AGGIORNAMENTO DEL 19 FEBBRAIO 2025 – MORTE DELLA BIMBA CAUSATA DALLA ROTTURA DEL COLLO
Si terranno domani alle 9 nel duomo di Acerra (Napoli) i funerali della bimba di 9 mesi uccisa dal pitbull di famiglia mentre il padre dormiva e la madre era al lavoro. Oggi, su disposizione della Procura di Nola che ha aperto un fascicolo per omicidio colposo, è stata eseguita l’autopsia sulla salma della piccola. Secondo quanto si apprende, la bambina è stata morsa più volte dal cane e a causarne il decesso sarebbe stata la rottura del collo. Ulteriori accertamenti sono in corso sul cane, ancora affidato all’Asl Napoli 2 Veterinaria. Dai primi esami, non sarebbero emerse tracce ematiche nella bocca dell’animale, ma si attendono ulteriori analisi. Al momento, resta indagato a piede libero e come atto dovuto il 25enne, padre della bimba, che domenica sera è risultato positivo ai cannabinoidi (hashish). Dal suo racconto agli agenti del commissariato di polizia di Acerra, è emerso che il giovane si è addormentato sul letto accanto alla bimba e si è accorto dell’accaduto solo poco prima di mezzanotte, quando ha tentato la disperata corsa al pronto soccorso della clinica Villa dei Fiori, dove la bimba è già giunta priva di vita. (Adnkronos)

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AGGIORNAMENTO DEL 20 FEBBRAIO 2025 – “IN CASA PULITE LE TRACCE DI SANGUE DELLA BAMBINA”

Nel giorno dei funerali, restano accesi i riflettori sulle cause della morte della piccola Giulia L., la bimba di nove mesi che – secondo il racconto del padre Vincenzo, indagato a piede libero per omicidio colposo – nella notte tra sabato e domenica, ad Acerra, è stata aggredita dal pitbull di famiglia mentre dormiva sul lettone dei genitori. Si è appreso oggi, infatti, che l’appartamento scena del crimine sarebbe stato ripulito, forse dai familiari, dalle tracce di sangue presenti sul pavimento della camera da letto: a riferirlo è il legale di Vincenzo, Luigi Montano, che ieri è stato nell’abitazione insieme alla polizia scientifica per un secondo sopralluogo. E il sangue non c’era. I primi rilievi, ha raccontato l’avvocato, sono stati effettuati subito dopo il decesso della piccola, morta nella clinica Villa dei fiori di Acerra, dove è stata portata dal suo papà. Ieri, invece, il sangue di cui ha parlato in primis proprio Vincenzo, non c’era. L’appartamento, posto sotto sequestro da domenica, è stato trovato pulito. “Non so chi sia stato – ha detto l’avvocato Montano – il mio assistito era in commissariato per l’interrogatorio, dove è rimasto fino alle 7 del mattino. Nell’appartamento sono andati la mamma della piccola, ed altri familiari. Era stato fatto un primo sopralluogo della scientifica e la mamma di Vincenzo è svenuta proprio a causa della vista del sangue. Loro hanno riferito al mio assistito che non c’erano sigilli quando sono entrati”. Gli inquirenti vogliono fare chiarezza sulle incongruenze presenti nei racconti dell’indagato, che in ospedale aveva riferito di un’aggressione da parte di un cane randagio avvenuta in strada. Versione poi cambiata davanti agli agenti della polizia di Stato, ai quali ha detto che a sbranare la figlioletta, secondo quanto aveva intuito, era stato il suo pitbull privo di microchip mentre lui dormiva accanto alla bambina. Da domenica, tramite il suo legale, l’uomo continua a ripetere la versione data alla polizia, sottolineando di essersi addormentato accanto alla piccola sul letto matrimoniale per circa un’ora, e di aver trovato la figlia a terra riversa nel sangue e di averla portata nella vicina clinica, dove, stando al referto medico, è deceduta per le gravi condizioni. Quando è arrivata in ospedale Giulia era viva, circostanza che smentirebbe l’indiscrezione secondo cui avrebbe subito la rottura del collo: sarà comunque l’autopsia, già eseguita, a dire l’ultima parola sulle cause del decesso. Oggi, però, è stata anche la giornata dell’ultimo saluto a Giulia, in un Duomo blindato, dove è stato concesso di entrare solo ai parenti stretti ed ai familiari della piccola. In un silenzio surreale, nella piazza antistante la Cattedrale, decine di persone hanno atteso il passaggio del carro funebre che trasportava la piccolissima bara bianca. La stessa che nel Duomo, mamma Angela e papà Vincenzo, hanno fissato per l’intera cerimonia funebre officiata dal viceparroco, don Gustavo Arbellino, che ha chiesto ai giovani genitori di “ripartire dall’amore, lo stesso che ha generato Giulia, affidata ora alla Madonna”. All’uscita dal Duomo, dalle porte del retro, nello stesso silenzio il carro funebre è passato tra la folla seguito da un’auto, con a bordo i genitori della piccola, protetta dagli amici della coppia che hanno fatto da scudo per evitare riprese e foto. Tornando alle indagini, queste si concentrano anche sui due cani che la coppia di genitori aveva in casa: oltre al pitbull, anche una meticcia regolarmente registrata, anch’essa ora in custodia in un canile di Frattamaggiore, dove i veterinari stanno effettuando tutte le analisi del caso. Nei prossimi giorni i due animali saranno anche visitati da un comportamentalista, e solo tra una decina di giorni potrebbero essere pronti gli esiti delle analisi delle feci per verificare la presenza di tracce organiche della piccola. Finora però Tyson, il pitbull, non ha mostrato segni di aggressività. Fugati invece i dubbi sulla mancanza di tracce ematiche sul pitbull, che potrebbe aver bevuto e cancellato le macchie visibili ad occhio nudo. Al vaglio degli inquirenti restano ancora i video delle telecamere di sorveglianza della zona per fugare ogni dubbio sulla effettiva presenza nell’abitazione del giovane, risultato poi positivo all’hashish, esame che dovrà però essere confermato. (Ansa)

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AGGIORNAMENTO DEL 21 FEBBRAIO 2025 – ANCORA MOLTI DUBBI E INCONGRUENZE

Sono tante le incongruenze e gli aspetti ancora non chiari nell’inchiesta sulla morte della piccola Giulia L., la bimba di nove mesi che – secondo il racconto del padre Vincenzo, indagato a piede libero per omicidio colposo – nella notte tra sabato e domenica, ad Acerra, è stata aggredita dal pitbull di famiglia mentre dormiva sul lettone dei genitori. Le indiscrezioni sui risultati dell’autopsia parlano di ferite lacero contuse al volto, compatibili con i morsi di un cane, mentre è controverso il particolare della rottura dell’osso del collo, circostanza che stride con quanto avrebbe dichiarato il padre della bambina, Vincenzo L., che l’ha portata nella clinica Villa dei Fiori di Acerra in una corsa concitata ripresa dalle telecamere della struttura. Qui, come avrebbe confermato la struttura ospedaliera, la bimba è morta. Sempre secondo indiscrezioni, sul collo della piccola l’autopsia avrebbe riscontrato solo contusioni. Anche su questo aspetto inquirenti e investigatori tacciono, pur se nell’atto con cui la procura di Nola nomina i propri consulenti tecnici per l’autopsia si sottolinea che la bimba è stata sicuramente uccisa dal cane. Viene infatti evidenziato che Vincenzo L. è indagato per omicidio colposo “perchè in qualità di genitore avente in custodia la figlia minore Giulia, ometteva la vigilanza e custodia del cane pitbull in suo possesso, il quale aggrediva la minore provocandole lesioni personali che determinavano la morte”. Il cane, però non presenterebbe macchie di sangue sul muso ed è per questo che si attendono le analisi sulle feci di Tyson e dell’altro cane della famiglia alla ricerca di tracce organiche della bambina. Il sangue che avrebbe sporcato la stanza da letto, inoltre, ora è scomparso: lo avrebbero pulito – ennesima anomalia – alcuni familiari della bambina. Al riguardo l’avvocato Luigi Montano, legale di Vincenzo L., presenterà istanza per un ulteriore interrogatorio del 24enne “per chiarire la sua estraneità alla pulizia dell’appartamento”. La scoperta dell’inquinamento della scena teatro dell’aggressione è stata fatta mercoledì mattina. I familiari, che potrebbero essere i ‘responsabili’ della pulizia, avrebbero riferito che quando sono entrati nell’appartamento non c’erano i sigilli.

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