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L’inquinamento dei mari mette a rischio le tartarughe

Domani 23 maggio si celebra la Giornata Mondiale delle Tartarughe: l’Italia é in campo per tutelare e promuovere la salvaguardia di queste creature con decine di centri per il recupero e la riabilitazione, dislocati anche presso le Aree Marine Protette e i centri dei Carabinieri del Cufa e Biodiversità, che ad oggi vantano 28 reparti gestiscono 130 riserve naturali statali e 19 aree demaniali, dove sono tutelati habitat di fondamentale importanza anche per la sopravvivenza di tante specie animali e vegetali a rischio di estinzione. Il rischio di estinzione per numerose specie è rappresentato quasi esclusivamente dall’inquinamento prodotto dalle attività umane e la contaminazione del loro habitat naturale in tutto il mondo.

LA PLASTICA CAUSA IL 70% DELLE OSPEDALIZZAZIONI

Per l’occasione, il Centro Recupero animali marini del Parco Nazionale dell’Asinara ha sviluppato degli studi proprio sull’inquinamento. Da questi, è emerso che il 70% degli esemplari ritrovati in difficoltà e ospedalizzati nell’Osservatorio del Mare, presenta una costipazione intestinale, causata dall’ingestione di materiale plastico che purtroppo abbonda nei nostri mari. Causa dell’inquinamento sono anche tutte le porzioni di reti o lenze da pesca, che vengono perse o abbandonate nelle nostre acque. (Adnkronos)

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