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Agenda animale, gli appuntamenti del weekend del 18-19 novembre 2017

Per segnalazioni scrivere a 24zampe@ilsole24ore.com o a twitter@24zampe

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EXPO CANINA, GENOVA, FINO A DOMENICA 19 NOVEMBRE 2017

Quattromila cani in esposizione per un triplo appuntamento alla Fiera di Genova, da oggi a domenica 19 novembre. Il Liguria Dog Show infatti vede insieme l’Expo Internazionale Canina di Genova, l’Expo internazionale di Sanremo, l’Expo Nazionale di Albenga e ben sette raduni di razza, tutto organizzato da Gruppo Cinofilo Genovese, Sanremese e Ingauno con il patrocinio di Regione Liguria, Comune di Genova, e Citta Metropolitana. I ring sono allestiti nel padiglione Blu, oltre il 20% dei cani proviene dall’estero, moltissimi dalla vicina Francia. Questi sono numeri che rafforzano l’evento di Genova, ai primi posti in Italia tra le centinaia di expo canine organizzate da nord a sud. Oltre ai dieci gruppi di classificazione ci sono tutto il giorno dimostrazioni di protezione civile, polizia di stato, agility-dog, dog-dancing, mondioring ed addestramento. Ogni pomeriggio i Best in Show. Raduni di razza sabato mattina a partire dalle ore 9: raduno delle razze da Compagnia, raduno del Cane Corso, raduno Border Collie, raduno del Pastore Svizzero Bianco, raduno dei Segugi maremmani e Segugi dell’appennino, raduno Schnauzer e Pinscher e raduno Dalmata. Trenta i giudici internazionali, per metà italiani e metà stranieri, stand, manifestazioni collaterali. Ingrasso a pagamento, info qui.

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BATTESIMO DI PESTO, GENOVA, SABATO 18 NOVEMBRE 2017

Sabato 18 novembre si festeggia il “battesimo” di Pesto, il cucciolo di foca nato lo scorso 13 agosto all’Acquario di Genova e il cui nome è stato scelto attraverso un sondaggio tra i fan della pagina Facebook. Pesto è entrato nella vasca espositiva, dove nuota insieme alle altre foche tra cui mamma Luna, nonna Tethy e Baffo, il maschietto nato nell’estate 2016. “Un’occasione per sensibilizzare il pubblico alla necessità di conservazione di un’altra specie di foca, la foca monaca (Monachus monachus), uno dei mammiferi marini a più alto rischio di estinzione del mondo, e per presentare le speciali iniziative dell’Acquario in onore di Pesto”, spiega una nota. Tutte le info qui.

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CINOFILIA, VERONA, DOMENICA 19 NOVEMBRE 2017

“Cani che hanno naso” inizia come un gioco ma può trasformarsi in un’attività socialmente utile. Una dimostrazione di ricerca di persone fornita dalle Unità Cinofile Diade è prevista per domenica 19 novembre dalle 10 alle 13 al LiveDog Park di Verona, in località Bassona. La partecipazione è gratuita e i proprietari potranno mettersi alla prova insieme al loro cane nella ricerca dei figuranti nascosti. Diade è un’associazione di unità cinofile di soccorso iscritta al Coordinamento Veneto di Protezione Civile. La preparazione delle unità cinofile consente di ottenere il brevetto per la ricerca di dispersi in superficie o su macerie. Diventare Unità Cinofila di Ricerca LiveDog Diade significa dunque rendersi socialmente utili insieme al proprio cane partendo dall’approfondimento della relazione con il proprio amico a quattrozampe attraverso il divertimento e il gioco. Nel percorso di formazione sono previste lezioni teoriche per l’apprendimento delle nozioni tecnico-scientifiche di base e sessioni pratiche nei ranghi dell’Associazione Diade, in cui la coppia cane-proprietario acquisirà competenze nel ritrovamento e nella segnalazione dei dispersi. Al termine della formazione pratica si potranno sostenere gli esami di operatività per la ricerca in superficie e su maceria organizzati dal Coordinamento Regionale Veneto delle Unità Cinofile di Protezione Civile.

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MOSTRA FOTOGRAFICA, ROMA, FINO AL 7 GENNAIO 2018

Al Museo Pietro Canonica di Villa Borghese a Roma un’esposizione fotografica dal titolo “Muli e conducenti! Tutti presenti! 1872-1991: il legame tra muli e alpini attraverso 120 anni di storia”, organizzata dall’Associazione “Amici dell’Arte Felice” di Gorizia. La mostra, che dura fino al 7 gennaio prossimo, narra le gesta del “poderoso quadrupede” che ha sì accompagnato gli alpini fin dalla nascita del Corpo, nel 1872, ma che è protagonista “a fianco dei soldati già dal 1831, quando nell’esercito del Regno di Sardegna furono costituite le prime batterie da montagna dotate”, spiega una nota. L’esposizione dà “voce ai più silenziosi, a coloro che non poterono scegliere di fare gli interventisti o i neutralisti, focalizzando l’attenzione sul legame tra i preziosi e docili animali con i loro conduttori. Un lungo cammino tracciato insieme dagli Alpini e dai loro amati, fedeli e insostituibili muli”. Cammino che, dopo aver attraversato oltre un secolo e due guerre mondiali, “si è concluso nel 1991 quando lo Stato Maggiore dell’Esercito decise una forte riduzione delle salmerie per giungere allo scioglimento degli ultimi reparti nel 1993: il 7 settembre di quell’anno, infatti, furono venduti all’asta gli ultimi 24 muli”, raccontano gli organizzatori. Una fine poco gloriosa, a onor del vero, dal momento che gli animali furono venduti come carne da macello e alcuni macellati ci finirono per davvero (la storia dell’ultimo mulo sopravvissuto di quei 24, Iroso, e dei suoi compagni l’ha raccontata Macri Puricelli nel suo blog Zoelagatta, qui). L’esposizione, che documenta oltre che il sacrificio degli uomini anche quello degli animali, silenziose vittime innocenti della Grande Guerra, è strutturata in 10 sezioni su un percorso formato da 20 pannelli con fotografie d’epoca corredate da ampi testi esplicativi e fa parte di una mostra più estesa, “Realismo e poesia”. La Lav è sponsor etico. Presto un volume ispirato alla mostra, con un ampio apparato fotografico e con saggi curati dalle storiche dell’arte Serenella Ferrari e Susanne E.L. Probst. Info Mostra: tel. 060608, visite ore 9.00 – 19.00 (nella foto sopra, il generale Cadorna a dorso di mulo raggiunge le postazioni di alta montagna durante la Prima Guerra Mondiale)

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MOSTRA FOTOGRAFICA, MILANO, FINO AL 10 DICEMBRE 2017

Torna a Milano la mostra di fotografie naturalistiche più prestigiosa al mondo. Quella dell’anno scorso è stata un’edizione davvero speciale per l’Italia, che ha visto premiati dalla giuria del Wildlife Photographer of the Year ben otto talenti nostrani. L’appuntamento con le foto più belle è, come di consueto, alla Fondazione Luciana Matalon, fino al 10 dicembre 2017. L’esposizione presenta cento immagini della 52esima edizione del premio (mentre è già in corso la 53esima, ne abbiamo scritto qui su 24zampe) che riflettono la bellezza e la diversità della natura, evidenziando la fragilità della fauna selvatica sul nostro pianeta attraverso uno sguardo emozionante e consapevole. Questo a partire dal massimo riconoscimento, il Wildlife Photographer of the Year, assegnato dal concorso indetto dal National History Museum di Londra al fotografo americano Tim Laman per lo scatto realizzato nella foresta pluviale indonesiana, “Vite intrecciate” (prima foto sotto), che mostra un orangutan del Borneo in via di estinzione a causa della perdita di habitat e del commercio illegale di animali da compagnia. E poi il sedicenne Gideon Knight dal Regno Unito, che ha vinto il Young Wildlife Photographer of the Year con l’immagine fiabesca “La luna e il corvo”, ripresa vicino alla sua casa di Londra, tra i ramoscelli di un albero di sicomoro che si staglia contro il cielo azzurro e la luna piena (secondo foto sotto). Gli italiani in concorso hanno vinto per le categorie Rettili, anfibi e pesci il lombardo Marco Colombo, con “Piccolo Tesoro”; per Piante e funghi il veneto Valter Binotto con “La composizione del vento”; per Sul territorio il valdostano Stefano Unterthiner con “Spirito delle montagne”. Sono inoltre giunti finalisti Walter Bassi, con Verme ipnotico (categoria Invertebrati), Hugo Wassermann, con Ritiro alpino (categoria Ambiente urbano), Fortunato Gatto con Dopo la tempesta (categoria Terra), Stefano Baglioni con Piccola Stella (categoria Piante e funghi) e Nicola Di Sario con Luce degli occhi (categoria Bianco e nero). L’esposizione ha il patrocinio del Comune di Milano e torna sotto la Madonnina grazie all’Associazione culturale Radicediunopercento, che propone anche serate di approfondimento e presentazione di libri con rinomati fotografi di natura alla Casa della Cultura e alla Fondazione Matalon. Qui il programma completo. Nella foto sopra, Sam Hobson (Regno Unito) con lo scatto “Un vicino ficcanaso”, immagine scelta per la comunicazione in Italia.

Wildlife Photographer of the Year
6 ottobre – 10 dicembre 2017
Fondazione Luciana Matalon
Foro Buonaparte 67 – 20121 Milano (vicino al Teatro dal Verme)

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MOSTRA PALEOAQUARIUM, GENOVA, FINO AL 31 MARZO 2018

Fino a marzo 2018 presso la Galleria Atlantide dell’Acquario di Genova una mostra sugli animali marini nella preistoria. “Paleoaquarium, il mare al tempo dei dinosauri”, curata dai paleontologi Stefania Nosotti e Simone Maganuco, è realizzata da Costa Edutainment spa in collaborazione con gli Experience Designer di ETT spa e lo studio paleontologico Prehistoric Minds. 500 mq di spazio espositivo, 5 ricostruzioni in scala 1:1, 315 mq di illustrazioni a parete in scala 1:1, 3 esperienze multimediali, un’area VR con 10 postazioni di Realtà Virtuale composte da sedute movimentate e Samsung Gear VR per un viaggio a 360° nel tempo e nello spazio. 180 secondi di video immersivo, consentono al visitatore di immergersi negli Oceani preistorici alla scoperta dei grandi predatori marini di allora. Punti forti dell’esposizione, per l’impatto spettacolare che hanno sul pubblico, sono le ricostruzioni degli animali acquatici del passato: un esemplare del plesiosauro Cryptoclidus dal lungo collo, rettile acquatico estinto conosciuto dai più per aver ispirato la leggenda del mostro di Loch Ness; il pliosauro Liopleurodon, strettamente imparentato con i plesiosauri, ma caratterizzato da collo breve e da fauci enormi; l’ittiosauro Ophthalmosaurus, che con la forma del suo corpo, lungo 4-5 metri, rimanda ai delfini dei giorni nostri; il calco di un cranio di Dunkleosteus “pesce” primitivo simile come morfologia esterna alle forme attuali, ma non imparentato con esse; Dunkleosteus visse circa 370 milioni di anni fa, era lungo circa 6 metri e pesava circa una tonnellata. Ultimo modello in mostra quello delle mascelle gigantesche del megalodonte (Charcharocles megalodon), lo squalo più grande che sia mai esistito.

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ANIMAL STARS, TORINO, FINO ALL’8 GENNAIO 2018

Ci fanno ridere e piangere, ci riempiono di tenerezza o di paura, ci stupiscono, ci lasciano col fiato sospeso, ci fanno desiderare di averli al nostro fianco. Sono gli animali al cinema, veri e propri divi, diventati spesso icone e motivo di successo per una pellicola. A loro il Museo Nazionale del Cinema di Torino dedica la mostra ‘Bestiale! Animal Film Stars’. Curata da Davide Ferrario e Donata Pesenti Campagnoni è in programma fino all’8 gennaio. “Siamo molto orgogliosi – dice il presidente del Museo, Paolo Damilano – di ospitare questa mostra dedicata al rapporto tra cinema e animali frutto di un grande lavoro d’equipe e con collaborazioni con importanti istituzioni internazionali. Si aggiunge alle tante iniziative realizzate in questi primi 6 mesi che hanno portato bel 20 mila visitatori in più rispetto allo scorso periodo dello scorso anno”. La mostra presenta in dieci sezioni 270 animali-attori attraverso più di 440 fra fotografie, manifesti, storyboard, costumi di scena, memorabilia e animatronics oltre a sequenze di film assemblati in 16 montaggi speciali. Duecentottanta i film documentati e due i temi principali, l’animale star e la relazione tra personaggio e interprete e l’animale-attore, dalla ‘recitazione animale’ all’uso sempre più predominante di effetti speciali digitali e animatronics. Nei primi cinquant’anni della sua storia, spiega Ferrario, “il cinema ha presentato gli animali sotto una doppia veste, quella di amici o nemici dell’uomo e quella in cui sono simili agli uomini”. L’antropomorfizzazione “è una formula che funziona sempre – continua il regista – molto spesso a costo della dignità dei diretti interessati, ma umanizzare le bestie può anche servire a rovesciare la prospettiva, cioè non si ride più perché gli animali sono ridicoli ma perché ci possono far ridere di noi stessi”. “Nella vita di ciascuno di noi c’è un animale icona fra quelli del cinema”, aggiunge la Pesenti, che è anche la direttrice pro tempore del Museo del Cinema di Torino. “L’idea dell’esposizione – spiega – è nata dopo la morte di Uggie, il cane da Oscar di ‘The Artist’ di cui tutta la stampa ha parlato. Questo ci ha fatto capire quanto la nostra vita sia segnata dagli animali dello schermo”. Fra gli ospiti John Cox, Oscar per gli effetti speciali per ‘Babe’ e mago degli animatronics: “Il mio lavoro – sottolinea – è ottenere dagli animali quello che non puoi e non devi chiedere a loro”. (nella foto un fotogramma del film “Belle e Sebastien”).

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VIDEO-INSTALLAZIONE, VARESE, FINO AL 4 MARZO 2018

Ispirandosi alla favola “Comare volpe e compare lupo”, l’artista statunitense Robert Wilson ha realizzato una video-installazione per la collezione permanente di Villa Panza, storica dimora a Varese che fa parte del patrimonio del Fai. L’opera è composta da un trittico di video interconnessi: tre ritratti del lupo, della volpe e dell’agnello, gli animali protagonisti della favola della tradizione napoletana inserita anche nella raccolta ‘Fiabe italiane’ di Italo Calvino edita nel 1956, inseriti in un paesaggio onirico e surreale. Completa l’installazione la musica del duo statunitense CocoRosie, diffusa nella stanza. Per il suo lavoro inedito Wilson si è lasciato ispirare dalla storia di un ‘patto’ tra la volpe e il lupo rotto a causa dell’ingordigia, con conseguente vendetta. “Spesso le persone mi chiedono quali siano le idee che stanno dietro le mie immagini – ha spiegato Wilson durante la presentazione – io rispondo che non interpreto il mio lavoro, l’interpretazione è per gli altri. Le favole sono una fonte di ispirazione, dare un significato a questo lavoro limita la sua poesia e la possibilità di far nascere altre idee”. Fino al 4 marzo 2018 è aperta a Villa Panza la mostra ‘Tales’ di Robert Wilson e, una volta chiusa l’esposizione, la video-installazione entrerà a far parte della collezione permanente assieme all’opera ‘A House for Giuseppe Panza’.