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Tutela biodiversità, la Cina vieta la pesca per 10 anni nello Yangtze


La Cina ha introdotto un divieto di pesca di 10 anni nelle aree principali del fiume Yangtze per proteggere la biodiversità nel fiume più lungo del Paese. Lo comunica il Ministero dell’Agricoltura e degli Affari Rurali. A partire da quest’anno, il divieto sarà osservato in 332 zone di conservazione nel bacino del fiume Yangtze e a partire dal 1° gennaio 2021 sarà esteso a tutti i corsi d’acqua naturali del fiume, lungo circa 6.500 km, e dei suoi principali affluenti. La pesca sarà inoltre vietata nei corsi d’acqua naturali dei grandi laghi collegati allo Yangtze, come il lago Poyang, il più grande del paese (nella foto Aly Song/Reuters sotto, colpito a fine 2019 da una grande siccità) e il lago Dongting, sempre per 10 anni a partire dal 1° gennaio 2021.

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DIVIETI DA ESTENDERE AGLI AFFLUENTI E AD ALTRI CORSI D’ACQUA

Secondo il ministero, i divieti di pesca saranno ulteriormente imposti ad altri corsi d’acqua naturali nel bacino del fiume Yangtze, la cui scala e lunghezza saranno soggette alla decisione delle autorità provinciali competenti in materia di pesca. La moratoria sulla pesca è considerata una iniziativa essenziale per combattere l’esaurimento delle risorse biologiche e il degrado della biodiversità nel fiume Yangtze, che da tempo soffre di attività umane come la pesca eccessiva, l’inquinamento e le dighe. Lo sostiene il viceministro dell’Agricoltura e degli Affari Rurali Yu Kangzhen. Il deterioramento biologico ha già ridotto le attività di pesca lungo il fiume Yangtze, che ora produce solo lo 0,32% del totale dei prodotti acquatici d’acqua dolce della Cina.

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I 280MILA PESCATORI COINVOLTI POTRANNO LAVORARE COME CONTROLLORI

Negli ultimi anni, il pescato annuale dello Yangtze è sceso a meno di 100mila tonnellate dalle oltre 420mila degli anni Cinquanta. Si stima che il divieto decennale riguardi più di 110mila pescherecci e quasi 280mila pescatori in 10 regioni provinciali lungo il fiume. Il ministero ha promesso di garantire servizi di previdenza sociale, sostegno finanziario e formazione professionale ai pescatori che devono trovare nuovi modi di vivere. Secondo Yu, per esempio, i pescatori – come Cha Juhua, 43anni (nella foto Aly Song/Reuters sopra) – che si trasferiscono sulla terraferma potrebbero lavorare come pattugliatori e protettori del fiume in qualità di membri della squadra che controlla il divieto di pesca. (nella foto Aly Song/Reuters sotto, un villaggio di pescatori sul lago Poyang, a Jiujiang)

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  • Dario |

    Sono davvero messi bene…

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