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“Cosa fai a Capodanno?”. “Dormo”: sono tanti e diversi gli animali che vanno in letargo

“Cosa fai a Capodanno?”, “Resto a letto a dormire”. Scampoli di conversazione uditi in questi giorni e che descrivono una realtà che riguarda anche alcuni animali. Quelli che vanno in letargo: ghiri e orsi polari ma anche merluzzi antartici, chiocciole e coccinelle. Per sopravvivere al freddo, al gelo e alla neve, alcuni animali hanno adottato speciali strategie, alcune sorprendenti e probabilmente utili anche per la ricerca medica, osserva il Wwf. Nella lista dei “dormiglioni” ci sono poi pipistrelli, api, moscerini, testuggine terrestre, vipera degli orsini e il driomio, simile al ghiro e tuttora minacciato dal bracconaggio perchè utilizzato per ricette locali. Tra gli anfibi nostrani, l’associazione ambientalista cita il tritone alpino, una specie molto rara che sopravvive nei fontanili di alta montagna, o l’ululone dal ventre giallo, tipico delle zone umide. Quest’ultimo produce nel sangue un antigelo naturale, simile al glucosio che ne abbassa la temperatura di congelamento. L’unico uccello al mondo che va in letargo è il succiacapre di Nuttall. Con un eccesso di freddo (ma lo fa anche col troppo caldo) questa specie si iberna aspettando condizioni migliori. Questi animali, grazie a speciali adattamenti, degni della più sofisticata bio-ingegneria – rileva il Wwf – trascorrono i mesi più difficili dell’inverno sospendendo (la temperatura corporea del succiacapre passa da 41 gradi a meno di 20) o riprogrammando molte delle funzioni fisiologiche. E “Buon anno” se lo dicono a primavera.