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A Pamplona tornano le corse con i tori e 8 giorni di corride

AGGIORNAMENTO DEL 9 LUGLIO 2019 – NIENTE FERITI OGGI

Terza corsa con i tori a Pamplona, nel nord della Spagna, oggi senza notizie di feriti (nonostante il ragazzo incornato alla gamba sia stato fotografato proprio stamattina). Un forte temporale che ha colpito la zona, riferiscono le agenzie internazionali, ha costretto gli organizzatori a cancellare le corride previste per la serata di ieri nell’arena cittadina. (foto Susana Vera/Reuters)

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AGGIORNAMENTO DELL’8 LUGLIO 2019 – CINQUE FERITI ANCHE IL SECONDO GIORNO

Anche il secondo giorno di corse di tori a Pamplona, in Spagna, lascia cinque persone ferite, di cui una più grave a causa di un’incornata. Due uomini e una donna sono stati ricoverati in ospedale con ferite alla testa o contusioni gravi, un altro è stato curato per contusioni lievi e il quinto, nonostante l’incornata, non ha bisogno di cure ospedaliere.

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AGGIORNAMENTO DEL 7 LUGLIO 2019 – CINQUE IN OSPEDALE DOPO IL PRIMO “ENCIERRO”

A Pamplona, in Spagna, la prima corsa con i tori di stamane ha provocato i primi feriti: due uomini hanno subito un trauma cranico dopo essere stati travolti dagli animali, un terzo è stato incornato a una gamba con una prognosi meno grave. Altri due sono stati ricoverati. Lo riferiscono i media spagnoli. Il primo “encierro” è durato appena due minuti e quaranta secondi e ha trasformato le strade di Pamplona “in una zona di guerra”, secondo la descrizione data da El Mundo. (foto sopra e sotto Afp)

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POST DEL 6 LUGLIO 2019

Come ogni anno tornano a Pamplona le migliaia di appassionati delle corse con i tori, che ieri hanno riempito la piazza principale della cittadina del nord della Spagna vestiti con t-shirt bianche e pantaloni macchiati dal vino che scorre a fiumi. Un petardo, detto “chupinazo”, a mezzogiorno ha dato il via al festival di San Fermin. La folla ha ballato e sventolato i tradizionali fazzoletti rossi con l’immagine del santo patrono locale ma per i tori e per gli amanti degli animali c’è poco da festeggiare. Da oggi, ogni mattina alle 8 per otto giorni i tori appositamente allevati inseguono una folla di corridori, non senza incidenti, in un tratto di circa 800 metri tra vicoli pavimentati in pietra e strade strette, per concludere la corsa nell’arena cittadina dove si tiene la corrida.

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LA MANIFESTAZIONE ANIMALISTA E’ DIVENTATA ANCH’ESSA “UNA TRADIZIONE”

Il milione di persone che partecipa al festival ogni anno – cantato anche da Ernest Hemingway – apporta un notevole contributo all’economia locale ma alimenta altrettanto abbondantemente il dibattito sul rispetto dei diritti degli animali. Venerdì una manifestazione internazionale, diventata anch’essa tradizione del festival, è sfilata per le vie della città per denunciare la crudeltà del San Fermin. Ma il governo spagnolo negli anni scorsi ha blindato con una legge, dichiarando la “fiesta” bene culturale nazionale, mettendola così al riparo da possibili spinte abolizioniste. (nelle foto Reuters e Afp la corrida di ieri pomeriggio, la manifestazione animalista di venerdì e i festeggiamenti di piazza)

</span></figure></a> Revellers celebrate during the opening of the San Fermin festival in Pamplona, Spain, July 6, 2019. REUTERS/Jon Nazca
Revellers celebrate during the opening of the San Fermin festival in Pamplona, Spain, July 6, 2019. REUTERS/Jon Nazca
  • Carmen Palombino |

    Una barbara tradizione medievale che si sarebbe già estinta come tante altre se non ci fossero turisti idioti che l’alimentano.

  • Paperino |

    “Bene culturale nazionale “, è proprio vero che non ćè limite al peggio…
    Io li metterei uno per volta in un recinto pieno di tori.

  • Cristina |

    Vergogna spagnoli

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