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Corte Ue: macellazione rituale, ok obbligo stordimento animale

Al fine di promuovere il benessere degli animali nell’ambito della macellazione rituale, gli Stati membri possono, senza violare i diritti fondamentali sanciti dalla Carta, imporre un preliminare processo di stordimento reversibile, inidoneo a comportare la morte dell’animale. Lo ha stabilito la Corte di Giustizia europea intervenendo su una legge regionale adottata nel 2017 dalla regione fiamminga in Belgio, che impone questo stordimento preliminare in nome del benessere degli animali. La Corte conclude che le misure contenute nella legge regionale consentono di garantire un giusto equilibrio tra l’importanza attribuita al benessere degli animali e la libertà dei credenti ebraici e musulmani di manifestare la loro religione. Il ministero degli esteri israeliano ha subito condannato il provvedimento, che ha “di fatto confermato oggi il divieto di macellazione kosher in Belgio”, definendola “un duro messaggio a tutto l’ebraismo europeo”. “Oltre al fatto che questa decisione colpisce la libertà di culto e di religione in Europa, un valore fondamentale della Ue, segnala anche alle Comunità ebraiche – ha sottolineato il ministero – che lo stile di vita ebraico è indesiderato in Europa”.

L’AVV. GIACOMINI: MI AUGURO CHE IL GOVERNO ITALIANO SI ATTIVI

Soddisfatto, invece, chi lavora per la tutela degli animali. Per Manuela Giacomini, avvocato specializzata in diritto degli animali e amica di 24zampe, “la Corte ha constatato che una normativa nazionale che impone l’obbligo di stordimento previo dell’animale durante la macellazione rituale, disponendo nel contempo che tale stordimento sia reversibile e che non provochi la morte dell’animale, è idonea a realizzare l’obiettivo della promozione del benessere degli animali garantendo un giusto equilibrio tra, da un lato, il benessere degli animali durante il loro abbattimento e, dall’altro, il rispetto della libertà di manifestare la propria religione. Alla luce di quanto sopra – conclude Giacomini -, visto che le Istituzioni europee si accingeranno a breve a rivedere il Regolamento 1099/2009, mi auguro che prevedano lo stordimento pre-macellazione sempre obbligatorio e che anche il Governo italiano si attivi di conseguenza”.

LA REAZIONE ANIMALISTA: BRAMBILLA E LAV

“E’ possibile” e “necessario”, secondo Michela Vittoria Brambilla, presidente della Lega italiana per la Difesa degli Animali e dell’Ambiente, “individuare un giusto equilibrio tra l’esigenza di tutelare il benessere degli animali, ora uccisi senza stordimento nel rito islamico ed ebraico, e quella di salvaguardare la libertà religiosa”. La decisione “conferma una posizione della società che mira a evitare per quanto possibile ulteriori sofferenze agli animali anche durante la macellazione. Il risultato sottolinea inoltre che si può coniugare la libertà religiosa ed evitare sofferenze agli animali”, commenta Gianluca Felicetti, presidente della Lav. Secondo Ciwf Italia Onlus, “quella di ieri è una sentenza storica: la macellazione senza stordimento provoca grande sofferenze agli animali e ci auguriamo che l’Ue, anche con l’appoggio del nostro Governo, possa presto mettere fine a questa pratica introducendo l’obbligatorietà dello stordimento, così come richiede la sempre più crescente sensibilità dei cittadini nei confronti delle sofferenze degli animali”. Secondo un sondaggio condotto da Eurogroup for Animals in ottobre , i cittadini europei non vogliono vedere animali macellati ancora coscienti.

Su 24zampe: La Corte di giustizia Ue dice no al marchio “bio” per carni halal (2019)

  • Dario |

    Si può vivere senza uccidere.
    Uccidere è il nostro peccato originale
    l’immagine è terrificante

  • antonella |

    Condivido quanto scritto da Safran. E’ necessario pensare agli animali dall’inizio alla fine e tutelare il loro benessere. Purtroppo bisogna procedere a piccoli passi, e questo è un piccolo, forse piccolissimo, passo ma è sempre qualcosa.

  • Safran |

    Quella che a prima vista potrebbe anche sembrare una norma giusta e corretta per la salvaguardia dell’animale sembra risenta di un’ipocrisia di fondo…Insomma, forse prima di giungere a pensare a come uccidere prima della macellazione non potrebbe essere più corretto capire come migliorare innanzitutto le condizioni di vita dell’animale durante la sua esistenza? Non solo gli ultimi momenti?

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