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Almeno 40 (ma forse di più) i cani avvelenati nell’Agrigentino, minacciato il sindaco

AGGIORNAMENTO SU 24ZAMPE

INDAGANO I CARABINIERI SULLA STRAGE DI RANDAGI: UTILIZZATO UN POTENTE INSETTICIDA AGRICOLO

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AGGIORNAMENTO DEL 19 FEBBRAIO – COMUNE DI SCIACCA: “I CANI MORTI SONO 25, ADDOLORATI E SCONVOLTI”

In un tweet indirizzato a 24zampe, il Comune di Sciacca precisa il numero degli animali morti, annuncia di essersi costituito parte civile e si dice addolorato dall’accaduto. Ecco il testo: “Al momento il numero accertato ufficiale è di 25, ma non fa differenza rispetto alla condanna del gesto. Anche l’uccisione di un solo cane sarebbe stata grave. Proprio in queste ore ci siamo costituiti parte civile, la tragedia ci lascia sconvolti e addolorati”.

sciacca

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AGGIORNAMENTO DEL 19 FEBBRAIO IN CODA – ENPA: ANNULLARE IL PASSAGGIO DEL GIRO D’ITALIA A SCIACCA

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AGGIORNAMENTO DEL 19 FEBBRAIO 2018 IN CODA – LAV: PRESIDENTE MUSUMECI APPLICHI PROTOCOLLO RANDAGISMO

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POST ORIGINALE

A Sciacca, nell’Agrigentino, almeno 40 randagi sono morti per aver ingerito cibo avvelenato lasciato per strada. I volontari delle Sezioni Enpa di Catania e Adrano (Catania), in collaborazione con la Sezione di Agrigento, sono intervenuti nell’area di capannoni dismessi e hanno trovato rifiuti, materiale di risulta – tra cui Eternit – e, purtroppo, altre esche avvelenate. Sul posto sono intervenuti l’Azienda sanitaria provinciale e la Polizia municipale, che poi hanno inviato al sindaco una relazione sugli avvelenamenti che sarebbero almeno 40 (per alcuni animalisti anche il doppio). Le persone dell’Enpa intervenute hanno poi avvistato altri animali liberi nella zona, una ventina circa, ma non è stato possibile metterli in sicurezza. La vicenda, oltre alle associazioni ambientaliste, allarma la politica.

POLITICI E ANIMALISTI IN ALLERTA

Il presidente dell’Assemblea regionale siciliana, Gianfranco Miccichè, vuole istituire una commissione parlamentare che studi il fenomeno del randagismo, mentre il sindaco di Sciacca, Francesca Valenti, stamane è stata denunciata dall’associazione Aidaa per violazione della legge 281/91 in quanto “primo responsabile per il benessere dei randagi presenti sul territorio comunale e della loro salute ed incolumità”. Le stesse conclusioni alle quali è giunta anche Carla Rocchi, presidente della Protezione animali: “Chiediamo alle autorità e alle istituzioni di intervenire con la massima urgenza, ciascuna per le proprie competenze. Se a fronte di tali inadempienze nelle prossime ore altri cani dovessero perdere la vita per i bocconi avvelenati riterremo il sindaco personalmente responsabile di queste morti”. Un’ammissione di responsabilità arriva da Gabriella Giammanco, portavoce di FI in Sicilia: “Da siciliana mi spiace dirlo ma della strage è responsabile tutta la politica, nei suoi diversi livelli istituzionali. Da sempre in Sicilia nessun amministratore, regionale o comunale, ha mai preso in seria considerazione il problema della tutela dei tantissimi cani che stanno sul territorio o che, al massimo, vengono rinchiusi in canili fatiscenti simili a lager per queste povere creature!”.

MINACCIATA LA SINDACA VALENTI

Le tante voci alzatesi contro il sindaco hanno purtroppo anche prodotto le minacce che la Valenti ha ricevuto su Fb: al primo cittadino e ai suoi figli viene augurata la morte, al pari di quella patita dai cani randagi avvelenati. Immediata la solidarieta delle istituzioni. Sulla questione interviene anche Michela Vittoria Brambilla, presidente del Movimento animalista e di Leidaa: “Se davvero si vogliono impostare misure immediate e risolutive contro il randagismo dilagante in Sicilia, è indispensabile richiamare alle proprie responsabilità i soggetti cui le leggi vigenti affidano compiti evidentemente disattesi: i prefetti, i sindaci, le aziende sanitarie (Asp)”. Secondo l’amministrazione sono circa 270 mila euro i soldi annualmente impegnati dal Comune di Sciacca per la cattura e la custodia in strutture private di animali pericolosi. Grazie alla disponibilità di veterinari volontari, il Comune ipotizza di realizzare un ricovero in una struttura comunale. L’Asp ha annunciato da oggi l’impiego a Sciacca di quattro veterinari per tre giorni alla settimana.

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AGGIORNAMENTO DEL 19 FEBBRAIO 2018 – LAV: PRESIDENTE MUSUMECI APPLICHI PROTOCOLLO RANDAGISMO

Lav sta predisponendo una denuncia contro ignoti e sollecita indagini accurate affinché i responsabili – per i quali il Codice penale prevede una pena fino a due anni – siano individuati, fermati nei loro propositi “killer” e assicurati alla giustizia. “In considerazione della estrema gravità di questa strage e dei rischi per altri animali, ma anche per le persone, chiediamo al Prefetto di convocare subito il Comitato provinciale per la sicurezza con tutte le forze di polizia per controlli speciali su rivenditori di sostanze potenzialmente velenose e nelle zone più a rischio”, dichiara Ilaria Innocenti. Inoltre Lav sollecita il Presidente della Regione Musumeci ad attuare subito il Programma contro il randagismo da lui firmato per le elezioni del novembre scorso.

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AGGIORNAMENTO DEL 19 FEBBRAIO – ENPA: ANNULLARE IL PASSAGGIO DEL GIRO D’ITALIA A SCIACCA

Annullare il passaggio del Giro d’Italia attraverso la città di Sciacca, programmato nella quinta tappa della corsa ciclistica. E’ quanto chiede la presidente nazionale di Enpa, Carla Rocchi, al direttore del Giro, Mario Vegni. Un gesto di grande e profonda sensibilità che – spiega Rocchi – sarebbe apprezzato dalla stragrande maggioranza degli italiani. La richiesta di Enpa, intervenuta ieri sul luogo del massacro, nasce dall’indifferenza finora ostentata dal Comune alle richieste dell’associazione di contrastare l’emergenza randagismo con misure di prevenzione che garantiscano la tutela degli animali e che, secondo Enpa, è alla base dei ripetuti avvelenamenti verificatisi qui anche in passato. A Sciacca, denuncia Enpa, ancora “nulla di certo è dato sapere né sulla bonifica dei luoghi né sul recupero dei cani sopravvissuti. Nulla, insomma, sembra scuotere il Comune dal torpore”.

  • Guido Minciotti |

    Non credo che, in quanto reato, spetti al sindaco punire chi abbandona un cane. Di sicuro la legge pone in capo al primo cittadino la responsabilità di quel cane randagio che vive sul territorio comunale. Grazie di leggere 24zampe saluti gm

  • annella |

    Il dovere di ogni sindaco dovrebbe essere anche punire chi li abbandona, non scarichiamo sempre la colpa sulle istituzioni!

  • Gianni |

    Ho letto che il sindaco si preoccupa ora anche dell’immagine del suo paese. E prima di questa mattanza? Tutti quei poveri randagi non costituivano un suo problema? Sterlizzazioni e rifugi dove accoglierli e dare loro le giuste cure? Questo dovrebbe essere il dovere di ogni sindaco non una scelta, o sbaglio???

  • Francesca |

    Mi sembra di leggere di avvenimenti tremendi che accadono in un paese del “quarto mondo”…Dove si vedono poveri animali randagi, soli e abbandonati a se stessi, indifesi, in balia poi…anche di “esseri” vigliacchi e crudeli. Quanta vergognosa inciviltà.

  • Paperino |

    E finalmente! Penso sia una soluzione presente nell’immaginario collettivo di quasi tutti! Sinceramente anch’io è la prima volta che ne leggo. Grazie

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