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Cane abbandonato in casa a Milano: Comune risarcito per “cure e tutela”

Il Comune di Milano ha ottenuto un risarcimento dal tribunale come “ente titolare di pubbliche funzioni in materia di convivenza tra uomo e animale”, in un processo penale per l’abbandono del cane lupo cecoslovacco Randall. Per aver lasciato Randall per giorni in un appartamento in condizioni terribili, senza cibo né acqua, tra escrementi e urina, il giudice ha condannato il proprietario ad un’ammenda ma soprattutto per la prima volta ha riconosciuto un risarcimento (2.200 euro) all’amministrazione comunale. A processo è finito un cinese di 23 anni che nell’estate di due anni fa ha tenuto il lupo cecoslovacco di un anno e mezzo “in condizioni incompatibili con la sua natura”: Randall era chiuso in casa “in un ambiente maleodorante e poco igienico” mentre il vero proprietario dell’animale se ne era tornato in Cina.

L’UFFICIO TUTELA ANIMALI SI E’ PRESO CURA DI RANDALL PER 3 MESI, RIEDUCANDOLO

L’Ufficio tutela animali di Milano, dopo le segnalazioni e le lamentele dei vicini, è intervenuto con la Polizia locale e poi per tre mesi si è preso cura dell’animale, lo ha rimesso in salute e lo ha aiutato con corsi di “riavvicinamento” nel rapporto animale-uomo. Infine ha chiesto e ottenuto di essere parte civile nel processo. Nell’atto di costituzione, il Comune ha chiarito di essere un ente che si occupa della “protezione e della tutela del benessere, della salute e della dignità degli animali d’affezione”. Con la sentenza Randall è stato assegnato ad una persona che per 7 volte è andata ad incontrarlo nel canile.

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AGGIORNAMENTO DEL 9 APRILE 2019 – LE MOTIVAZIONI DELLA SENTENZA

Il Comune di Milano ha subito danni patrimoniali ed anche “all’immagine pubblica”, perché è “titolare di pubbliche funzioni in materia di convivenza tra uomo e animale e di tutela della salute e della dignità degli animali d’affezione”. Così il giudice Mauro Gallina del Tribunale milanese ha motivato il risarcimento concesso, a fine marzo scorso, all’amministrazione comunale e a carico del condannato in un processo penale per l’abbandono di un cane lupo cecoslovacco, ‘Randall’. Per il giudice il cane ha subito uno “stato di grave patimento” e manifestava tutta la sua sofferenza con “gemiti” incessanti, tanto da allarmare il “vicinato”. La sentenza ‘pilota’ della settima penale ha quindi condannato il proprietario del cane ad un’ammenda di 4 mila euro, ma soprattutto per la prima volta ha riconosciuto un risarcimento (2.441 euro) all’amministrazione comunale, rappresentata dall’avvocato Marco Dal Toso. Per il giudice, come si legge nelle motivazioni del verdetto, il Comune ha “visto frustrati i propri scopi statutari, con conseguente detrimento del prestigio dell’istituzione e dell’immagine pubblica” e “il contegno criminoso” del condannato ha “determinato il Comune ad assumersi numerose voci di spesa per la cura e la custodia dell’animale”.