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Tre eccellenze veterinarie italiane premiate da Msd Animal Health

Una sessantina di progetti veterinari sono stati messi in competizione per individuare tra loro i più efficaci nel coniugare tradizione e innovazione in un’ottica “one health”, cioè attenta alla salvaguardia non solo della salute animale ma anche a quella dell’uomo. I tre vincitori nelle categorie “Cura degli animali da compagnia”, “Allevamento sostenibile” e “Salute di tutti” sono stati scelti tra i 59 che hanno aderito al bando di concorso del MSD Animal Health Community Award, organizzato dall’azienda leader mondiale nella prevenzione veterinaria. Il premio, alla prima edizione, è stato assegnato a Parma giovedì scorso.

CURA DEGLI ANIMALI DA COMPAGNIA (20 partecipanti)

Per la categoria riservata alla cura dei pets, il primo premio è stato assegnato a Matteo Zanfabro, giovane medico veterinario neolaureato all’Università di Parma. “Il suo progetto, intitolato ‘3D veterinary printing’ – spiega l’organizzatore in una nota -, mette la tecnologia della stampa 3D a disposizione dell’intervento clinico e della ricerca didattica. L’obiettivo del progetto, infatti, è capire come la tecnologia 3D può migliorare la cura degli animali sia nella diagnostica pre-operatoria sia nella fase di intervento chirurgico, garantendo una maggiore sicurezza all’animale da curare ma anche un potenziale risparmio economico alle strutture veterinarie che ospitano gli interventi”. (nella foto sopra una protesi stampata in 3d per la zampa di una poiana di Harris, sotto Zanfabro)

zanfabro

ALLEVAMENTO SOSTENIBILE (16 partecipanti)

Qui ad aggiudicarsi il primo posto è stato Gilberto Mancin, medico veterinario della provincia di Novara, con un progetto intitolato “Valorizzazione delle risorse agronomiche al servizio dell’allevamento della capra da latte”. “Il progetto di Mancin è riuscito ad individuare soluzioni che permettessero ai piccoli-medi allevamenti di continuare ad esistere risparmiando sui costi e valorizzando le risorse agronomiche del territorio. Mancin, infatti, ha inventato la prima ‘filiera mangimistica a KM 0’, autoproducendo il mangime per le proprie capre da latte e migliorando la redditività dell’impresa in un’ottica di economia circolare. Inoltre, l’adozione di ricercate tecniche per destagionalizzare la riproduzione delle capre, sta permettendo all’allevamento di fornire una produzione più costante di latte di capra, un alimento sempre più richiesto dai consumatori”. (nella foto sotto Mancin mentre effettua diagnosi di gravidanza sulle alpaca)

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SALUTE DI TUTTI (23 partecipanti)

Nell’ultima categoria ha ottenuto il primo premio il progetto di Miriam D’Ovidio dal titolo “Arcabimbivet: il piccolo veterinario”. “Il progetto prevede l’organizzazione di corsi dedicati ai bambini, che hanno un duplice obiettivo: da un lato, agevolano il loro avvicinamento al mondo animale (in particolare: asini, capre, cani e cavie) per vincere paure e resistenze, dall’altro aiutano i bambini ad affrontare il rapporto con il proprio medico senza timore. Giocando a fare ‘i piccoli veterinari’, infatti, i bambini prendono confidenza non solo con gli animali ma anche con gli strumenti che il medico utilizza durante le visite e che spesso sono simili a quelli usati dai pediatri”. (nella foto sotto D’Ovidio)

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