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Come si cresce un cane guida? Il ruolo della famiglia affidataria

Mercoledì 20 ottobre ricorre la giornata nazionale del cane guida, ausilio indispensabile per ogni persona cieca. Le celebrazioni dell’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti di quest’anno si concentrano sul ruolo delle famiglie affidatarie. Un cane guida per ciechi, generalmente un labrador o un golden retriver, è sottoposto a un delicato periodo di addestramento in apposite scuole, ma il primo step è l’affidamento a una famiglia che nel suo primo anno di vita gli insegna le regole fondamentali di comportamento prima del percorso vero e proprio di educazione con personale personalizzato. Quelle dei ‘puppy walker’ “sono famiglie meravigliose –  spiegano all’Uici -, che crescono un animale dal quale si sa già che bisognerà separarsi, ma con la consapevolezza di aver fatto del bene a qualcun altro e che gli occhi di quel cagnolino diventeranno gli occhi di qualcuno che purtroppo non potrà più vedere”. Il cane è il migliore amico dell’uomo “ma per un non vedente – da noi sono 360mila i ciechi assoluti e 1,5 milioni le persone con deficit visivo gravissimo – è molto, molto di più: un punto di riferimento fondamentale per la sua libertà e autonomia, un essere vivente con cui stabilire una relazione emotiva che segna una vita, un sostegno in tutte le attività basilari della vita quotidiana, un compagno a cui affidarsi nel modo più totale, in una simbiosi unica e perfetta che difficilmente trova eguali”.

ADDESTRARE UN CANE GUIDA E’ UN PROCESSO LUNGO E MOLTO COSTOSO

L’addestramento di un cane guida ha dei costi molto elevati, quantificabili in diverse migliaia di euro per singolo cane e una tempistica complessiva piuttosto lunga, il che rende del tutto insufficiente il numero di cani addestrati ogni anno, con una lista di attesa dal momento della domanda all’assegnazione del cane alla persona cieca di circa due anni. L’Uici si rivolge “alle istituzioni affinché si adoperino per sostenere queste strutture e per promuovere una cultura del rispetto delle regole” spesso ignorate quando non violate. Al ruolo delle famiglie affidatarie è dedicato l’evento principale delle celebrazioni di mercoledì, ospitato dalla Scuola di riferimento nazionale per l’addestramento, il Centro Cani Guida per Ciechi e Polo Nazionale per l’Autonomia “Helen Keller” di Messina istituito per volontà dall’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, con il sostegno anche della Regione Sicilia. L’evento si terrà il 20 ottobre a Messina a partire dalle ore 10:30, fruibile anche in modalità streaming via zoom e sulla pagina facebook dell’UICI. All’incontro interverrà Mario Barbuto, Presidente nazionale di Uici, Linda Legname, Presidente del Centro Regionale-Scuola e Polo nazionale Hellen Keller” e vice Presidente dell’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti, alcune famiglie affidatarie provenienti da tutta Italia, lo scrittore Matteo Restani, giovanissimo autore del libro dedicato al Cane guida “Con gli occhi di un cieco”. L’evento si concluderà con la cerimonia di rientro a scuola dei cuccioli affidati alle famiglie che poi completeranno il percorso di addestramento.

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