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Animali macellati senza controlli sanitari, 6 arresti in Calabria

Macellavano animali senza controlli sanitari e le carni finivano nei piatti di ignari consumatori. Per questo motivo i carabinieri del Nas hanno eseguito un provvedimento cautelare con l’arresto del gestore di uno stabilimento di macellazione di Strongoli (Kr) e di un’impiegata amministrativa, hanno messo ai domiciliari quattro veterinari dell’Asp di Crotone, in servizio nei distaccamenti di Cirò Marina e Roccabernarda, e hanno sospeso dal servizio altri due. All’operazione “Fox” hanno partecipato oltre 100 Carabinieri del Gruppo Tutela Salute di Napoli e dei Comandi provinciali di Crotone, Cosenza e Reggio Calabria, con il supporto aereo di unità del Comando Carabinieri per la Tutela della Salute, sotto la direzione della Procura della Repubblica di Crotone. Sono stati sequestrati stabilimenti e allevamenti di animali per un valore di circa un milione di euro. Sono in corso anche perquisizioni – anche con l’utilizzo di droni – in 18 allevamenti delle province di Crotone, Cosenza e Reggio Calabria i cui titolari sono stati denunciati.

C’ERA CONSAPEVOLEZZA DEL COMPORTAMENTO ILLECITO

“Siete certi furbacchioni… tu ti vendi i vitelli, noi parliamo a telefono e poi… viene Gratteri!”. A parlare così, intercettato dai carabinieri, era uno dei veterinari rimasti coinvolti nell’operazione. La frase del medico, nella quale si fa riferimento a Nicola Gratteri, procuratore della Repubblica di Catanzaro,  secondo gli investigatori testimonia la consapevolezza del comportamento illecito tenuto. Tanto che, riferiscono gli stessi inquirenti, la sottolineavano puntualmente nel corso dei colloqui telefonici con gli allevatori, anche per far loro “pesare” l’interessamento speso. E così centinaia di capi tra bovini, suini ed ovi-caprini privi di qualsivoglia profilassi o certificazione sanitaria sono stati sezionati e le loro carni sono state in seguito vendute per finire sulle tavole di acquirenti ignari. Dalle indagini sarebbe emerso che i veterinari indagati avrebbero attestato profilassi anti-tubercolosi mai avvenute, alterato prelievi di sangue su suini per permettere la macellazione.

“TAROCCATI” I DATI DELL’ANAGRAFE ZOOTECNICA

Inoltre avrebbero fatto da intermediari nel traffico illecito di marche auricolari, spesso appartenute ad animali deceduti per malattia e successivamente apposte ad altri capi abusivi al fine di sanarne l’illecita posizione, o ancora l’inserimento e la revoca di false denunce di smarrimento di animali. Più in generale sarebbe stato documentato un utilizzo distorto dell’Anagrafe Zootecnica informatizzata, in cui venivano registrati dati completamente avulsi dalla realtà ed inseriti al solo fine di regolarizzare i traffici commessi dagli allevatori indagati. Gli indagati sono accusati, a vario titolo, di accesso abusivo a sistema informatico, falsità ideologica commessa da pubblici ufficiali in atti pubblici, ricettazione, abuso d’ufficio, omissione di atti d’ufficio, contraffazione di sostanze alimentari, commercio di sostanze alimentari nocive e diffusione di malattie infettive animali. I carabinieri hanno anche sequestrato lo stabilimento di macellazione e quattro allevamenti ad esso direttamente collegati, per un valore di oltre un milione.