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Terremoto, gli allevatori portano gli animali in piazza a Roma: “Situazione insostenibile”

AGGIORNAMENTI DEL 7 MARZO 2017

H 22.45 – STORIE DI ALLEVATORI: “LA BUROCRAZIA CI STA UCCIDENDO”

”Combattiamo una guerra contro un nemico che non si vede, siamo abbandonati al nostro destino aspettando e ancora aspettando e questo dal 24 agosto”. Ha 25 anni Dante Camacci, allevatore di Arquata del Tronto che ogni giorno da 6 mesi deve attraversare la zona rossa del suo paese tra edifici e tralicci pericolanti per accudire le sue 100 pecore. E’ una delle tante storie di ordinaria difficoltà portate in piazza dagli imprenditori della Coldiretti, che denunciano come primo imputato la burocrazia. Luca Guerrini, 37 anni è di Faizzone, nel Comune di Amatrice, ha 20 mucche e 40 pecore e non sa come e dove stoccare il latte, il mangime e il concime. La sua azienda ha subito il freddo, la neve e il terremoto. ma peggio ancora sta facendo l’inerzia di firme che non arrivano. ”Le tensostrutture ce le hanno mandate senza finestre – spiega amareggiato – disagi e problemi a non inire, ma anche tante promesse; è una doppia fregatura perchè i soldi ci sono, se almeno non ci fossero stati ce ne saremmo fatti quasi una ragione….”. A subire danni a tutto tondo è Emanuela Ripani, allevatrice nel teramano con 800 pecore, un caseificio aziendale, un ristoro agrituristico e una produzione di cereali e olio di oliva. ”Oltre la neve è arrivato il terremoto che ha procurato danni per il mancato reddito aziendale, alimentare e turistico”, ma afferma che nonostante tutto non si rassegna e va avanti. ”Questa gestione del post terremoto è disastrosa”, confessa Paolo Mazzoni, 34 anni, che ha un’azienda a Porto San Giorgio risparmiata dal sisma. ”Sono venuto a Roma con i soci di Arquata e Acqua Santa che dal 24 agosto stanno aspettando una struttura mobile per i loro animali, su 22 ne mancano ben 20”. Claudio Funari, 50 anni, ha un’azienda agricola di legumi e un negozio nel centro storico di Norcia dove vendeva le sue produzioni. ”Oggi è tutto inagibile – fa sapere l’imprenditore – cominceremo la semina tra un mese, oggi piove e sono qua altrimenti sarei rimasto a preparare il terreno. Io non mi arrendo”. (Ansa)

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H 13.00 – COLDIRETTI: SFOLLATI 9 ANIMALI SU 10
A poco più di sei mesi dalla prima scossa di terremoto del 24 agosto nel centro Italia, si conta una vera strage di oltre diecimila animali morti, feriti e abortiti, per l’effetto congiunto delle scosse e del maltempo, che hanno fatto crollare le stalle e costretto gli animali al freddo e al gelo, con decessi, malattie e diffusi casi di aborto. E’ quanto emerge dal Dossier Coldiretti “#stalletradite”, divulgato in occasione dell’arrivo degli agricoltori e degli allevatori delle aree terremotate nella
Capitale. Ad oggi quasi 9 animali “sfollati” su 10 (l’85%) non possono essere ospitati nelle stalle provvisorie annunciate e gli allevatori – sottolinea la Coldiretti – non sanno ancora dove ricoverare mucche, maiali e pecore sopravvissuti, costretti al freddo, con il rischio di ammalarsi e morire, o nelle strutture pericolanti, mentre si è ridotta del 30% la produzione di latte per lo stress provocato dal freddo e dalla paura delle scosse. Ma terremoto e maltempo – continua la Coldiretti – hanno provocato anche un generale dissesto del territorio, con ettari di terreno agricolo fertile franato che non consente la normale coltivazione, mentre l’interruzione della viabilità incide sul commercio delle produzioni salvate, ma ostacola anche la preparazione dei terreni da parte degli agricoltori. E’ il caso – riferisce la Coldiretti – della semina delle lenticchie della Igp Castelluccio di Norcia, che normalmente inizia nel mese di marzo, ma ci sono grosse preoccupazioni anche per la viabilità compromessa dal terremoto, che costringe i produttori ad un vero percorso di guerra per raggiungere l’altipiano. In difficoltà sono pure le coltivazioni, dai pregiati ulivi “Doc” alle rinomate produzioni di cereali e legumi. Il patrimonio di ulivi delle aree terremotate dell’Abruzzo è stato praticamente decimato dall’effetto del maltempo, con quasi 1 milione di piante d’olivo a terra.

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POST ORIGINALE DEL 6 MARZO 2017

Più di mille gli animali morti, feriti e abortiti nelle aree del terremoto per l’effetto congiunto di scosse, neve e gelo, secondo un monitoraggio della Coldiretti, con appena il 12% delle strutture di protezione degli animali completato, almeno fino a un mese fa. Di fronte a una situazione definita “insostenibile”, gli agricoltori e gli allevatori delle aree terremotate delle Marche, come quelli delle altre regioni che hanno subito le conseguenze del sisma, scendono con i propri animali domani 7 marzo 2017 in piazza davanti a Montecitorio, a Roma. Coldiretti, che per l’occasione di domani lancia l’hashtag #stalletradite, afferma che “rischia di saltare l’ultimo presidio del territorio ferito dal terremoto, caratterizzato da un’economia agricola di pregio e  allevamenti che è possibile salvare solo se la ricostruzione andrà di pari passo con la ripresa del lavoro”. Insieme agli animali sopravvissuti, gli agricoltori portano davanti al Parlamento i prodotti locali salvati dalle macerie ma che “ora rischiano di sparire per le difficoltà del mercato locale”. La Regione Marche ha intanto firmato l’atto di delega di funzioni con il Consorzio di bonifica per la realizzazione delle piazzole nelle quali installare le strutture di emergenza. Già incaricate tutte le ditte per la realizzazione dei Mapre, i moduli abitativi provvisori rurali di emergenza, stalle e fienili per 106 aziende agricole. I lavori sono stati avviati nella metà dei cantieri e alcuni hanno già terminato le opere. Per la prossima settimana si dovrebbe raggiungere l’80% dell’avanzamento dei lavori. E si cambia pagina nella fornitura di stalle mobili. La prima ditta vincitrice dell’appalto assegnato dalla Regione Lazio ha accettato la risoluzione del contratto di appalto con le Marche. Su richiesta della Regione, l’azienda provvederà a proprie spese alla “riparazione dei danni e degli errori contestati dall’amministrazione. La Regione pagherà le strutture solo a seguito di collaudo con esito positivo”. Alla ditta subentrante sono state chieste 110 stalle per bovini da carne (di cui 12 del sisma 24 agosto), 21 per i bovini da latte, 84 per pecore e capre (di cui 8 del sisma 24 agosto). A Roma, martedì, Coldiretti presenta il dossier “Terremoto nelle campagne”.

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  • Claudia Longo |

    Era un emergenza simile a quella degli umani e per un discorso etico e per uno lavorativo.

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