Spagna, tribunale interviene e ferma l’uccisione del “Toro de la Vega”

La tradizione popolare del ‘Toro de la Vega’ torna a suscitare polemiche in Spagna. Dopo che il governo centrale ha denunciato che in questa festa taurina, in programma il prossimo 13 settembre a Tordesillas (Valladolid), potrebbero essere commessi reati di maltrattamento animale, ora è intervenuta anche la giustizia. Il Tribunale regionale della Castiglia-León ha infatti stabilito che l’evento, nel corso del quale — secondo un’usanza poi proibita — un gruppo di persone armate di lance tradizionalmente dava la caccia a un toro cercando di ucciderlo, potrà tenersi solo secondo un regolamento ben preciso: non quello approvato quest’anno dal comune di Tordesillas, che consente ai partecipanti di infilzare il dorso del bovino con degli “arpioni” per collocare dei nastri colorati, ma quello che dal 2016 vieta esplicitamente di uccidere il toro o infliggergli sofferenze con armi da caccia.

ACCOLTA LA PROTESTA DEL PARTITO ANIMALISTA PACMA

Lo riporta la stampa locale. In questo modo, il tribunale ha dato risposta (comunque suscettibile di ricorso) all’istanza sollevata dal partito animalista Pacma, che aveva denunciato un tentativo di ripristinare una modalità di celebrazione della festa non consona al rispetto del diritto degli animali, in nome della tradizione. Parallelamente, il governo centrale di centrosinistra (Partito Socialista-Unidas Podemos) ieri aveva invocato l’intervento della Procura per i reati contro l’ambiente, sostenendo una tesi simile a quella degli animalisti di Pacma: la risposta, spiega tuttavia l’agenzia di stampa Efe, è stata in questo caso negativa, in quanto il pm non ha rilevato indizi di reato. (Ansa)

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