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L’Italia non applica le norme Ue sul passaporto dei cavalli

L’Italia deve ancora applicare pienamente le norme Ue sul passaporto dei cavalli, approvate in seguito alla frode delle carni equine spacciate come bovine e finite in preparati venduti in tutta Europa nel 2015. Le norme servivano soprattutto per impedire che carni non adatte al consumo umano, per esempio di cavalli da corsa a fine vita, finissero nella catena alimentare. E’ quanto emerge dalla relazione di un audit condotto dalla Commissione europea in Italia nel febbraio 2018 per valutare il monitoraggio nazionale sui residui di medicinali veterinari, pesticidi e contaminanti negli animali vivi e prodotti animali. Nonostante le norme Ue sul passaporto equino non siano pienamente applicate, il giudizio della relazione sul sistema dei controlli italiano è tuttavia in generale positivo. Questo grazie a una “guida documentata e informazioni nei macelli” che “diminuiscono il rischio che gli equini non idonei al consumo umano entrino nella catena alimentare”. (Ansa)