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Caccia, il Governo diffida la Regione Lombardia sui richiami vivi

La Presidenza del Consiglio dei Ministri, attraverso il Ministero per gli Affari regionali e su proposta del Ministero dell’Ambiente, ha diffidato la Regione Lombardia per la delibera che autorizza la cattura con le reti di 12.700 piccoli uccelli per cederli ai cacciatori ai fini di richiamo vivo per la caccia. La Regione entro 15 giorni dovrà adeguare le deroghe adottate in violazione delle legge 157 del 92, della direttiva europea 147 del 2009. Decorso tale termine il Cdm potrà disporre l’annullamento della delibera, approvata il 31 luglio scorso dalla giunta di centrodestra. “La Lega non deve interpretare le leggi, deve rispettarle e se non ne sono capaci ci pensiamo noi”, commenta il consigliere lombardo dei 5 Stelle, Simone Verni. Protestano anche Enpa, Lac, Lav, Lipu e Wwf Italia: “Se anche un solo uccello sarà catturato chiederemo la riapertura immediata della procedura d’infrazione”.

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PROTESTANO GLI ANIMALISTI: PRONTI A DENUNCIARE ALLA COMMISSIONE UE

Che “è stata chiusa ma certamente non archiviata dalla Commissione europea, alla quale abbiamo già inviato una dettagliata denuncia. Così come saremo costretti a chiedere conto dei danni arrecati alla biodiversità ed ai cittadini, anche con una denuncia alla Corte dei Conti”, scrivono le associazioni. La cattura di uccelli selvatici da utilizzare come richiamo nella caccia da appostamento, infatti, è stata oggetto di procedura di infrazione comunitaria  per la violazione della Direttiva “Uccelli” del 1979. Infine, Verni “ringrazia la Presidenza del Consiglio e il Ministero dell’Ambiente per il celere operato e il deputato Cristian Romaniello per aver seguito con impegno la vicenda. I cittadini sappiano che se Regione Lombardia non ritirerà la delibera in autotutela, entro il 15 ottobre, potrà farlo d’imperio la Presidenza del Consiglio per evitare un’infrazione miliardaria che colpirebbe tutti gli italiani”, aggiunge.