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Un lupo avvelenato e impiccato in Calabria: “Barbaro e crudele”

Ancora un gesto plateale e crudele contro uno dei grandi predatori che sempre più popolano le nostre campagne e montagne. Ancora un lupo ucciso ed esposto sulla pubblica via, questa volta in Calabria. L’esemplare è stato ritrovato “avvelenato e impiccato” al cartello d’ingresso del comune di Marcellinara, alle porte di Catanzaro. I cittadini di passaggio che stamattina si sono trovati davanti l’orribile spettacolo hanno subito allertato le forze dell’ordine e sul posto sono arrivati i Carabinieri della stazione locale e i forestali. Forte la reazione animalista: i primi a intervenire quelli di Alleanza Popolare Ecologista (Ape): “La bestia umana che ha commesso questo efferato crimine – dice il presidente Rinaldo Sidoli – crede di intimidire con questo messaggio macabro. Si sbaglia, risponderà per animalicidio”, scrive chiedendo l’intervento del ministro dell’Ambiente Sergio Costa.

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LE REAZIONI DI APE, ENPA E LEGAMBIENTE

A stretto giro arrivano le dichiarazioni di Enpa, a nome della quale Carla Rocchi, presidente nazionale, sottolinea come si tratti di “un atto barbaro, crudele e intimidatorio. I responsabili devono pagare” e di Legambiente: “E’ un gesto orribile, che stride clamorosamente con gli sforzi compiuti in questi giorni proprio per permettere il recupero e la cura in natura di un lupo nel Parco nazionale della Sila. Tutto questo non fermerà gli sforzi che stiamo mettendo in campo con il progetto Wolfnet, anzi, ci spingerà a insistere con maggior impegno per promuovere un cambiamento culturale necessario per la tutela della fauna nell’areale appenninico” continuando a “collaborare con gli allevatori e le associazioni di categoria per risolvere i problemi che la convivenza con il lupo crea alle imprese sul territorio”. Enpa, ma tutti concordano, chiede una rapida “approvazione del Piano Lupo nazionale, senza uccisioni ma con strumenti stringenti per la tutela del lupo e del settore zootecnico”.

WWF: MEGLIO LA CALABRIA CHE SALVA I LUPI

A pochi giorni dalla “liberazione di un magnifico individuo di lupo che era stato investito su una strada della Sila, in Calabria, soccorso da un automobilista di passaggio e curato dai veterinari cosentini, un altro episodio, questa volta di matrice completamente opposta, ricorda quanto sia ancora lunga e difficile la battaglia per la convivenza tra l’uomo e il predatore”, scrive il Wwf Italia, che sul proprio sito si rifiuta di pubblicare le macabre foto del lupo impiccato preferendone una di un esemplare vivo in montagna. “Un altro lupo è stato rinvenuto, ormai morto, appeso ad un cartello stradale in territorio di Marcellinara (CZ), suscitando lo sdegno generale, specie di quanti, sui social, hanno potuto vedere il macabro spettacolo. Il Wwf stigmatizza con forza questo atto di pura barbarie” nel “territorio di Marcellinara, purtroppo non nuovo a simili episodi di crudeltà”, conclude una nota.