Addio Aron: è morto il pitbull legato e bruciato vivo a Palermo

AGGIORNAMENTO DEL 28 GENNAIO 2024 IN CODA – A PALERMO UN MONUMENTO PER ARON

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POST DEL 13 GENNAIO 2024

Il cane Aron è morto. Qualche giorno fa il proprietario l’aveva legato a un palo, in strada a Palermo, e poche ore dopo gli aveva dato fuoco, procurando al pitbull ustioni sull’80 per cento del corpo. Volontari e veterinari hanno fatto di tutto per salvarlo, senza riuscirci, dopo che un passante aveva soccorso l’animale e la Lav era intervenuta per provvedere alle cure. L’uomo è stato indagato dalla Procura e nei suoi confronti l’Organizzazione internazionale protezione animali presenterà una denuncia per maltrattamento e uccisione di animali, reato che prevede una condanna fino a 27 mesi di reclusione. L’ufficio legale dell’Oipa invierà inoltre istanza al sindaco di Palermo, Roberto Lagalla, affinché emetta un’ordinanza interdittiva che vieti all’uomo, nonché ai suoi familiari e ai suoi conviventi, di detenere animali. L’odissea di Aron comincia la sera dell’8 gennaio, quando qualcuno lo lega a un palo, sotto la pioggia, nella centrale piazza Crispi. Inutili le chiamate al numero d’emergenza per chiedere un intervento.

Manifestazione di protesta di Oipa dopo la morte del cane Aron. (Ansa)

MANIFESTAZIONE ANIMALISTA A PALERMO

Gli animalisti – che oggi hanno promosso una manifestazione in città arrivando anche davanti al Municipio – spiegano che “oltre al 112 sono stati avvertiti gli agenti della polizia municipale e tutti hanno detto che non era loro competenza intervenire”. Per questo, annunciano, presenteranno “una denuncia in procura” per “sapere chi è stato il funzionario dell’Asp di Palermo che ha consentito il passaggio di proprietà del povero Aron, fatto il 5 gennaio, quattro giorni prima che fosse dato alle fiamme”. Il sindaco Lagalla annuncia la costituzione di parte civile da parte del Comune. Lo stesso farà la Lega italiana per la difesa degli animali e dell’ambiente. Aron non è stato mai lasciato solo dai volontari della Lav, che lo hanno assistito giorno e notte nella clinica dove è stato ricoverato. “La nostra denuncia ha ora un’aggravante in più, perché il maltrattamento ha causato la morte dell’animale – afferma una nota della Lega anti vivisezione – non si può più continuare ad assistere a gesti così crudeli ed efferati”.

Il cane Aron è deceduto nella clinica veterinaria che lo aveva preso in cura. (Lav Palermo/Ansa)

ALTRI CASI DI VIOLENZA SUGLI ANIMALI

Un altro episodio è accaduto anche nella parte orientale della Sicilia, a Rosolini, nel Siracusano, dove un cane è stato trovato impiccato in strada. Lo ha reso noto il Partito animalista che ha presentato una denuncia alla procura e invoca il Parlamento per approvare una legge che inasprisca le pene per chi si macchia di questi delitti. Appello lanciato anche dalla parlamentare Michela Brambilla, firmataria di una proposta di legge in tal senso, e da altre associazioni animaliste. E ad Alberobello un’altro episodio di violenza contro gli animali con tanto di video che ha indignato il web. Un gatto colpito da un calcio sferrato da una ragazzina è finito nelle acque gelide della fontana del paese morendo congelato e annegato. La scena è stata filmata da una persona presente, probabilmente un’amica della ragazzina, che poi ha postato il video sui social con la didascalia: “Ciao amò, beccati un po’ di notorietà”.

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AGGIORNAMENTO DEL 14 GENNAIO 2024 – IL SINDACO DI PALERMO: NESSUNO INCOLPI IL COMUNE

“Dispiace constatare che, a un ignobile fatto come quello di un cane bruciato vivo, qualcuno abbia pensato di rispondere con violenza verbale e, talvolta, muovendo accuse prive di fondamento, in particolare sulle iniziative che si sarebbero dovute adottare nei confronti del soggetto che ha commesso questa vile azione, come se fossero il sindaco o l’amministrazione a poterle assumere in autonomia”. Lo afferma il sindaco di Palermo Roberto Lagalla all’indomani delle manifestazioni di protesta in via Croci per le violenze nei confronti degli animali culminate ieri con la morte di un pitbull, Aaron, bruciato vivo dal suo stesso padrone, adesso sottoposto a indagini. “Il Comune ha fatto tutto quello che era in suo potere fare – aggiunge Lagalla – e per queste ragioni, mi riservo di adire le vie legali nei confronti di chi ha rivolto offese verso il Comune e di chi, pensando di mendicare un po’ di visibilità da questa penosa vicenda, ha ritenuto, con gratuite affermazioni, di incolparmi di incuria e disattenzione verso i cittadini”. (Ansa)

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AGGIORNAMENTO DEL 28 GENNAIO 2024 – A PALERMO UN MONUMENTO PER ARON

Un monumento verrà realizzato a Palermo per ricordare l’uccisione del povero Aron, il cane dato alle fiamme in centro nel capoluogo. L’iniziativa è dell’imprenditore salentino Emilio Colaci. “Ringraziamo il sindaco Roberto Lagalla e tutta l’amministrazione comunale di Palermo per aver accolto la mia proposta – dice l’imprenditore – per di realizzare nel capoluogo un grande monumento da dedicare ad Aron e a tutti gli animali vittime di violenza. Il monumento nelle intenzioni dovrebbe sorgere nella zona dove è avvenuto il delitto, ma bisogna attendere la valutazione della soprintendenza”. Il monumento avrà un’altezza di circa quattro metri e racchiuderà al suo interno la tipica simbologia del progetto “Hora Pacis”, con cui l’azienda salentina si propone di tramutare in opera d’arte la parola di Don Tonino Bello, accostandola ad un elemento storico come quello dell’orologio da torre. “L’opera sarà costituita da due elementi principali – aggiunge l’imprenditore -uno raffigurerà l’amore per gli animali e l’altro un grande orologio da torre”. (Ansa)

Su 24zampe: Alto Adige, obbligatorio registrare il dna dei cani (contro maleducati e sbranamenti)