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Sardegna, incendio a Siniscola: morti decine di animali d’allevamento

AGGIORNAMENTI DEL 30 LUGLIO 2019

MILLE ETTARI BRUCIATI, CAVALLI E OVINI UCCISI

Circa mille ettari di terreno andati a fuoco con coltivazioni di mirto, ulivi e pascoli con pecore, cavalli e altri animali uccisi dalle fiamme, ma anche case rurali, trattori, attrezzature, capannoni e foraggio per l’alimentazione del bestiame bruciati. E’ il primo bilancio tracciato dalla Coldiretti dei danni provocati dal grave incendio nell’agro di Siniscola in provincia di Nuoro in Sardegna dove la Protezione civile ha emanato una nuova allerta di pericolo alto per incendi boschivi a causa del caldo e del vento. Gli allevatori, sottolinea la Coldiretti, hanno messo a repentaglio la propria incolumità per salvare il bestiame ma nulla si è potuto contro la violenza del fuoco. Un’emergenza grave che ha fatto scattare la solidarietà degli agricoltori della Coldiretti che invieranno foraggio per garantire l’alimentazione degli animali scampati all’incendio. La Coldiretti è impegnata nell’immediato ad aiutare le aziende e a monitorare la situazione in modo di avere un quadro più completo delle perdite e avanzare proposte dettagliate alle Istituzioni per affrontare un disastro ambientale oltre che economico.

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LA TRISTE STORIA DEL PONY DI MURTAS ARTAS

La Nuova Sardegna di oggi, segnala un lettore di 24zampe, pubblica la storia di un pony rimasto vittima dei roghi di domenica. A Murtas Artas, nell’agro di Siniscola, un cavallino di famiglia è lo sfortunato protagonista di un triste episodio: l’animale, regalato da Simona Loi alla figlia dieci anni fa, è stato coinvolto dalle fiamme ma non è riuscito ad allontanarsi. La foto sotto, scattata dal fratello della proprietaria del frutteto, ritrae il pony dopo l’incendio, ancora vivo ma quasi immobile e semicarbonizzato. “Muoveva appena la testa ma non aveva più gli occhi”, scrive il quotidiano sardo, “è stato necessario abbatterlo per l’impossibilità di curarlo e porre così fine alle sue sofferenze”.

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L’incendio che dalla tarda sera di ieri sta colpendo il territorio di Siniscola, provincia di Nuoro in Sardegna, sta provocando un nuovo disastro ambientale e a livello economico sta mettendo in ginocchio diverse aziende agricole con decine di animali morti, pascoli, strutture, fienili, trattori e altre attrezzature trasformate in cenere dalle alte fiamme. E’ la denuncia della Coldiretti. Tra le colture coinvolte anche la ‘pompia’, l’agrume raro tipico di questa zona, sulla costa nord orientale della Sardegna. “Sono i primi e provvisori dati che stiamo raccogliendo dalle aziende agricole – commenta il presidente di Coldiretti Nuoro Ogliastra Leonardo Salis -. Gli allevatori hanno messo a repentaglio la propria incolumità per mettere in salvo il bestiame ma nulla si è potuto contro la violenza di questo incendio che ha devastato colture, provviste e tutto ciò che ha trovato davanti. Un’ennesima pesante perdita per le aziende agricole che, nonostante il pronto intervento delle squadre antincendio, si ritrovano impotenti davanti alla perdite del proprio lavoro. E’ fondamentale fare una ricognizione dei danni subiti per ristorare gli agricoltori. Nell’immediato – conclude Salis – è necessario intervenire per garantire acqua e corrente elettrica fondamentali in questi giorni caldi per animali e piante”. (Ansa)

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AGGIORNAMENTO DELLE 23.40 – MILLE ETTARI IN FUMO

La superficie bruciata ammonta a circa mille ettari ed è molto frastagliata, visto il maestrale fortissimo che ha fatto propagare il fuoco a macchia di leopardo, rendendo difficilissime le operazioni di contrasto. Centinaia gli animali morti carbonizzati nelle stalle e negli ovili. L’incendio è partito nell’immediata adiacenza della 131 Dcn, al Km 87, ha travalicato la strada e si è spostato sul lato opposto interessando la località di Murtas Altas, a sud della zona industriale di Siniscola, dove ci sono numerose aziende di piccola dimensione e sparse per tutto il bosco”. “Una situazione – ha spiegato il comandante dei Vigili del fuoco – che ci ha messo in difficoltà durante le operazioni di evacuazione, alcune delle quali portate avanti dal sindaco Pierluigi Farris, che ci ha guidato in tutti i fabbricati per trarre in salvo lavoratori e anziani della zona”. Una scena da apocalisse quella che si è presentata davanti alla macchina dei soccorsi. “Abbiamo tratto in salvo molte persone che erano all’interno delle loro case di campagna, persone disperate che non volevano abbandonare i loro animali, che per alcune famiglie sono l’unica fonte di sostentamento. In una situazione difficilissima come quella che abbiamo vissuto, nonostante la devastazione ambientale e lo strazio di vedere gli animali bruciati, ci possiamo considerare soddisfatti per il fatto che non c’è stata nemmeno una vittima”. Già domani le aziende agricole colpite riceveranno camion di foraggio per far fronte all’alimentazione degli animali sopravvissuti.

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