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Piemonte, cacciatori sparano alla fauna in fuga dagli incendi, le associazioni: “Fermate la caccia”

AGGIORNAMENTO DEL 30 OTTOBRE 2017 IN CODA – AIDAA: “PER LA BUROCRAZIA LA CACCIA FERMATA IN RITARDO”

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AGGIORNAMENTO DEL 30 OTTOBRE 2017 IN CODA – MOLTE ASSOCIAZIONI CHIEDONO LO STOP ALLA CACCIA

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POST ORIGINALE

In Piemonte i cacciatori sparerebbero alla fauna in fuga dalle fiamme. Lo denuncia la Lipu-BirdLife Italia: “Gli incendi che divampano nelle vallate piemontesi da una settimana stanno mettendo a dura prova boschi ed ecosistemi montani, già messi in crisi dalla perdurante mancanza di precipitazioni. Roghi quasi sempre di origine dolosa (nel torinese i Vigili del fuoco hanno trovato inneschi), favoriti dalla perdurante siccità e dal vento dei giorni scorsi. Cui si aggiunge un fatto gravissimo: cacciatori che aspettano la fauna in fuga per sparargli”. Una testimonianza che, se veritiera, aggiungerebbe un’ulteriore pezza d’appoggio a quanti chiedono di tutelare le aree colpite dagli incendi “in modo più rigido contro la scriteriata voglia di uccidere di pochi – afferma Riccardo Ferrari, consigliere della Lipu – che mettono oltretutto a rischio l’incolumità del personale che opera per contrastare gli incendi”. Tutto questo accade in un momento in cui “l’accorpamento del Corpo Forestale con i Carabinieri, appena realizzato ma che ancora stenta ad essere pienamente operativo, non aiuta certo le azioni di salvaguardia del patrimonio naturale”, sostiene Lipu, che si appella “all’amministrazione regionale affinché metta in atto i provvedimenti necessari a tutelare la fauna selvatica e gli ambienti naturali, sospendendo la stagione venatoria, che già non avrebbe neppure dovuto essere aperta date le condizioni di stress ambientale che perdurano da ormai tutta l’estate”. Cosa che la regione Piemonte ha fatto, almeno fino al 5 novembre nella bassa Valsusa e in Val Sangone, le zone interessate dai gravi incendi di questi giorni. “E’ stata anche sospesa su quel territorio, in via definitiva in questa stagione venatoria, la caccia di selezione al capriolo e al camoscio”, spiega una nota del governatore Sergio Chiamparino. Anche Enpa interviene, sottolineando come “invece che fermarsi in silenzio ad assistere alla sua autodistruzione riflettendo su quanto può ancora fare per salvare la natura e quindi se stesso, l’uomo assiste alla più aberrante versione del mondo venatorio, con decine di cacciatori appostati ai margini degli incendi per colpire gli animali che fuggono terrorizzati”, commenta Marco Bravi, Presidente del Consiglio Nazionale Enpa. (nella foto sopra le fiamme in Val Susa)

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AGGIORNAMENTO DEL 30 OTTOBRE 2017 – MOLTE ASSOCIAZIONI CHIEDONO LO STOP ALLA CACCIA

Le scriventi associazioni chiedono alla Regione Piemonte un immediato provvedimento di sospensione dell’attività venatoria su tutto il territorio regionale in attesa di corrette valutazione sugli effetti futuri che l’attuale drammatico stato di calamità potrà avere sul patrimonio faunistico della nostra regione.
ENPA, LAC, LAV, LEAL, LEGAMBIENTE Circolo L’Aquilone, LIDA, OIPA, PRO NATURA, SOS Gaia

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L’associazione AIDAA segnala come il blocco della caccia in Piemonte sia giunto ai destinatari in ritardo per colpa della burocrazia. “Hanno deciso di vietare la caccia al venerdi pomeriggio ma le Pex sono arrivate ai comuni mentre gli uffici erano chiusi per il fine settimana e quindi i cacciatori grazie a questo inghippo hanno potuto sparare nelle zone adiacenti gli incendi. Spero che nella scelta di mandare le comunicazioni il venerdi pomeriggio a uffici chiusi non sia volutamente ritardata in modo da permettere alle doppiette di entrare lo stesso in azione come ci è stato piu volte segnalato in questi giorni uccidendo decine di animali in fuga dalle fiamme”, spiegano.

  • Claudio |

    Spero che qualcuno denunci per diffamazione chi diffonde queste notizie visto che le forze dell’ordine impegnate nel controllo degli incendi non hanno rilevato nessun atto da parte dei cacciatori riguardo ad uccisioni di animali fuggiti dal fuoco. Come è risaputo,anche se le associazioni animaliste fanno finta di non saperlo,la caccia viene proibita per 10 anni nelle aree incendiate e quindi mi sembra assurdo che un cacciatore rischi il ritiro del porto d’armi ed una eventuale sanzione penale mettendosi a sparare in tali zone. In verità per un cacciatore che trascorre gran parte del proprio tempo nei boschi ,la loro distruzione dovuta ad un incendio è come perdere una parte della propria vita.

  • antonio |

    Etica, buonsenso e aggiungerei cultura e rispetto. Condivido ciò che dici. Però quando descrivi ciò che non puoi accettare non stai parlando di cacciatori ma di bracconieri. C’è una grande differenza.

  • Elio |

    C’è una canzone di Fabrizio Moro ”pensa” che ha un ritornello che fa così :”prima di sparare pensa” questo lo voglio dire e dedicare a quei 4 poveri cretini che sparano balle!!! Ovvero gli pseudo-ambientalisti che pur di mentire x il loro tornaconto sono disposti a spararle grosse… firmato IL CACCIATORE! Viva la natura, viva la vita… viva la caccia e i cacciatori!

  • giovanna |

    Ovviamente da animalista non posso concepire la caccia come una passione, non posso condividerne il pensiero, pero’ posso ascoltare l’opinione di un cacciatore,
    che insieme al suo fucile imbraccia anche l’etica e il buon senso.
    Mi e’ sempre stato detto che i “vecchi” cacciatori non sparavano mai alle femmine perché potevano avere cuccioli da crescere, e ai cuccioli perché assicuravano la sopravvivenza della specie. Posso rispettare un cacciatore che esce con il suo cane e
    si porta a casa un fagiano; non posso accettare i cacciatori che predano specie protette, che usano trappole che uccidono anche animali che non sono cacciabili, che usano richiami sonori per ingannare i volatili, che usano armi non regolari o modificate…e quant’altro!!! Non rispetto i cacciatori che non usano il buonsenso, che sparano a qualsiasi animale entri nel mirino, senza rinunciare se non risulta etico o lecito. Anche i cacciatori vivono su questa terra, e credo che sia anche interesse e compito loro averne rispetto. Anche e soprattutto durante la caccia.
    Ed ecco il motivo primario per cui dovrebbe essere vietata la caccia nei luoghi devastati dagli incendi: non si puo’ sapere ancora quanti danni puo’ aver subito la fauna del luogo, non si puo’ ancora sapere quanti animali sono morti negli incendi o
    semplicemente durante la fuga….Questo e’ il primo motivo per cui ora, i cacciatori, in quei luoghi, dovrebbero abbassare il fucile e pensare a salvare tutto cio’ che si puo’ ancora salvare…..solo perché e’ anche il vostro mondo!!!!

  • antonio |

    Da cacciatore, mi amareggia e avvilisce quello che leggo:
    sia il fatto che qualcuno possa approfittare meschinamente della situazione sparando agli animali in fuga, e spero vivamente che non sia così o che come al solito ci si limiti a qualche caso isolato e comunque ignobile, sia per il fatto che immancabilmente in queste occasioni si approfitta per generalizzare e screditare una categoria.
    Da come descritto sembra che ci siano schiere di cacciatori piazzati al limite degli incendi intenti a sparare su cervi, caprioli e camosci che fuggono impauriti. Ma di quale film si tratta? Sono certo che la fauna selvatica non si è fatta cogliere di sorpresa dalle fiamme. L’innato istinto di sopravvivenza porta questi animali ad allontanarsi dal pericolo con tempi di reazione che sono inimmaginabili per noi umani.
    Caccio proprio in quelle zone e non riesco neanche a descrivere l’angoscia e la costernazione che ho provato nel vedere le fiamme divorare quei boschi meravigliosi.
    Non mi ha nemmeno sfiorato l’idea di approfittare della situazione.
    Non pretendo che le mie passioni, e i miei sentimenti, siano condivisi ma credo sia importante ricordare che non siamo tutti uguali.

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