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Rapporto Legambiente, spesa pubblica di 245 milioni € l’anno per animali in città: “Troppi”

Ammonta a 245 milioni la spesa totale di amministrazioni comunali (144 milioni) e aziende sanitarie locali (101 mln) nel 2015 per la gestione degli animali d’affezione e selvatici nelle città italiane. Lo fa sapere Legambiente nel rapporto “Animali in città 2017”, osservando che è “sicuramente troppo rispetto ai risultati raggiunti” e che “buona parte dei costi (l’80% per i Comuni) è assorbita dai canili rifugio, strutture indispensabili secondo il modello attuale, ma fallimentari rispetto al benessere animale e alla prevenzione del randagismo”, che “è il costo economico più significativo a carico della collettività”. Per Antonino Morabito, responsabile Benessere animale di Legambiente, “occorre una strategia pubblica nazionale a loro tutela per ridurre gli elementi di conflittualità” visto che “non esiste una legge nazionale che regolamenti in modo unitario la convivenza tra uomini e animali negli 8.000 comuni italiani”.

DA COMUNI E ASL POCHE RISPOSTE

Dei 1.107 comuni (pari al 13,8% degli 8.018 totali) e 80 Asl (su un totale di 147 e pari al 54,4%) che hanno risposto al questionario di Legambiente (inviato a tutti) ad ottenere la sufficienza per i servizi agli animali sono stati solo il 12% dei comuni e il 43% delle Asl. Da Roma nessuna risposta. In totale nei Comuni sono impegnate 705 persone e nelle Asl 594 ma solo 3 città raggiungono una performance ottima. Tra le Asl, solo Napoli 1 Centro eccelle.

IL CONFRONTO CON PARCHI E RISERVE

Peraltro, questa spesa – spiega Legambiente – è “pari a 4,09 volte la somma impegnata in Italia per tutti i 23 Parchi nazionali italiani (56.758.382,31 euro, riparto 2015) più le 14 Riserve Naturali dello Stato (3.221.708,93 euro, riparto 2015) oppure a 70,2 volte la somma impegnata in Italia per tutte le 27 Aree marine protette (3.500.000,00 euro, riparto anno 2015). Solo il 12% dei comuni e il 43% delle aziende sanitarie locali che hanno risposto al questionario” di Legambiente “ottengono la sufficienza”.

LE CITTA’ MIGLIORI

Le tre città (0,3% del campione) che raggiungono una performance ottima sono Terni, Peschiera Borromeo (Milano) e Formigine (Modena); sono poi 22 le città (il 2% del campione) che ottengono una performance buona e 132 (l’11,9% del campione) con una performance sufficiente. Fra le aziende sanitarie locali solo Napoli 1 Centro mostra una performance ottima; 35 le Asl con punteggio sufficiente (il 43,75% delle 80 che hanno risposto) e 13 le Asl con una performance buona (16,25% del campione).

LE REGIONI PIU’ VIRTUOSE

In media c’è un cane registrato ogni 7,19 cittadini: Friuli Venezia Giulia, Sardegna, Emilia Romagna e Veneto risultano le regioni più virtuose con un cane ogni 4 abitanti circa; Catanzaro (1 cane ogni 463,5 residenti) e Lecce (1 ogni 218,5) sono le città meno amiche di Fido. Quanto ai randagi, su 4 cani catturati nel 2015 tre hanno trovato un padrone; per i gatti, solo il 22,22% dei comuni monitora le colonie feline per oltre 156.217 gatti ‘curati’ da 42.810 ‘gattari’ e Aymavilles (AO) con un gatto ogni 4 cittadini è l’amministrazione che ama di più Micio.  Solo il 6% dei comuni ha spiagge accessibili ai cani mentre solo il 5,24% ha adottato un regolamento per facilitare cremazione, inumazione e tumulazione degli amici a 4 zampe. Quanto alle aree per cani ce ne sono 1.246 (in media una ogni 8.789 cittadini residenti ogni 10,5 chilometri quadrati). Bene Segrate e Milano male Napoli e Messina.

DELUDE IL CONTROLLO DELLA POLIZIA LOCALE

In un sondaggio d’opinione condotto online da Legambiente sul grado di soddisfazione da parte dei cittadini (1.021 i questionari completi) circa la metà del campione ritiene insufficiente o mediocre il servizio offerto: la nota più dolente è l’azione di controllo e vigilanza delle Polizia municipale su maltrattamenti animali o mancata raccolta degli escrementi, ritenuta insufficiente o mediocre da più di otto cittadini su dieci.

LE ADOZIONI

Su quattro cani randagi catturati nel 2015 in media tre hanno trovato una felice soluzione, secondo le amministrazioni comunali e le Asl. Ai capi opposti della classifica, la Asl Nuoro dichiara una soluzione positiva ogni 18 cani catturati, mentre la Asl Foggia riporta di aver trovato soluzione a più di 5 cani a fronte di un cane catturato. Secondo le risposte fornite dai comuni, le performance peggiori nel ricollocamento dei cani sono state ottenute in Campania, Sicilia, Calabria, Basilicata e Campania, come conferma anche l’incrocio dei dati con quelli sull’anagrafe canina regionale”.