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Le 8 tigri del domatore ucciso da 13 giorni nella stessa gabbia di 20 mq

“E’ inaccettabile che le otto tigri di Weber siano ancora a Fasano nello stesso camion che le ha portate lì 13 giorni fa”, sequestrate e trasferite allo Zoo Safari del brindisino dopo che quattro di loro hanno ucciso il domatore che le stava addestrando il 4 luglio a Terlizzi (Bari). Lo dichiara l’associazione Lav, proprio il giorno dopo “l’accorato l’appello della signora Loredana Vulcanelli, vedova di Ettore Weber e legittima ereditaria degli animali, a non sopprimere Sultan, la tigre ritenuta causa della morte del domatore”. Gli antivivisezionisti, rilevando il dissequestro degli animali, rinnovano l’offerta, fatta nei giorni scorsi con l’olandese Aap, di portare gli otto felini in Spagna, al Centro Primadomus, specializzato in animali esotici e pericolosi.

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IN SPAGNA GLI ANIMALI POTREBBERO VIVERE IN SPAZI ADEGUATI E NON SFRUTTATI

“E’ ora che chi ne ha il potere decida della sorte di questi animali”, incalza la Lav: “Nonostante il dissequestro, tutti sono ancora in un’area dello Zoo Safari Park di Fasano all’interno del camion che li ha condotti lì, in una gabbia di soli 20 mq”. “A quanto ci risulta – continua – il mantenimento degli animali è ancora a carico dello Zoo, nonostante la disposizione del giudice e quindi l’effettivo ritorno alla proprietà (e responsabilità) della famiglia Weber”, alla quale ora l’associazione si rivolge. Al Centro Primadomus, ribadisce Lav, tutte le 8 tigri “potranno vivere in spazi adeguati, non sfruttati da alcun essere umano e finalmente liberi da una vita di umiliazioni e ridicolizzazioni”.

  • Paperino |

    Sfruttamento e cinica indifferenza sono, in parte, strettamente collegati al vegan, mi riferisco a ciò che riguarda la nostra smodata alimentazione. Tante volte scriviamo, urliamo, critichiamo ma siamo davvero pochi, servirebbe qualcosa di grandemente costruttivo che, secondo me, dovrebbe arrivare da un lato dalla GDO e dall’altro da un grosso martellamento dei media. Scegliere vegan al supermercato è piuttosto costoso, quasi di nicchia, poco diffuso e non sempre ben visibile. Se ci fossero tanti reparti ovunque e se i derivati animali costassero di più e se ci fosse una pubblicità costante…. ma sono già troppi “se”!

  • antonella |

    Il rispetto e la dignità degli animali va al di là del “vegan”. Qui si tratta veramente di pensare agli animali come esseri viventi e non come oggetti. E’ lo sfruttamento che non va bene, sia del regno animale che di quello vegetale. E’ l’indifferenza, la miopia dell’uomo il grande problema.

  • Caterina |

    Vergogniamoci di quanto siamo capaci – in nome di una tanto presunta quanto assurda “superiorità di specie” – di sfruttare crudelmente e seviziare ignobilmente delle creature innocenti che sono nate x essere libere di vivere la loro vita proprio come ciascuno di noi. Rispettiamo la vita di tutti e proteggiamo i più indifesi. Scegliamo vegan

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