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Pimpa, il cane che ha ritrovato il meteorite di Capodanno

E’ anche grazie a una cagnetta meticcia di nome Pimpa se è stato ritrovato nel modenese il meteorite di Capodanno. Uno dei frammenti del bolide, ossia la meteora particolarmente brillante che alle 18.26 del primo gennaio è stata avvistata sul Nord Italia dalla rete di videocamere Prisma, coordinata dall’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf), lo ha individuato il ciclista 48enne Davide Gaddi su “indicazione” della compagna di passeggiate “a sei zampe”. Emiliano di Mirandola (Mo), noto per organizzare con i suoi viaggi in bicicletta raccolte fondi a scopo benefico, Gaddi era a spasso con Pimpa proprio in quella zona. Camminavano lungo l’argine del fiume Secchia, fra Ponte Pioppa e Ponte Motta, quando la cagnolina ha puntato una piccola pietra nera dall’aspetto curioso: “Avevo sentito la notizia del meteorite – ha detto Davide a Media Inaf,  notiziario online dell’Istituto nazionale di astrofisica – quando proprio da quelle parti ho visto il cane che puntava per terra. Lo fa sempre, ma insisteva proprio in quella zona lì e non capivo il perché. Allora ho dato un’occhiata, e ho trovato questo piccolo frammento di sasso nero che mi è subito sembrato strano”. Tornando all’auto, ha casualmente notato un altro pezzo: un ritrovamento eccezionale, un sassolino grande come una noce che ha 4,5 miliardi di anni. (nella foto Ansa sotto, i due frammenti ritrovati da Gaddi. Nella foto in alto, Pimpa e Davide nell’area del ritrovamento)

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QUANDO MI HANNO DETTO CHE AVEVAMO TROVATO UN METEORITE SONO RIMASTO DI STUCCO

Davide l’ha raccolto, l’ha messo con l’altro nel sacchetto che utilizza per le deiezioni del cane (“Ho poi scoperto che non andrebbe nè toccato nè messo nella plastica, bensì nell’alluminio”, ha detto a Rai3 Tg Leonardo) e li ha consegnati agli esperti. Quando gli hanno detto: “Lei ha trovato un meteorite”, c’è rimasto di stucco. Riconoscibili per la patina scura e gli angoli smussati, i frammenti sono stati trovati nella zona Disvetro-Rovereto sul Secchia (Modena), ai limiti dell’area indicata dai calcoli della rete Prisma (Prima Rete Italiana per la Sorveglianza sistematica di Meteore e dell’Atmosfera). Il ritrovamento, il primo reso possibile dalla rete, “conferma – rileva l’Inaf – la validità del metodo applicato e l’importanza del progetto Prisma per monitorare i bolidi che solcano i nostri cieli”. Alla rete Prisma, che con videocamere installate in Tutta Italia sorveglia il cielo 24 ore su 24, partecipano osservatori astronomici professionali e amatoriali, università, planetari, associazioni culturali, istituti scolastici e privati. Chi si imbattesse in un sasso anomalo, ricoperto da una patina scura e con gli angoli smussati, può segnalarlo inviando una foto a: prisma_po@inaf.it.